13 febbraio 2016

Sanremo 2016: come ti twitto il Festivalone - SPECIAL EDITION


Negli ultimi due anni, il "mio" Festivalone è stato - volentieri - monopolio di Malacopia. Quest'anno, però, Marco e Diego stanno lavorando al nuovo layout del sito, al momento ancora in manutenzione. E allora mi sono detta "va bene, me lo godo senza l'ansia di screenshottare tutti i tweet stavolta, ahahaha!"

#EINVECE

E invece mi sono arrivate esplicite richieste (soprattutto dalle mie ex colleghe) di proseguire la tradizione, in nome del fatto che ora più che mai debbo essere non Social, Socialissima, perché le ho mollate per dedicarmi solo all'Internet. Poi dicheno, le amiche.

Insomma, tre giorni un post al giorno proprio NOAOAO, ma prima della finale un assaggino del bordello che stiamo facendo su Twitter ve lo meritate (date a questa frase il senso che preferite... ineluttabilità o ricompensa, fate voi).

VIRGINIA RAFFAELE

Che dire di lei: bella, intelligente, magistrale come sempre, se non di più. Con l'imitazione di Carla Fracci ("Conti, lei porta la conchiglia? No? Allora complimenti") si era già conquistata mezza Italia, ma dopo la gag sul paparazzo a mano di Belen, da estrarre dal trolley quando c'è bisogno di uno scoop, ha raggiunto il #livellodivinità:



Se poi a questo aggiungiamo che quel vestito lo aveva indossato sullo stesso palco nientemeno che EMMA... be', noi donne siamo davvero perfide quando ci mettiamo impegno!


GABRIEL GARKO

Premettendo che non l'ho mai calcolato e che mi sembrava di plastica anche prima che si facesse il ritocchino, non mi è dispiaciuto del tutto. È stato un discreto valletto e. finalmente, si è rivelato anche come uomo (voglio dire: allora la fa anche lui!) :


Tralasciando, poi, che è una talpa e non vede nemmeno il gobbo, anche se il sospetto si insinua strisciando nella timeline:



Si riprende, però, quando declama in diretta un tweet epico del nostro amato @Insopportabile:


Avesse anche citato la fonte, lo avremmo apprezzato di più!
Il top però lo raggiunge provocando un vero e proprio flame tra i #grammarnazi:



nonché un coccolone alla Sala Stampa:

Chi ha ragione? Ve lo dice la Crusca. Che, come al solito, ci gira intorno, la butta sull'uso popolare, sui regionalismi e alla fine ci ricorda che siamo noi a decidere la strada che prenderà la nostra lingua. Il che è indubbiamente vero e sacrosanto, ma io ho una gran paura che mi diventino transitivi anche "uscire" e "pisciare il cane", non so voi.


I CONCORRENTI

Ma vi rendete conto? Quest'anno non c'è stata nemmeno una canzone che mi è entrata in testa da subito. Panico! Terrore! Ansia! Sarà per l'elevata qualità o perché nessuno aveva un caspio da dire?

In ogni caso, dopo ennemila ascolti, sono riuscita a selezionare i brani che preferisco. Di sicuro entra nella mia personale classifica Annalisa: non soltanto perché ha una voce splendida e un'eleganza innata, ma anche perché ha fatto la scelta meno scontata in termini di composizione e testo. Nessun ritornello spaccatimpani, nessun banale accento "Sanremese". Solo lei e il suo talento, innegabile.

Arisa invece mi ha delusa. Sa cantare, su questo non discuto, ma la sua "Guardando il cielo" non mi ha convinta fino in fondo. Mi ha lasciata molto meh - così come i suoi outfit; però, da quel che leggo, potremmo ritrovarcela in top three.



