10 agosto 2015

Tutti amano Lars


C'è Dogville, da una parte.
C'è un piccolo paese, dove tutti sembrano buoni, ma nascondono un cuore cattivo, un'anima nera fino alle ossa;
C'è una ragazza, che diventa il capro espiatorio dei peccati dell'intera cittadina.
C'è indifferenza, odio, rancore e violenza.

E poi c'è Lars.
C'è suo fratello Gus, che si porta dentro il rimorso di non essere stato abbastanza accanto al fratello minore quando la madre, dandolo alla luce, è morta.
C'è Karin, la moglie di Gus, che è ostinata nel voler portare un po' di amore nella vita dell'introverso giovane cognato, che lo invita a cena, a colazione, gli offre grandi abbracci, abbracci che "fanno male", perché sono veri e caldi e confortanti.

L'amore ferisce. E per non sentire il dolore ciascuno di noi fa quello che può e che sente.

Lars, per non sentire quel dolore, decide di creare un mondo dove niente può ferirlo, dove può costruire passo per passo la vita come lui la vorrebbe, con una donna che non potrà mai tradirlo, mai lasciarlo e mai morire.

E così arriva Bianca: per Lars è l'Amore, il primo e vero. Per gli altri, solo quel che è davvero: una bambola di plastica. 




E così, per amore di un solo paesano, tutti fanno finta che il mondo fittizio che Lars si è costruito sia vero: accettano Bianca, la coinvolgono nelle attività di volontariato, la invitano alle feste, le tagliano i capelli, la vestono, le fanno grandi complimenti, senza mai tradirsi. Tutti: le vecchiette del paese, il parroco, i colleghi di lavoro del ragazzo. Per amor suo, entrano nel suo mondo per restarci; per amor suo, recitano da mattina a sera pur di non turbare l'equilibrio che quella storia impossibile sembra donargli.

Il grande miracolo di questa pellicola sta nell'incarnare l'estremo opposto della città dei cani di Von Trier. Un altro Lars, un'altra Danimarca, e un'altra storia, tutta diversa e piena di amore. 

Certamente non è un film leggero, "Lars e una ragazza tutta sua". 
Però, alla fine, un sorriso confortante riesce a regalarlo: tutti abbiamo i nostri tempi, per superare il dolore; ma se abbiamo accanto le persone giuste, non avremo bisogno di nessun altro, all'infuori di noi stessi, per venirne fuori e, finalmente, vedere la luce.

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