Enrico Ruggeri mi è piaciuto moltissimo, invece. Mi ha ricordato i suoi esordi punk, e pure il giubbotto che indossava durante la terza serata mi ha provocato un deja vù, e a quanto pare non solo a me:




Elio e Le Storie Tese, invece, hanno presentato un brano che è un riassunto di tutte le edizioni di Sanremo, compresa questa: "Vincere l'odio" è il contrario di "Perdere l'Amore" e per rendere il concetto più chiaro si sono presentati in rosa Formigoni durante la prima esibizione; alla terza puntata invece, sono arrivati vestiti da Gabriel Garko, con gli zigomi posticci. Anche se non ho trovato il loro pezzo all'altezza de "La terra dei cachi" e "La canzone Mononota", anche quest'anno si dimostrano grandi musicisti e critici generazionali quali sono sempre stati. Per me è sì!

Del rischio eliminazione dei Bluvertigo sono dispiaciuta, la canzone è bella, ma c'è una cosa che proprio non ho sopportato (nonostante sia innegabile che una scelta diversa non avrebbero potuto farla): la presenza di Morgan. Una volta lo stimavo; probabilmente lo stimo ancora, ma non si va sul palco di Sanremo AFONI. Non ho sentito una parola, sono stata costretta a leggere il testo su Sorrisi e Canzoni come facevo nel 1989. Per me è no!


L'ARCOBALENO

Questo Sanremo è gender-free, sapevatelo. Il supporto sacrosanto alle unioni civili si esprime con tanta forza da generare l'hashtag #SanremoArcobaleno, e con successo. Nastri colorati invadono le nostre pupille facendoci sperare in un'evoluzione della specie. Siamo ben lontani da veri traguardi; ma, se passasse questa legge, potremmo dire di aver fatto - finalmente! - un passo in direzione del futuro.


SOCIAL MILLENNIUM

Anno dopo anno, l'integrazione dei Social nella nostra vita sta cambiando i media tradizionali, il nostro concetto di televisione e pure del Festivalone.
La parola definitiva l'hanno detta nientemeno che i @_the_jackal, pubblicando su Facebook video esilaranti durante i quali hanno chiesto ufficialmente ai big di pronunciare, a fine esibizione, parole chiave dai loro format YouTube come "sta senza pensier'", "grazie Sbiaditi" e "ciao Alfredo". Sfide raccolte rispettivamente da Noemi, Dear Jack e ZeroAssoluto. A dimostrazione che i canali confluiscono, i linguaggi si adattano e la nostra vita è sempre più interconnessa.

Menzione d'onore al magnifico Social Team di @Ceres: sempre sul pezzo, sempre in real time e senza sbagliarne una. Vi vedo come un traguardo da raggiungere, sappiatelo. Stasera, tutti con #SanremoCeres.


GLI OSPITI

Devo essere sincera: durante la seconda e la terza serata mi sono addormentata prima della fine della trasmissione. Eh, oh: la mattina dopo si lavora, mi serve essere lucida, sennò poi vi faccio community management in svedese maccheronico. Dopo una Pausini a metà tra un camallo del porto e Guglielmo Scilla in versione iTruzzo, arriva Nicole Kidman:



Le parole più belle, quelle che hanno salvato questa edizione e dato a noi un motivo per essere riconoscenti a Carlo Conti, sono state quelle pronunciate da Ezio Bosso. Ex bassista degli Statuto, pianista di fama internazionale, porta la sua malattia - una forma di SLA - con grande dignità e grandezza. La sua visione così positiva della Vita, la sua riconoscenza per averla vissuta così appieno, l'amore viscerale per la musica e per le persone, hanno avuto su tutti l'effetto di acqua fresca sul viso nel deserto. Impossibile trovare parole per commentarlo: lo fa da sé, e ci riesce in modo mirabile. Grazie Ezio.




"La musica è una fortuna. E, come diceva il grande Maestro Claudio Abbado, è la nostra vera terapia".

Potete rivederlo qui.


Vi lascio con questo meraviglioso uomo, perché voglio chiudere in bellezza. Questa sera vincerà forse chi ha più parenti a Napoli, forse chi ha accumulato più anzianità, ma non importa: la cosa più importante è sempre e solo la MUSICA.

Ci vediamo su twitter!



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