11 agosto 2014

L'arancio va con tutto (possibile SPOILER!)



Qual è il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?
Chi decide che tipo di persone siamo?

Orange Is The New Black (OITNB) è una di quelle serie tv che danno assuefazione. Non è possibile smettere di seguire, puntata dopo puntata, la storia delle detenute di Litchfield: the more you know, the more you want to know. 

L'errore che porta la protagonista, Piper Chapman (alter ego televisivo di Piper Kerman, autrice del libro omonimo dal quale è stato tratto il telefilm), in gattabuia è solo un pretesto. La vera trama si sviluppa sulle vicende di tutte le detenute del carcere, intrecciando la quotidianità dietro le sbarre a momenti di flashback che chiariscono passo dopo passo il ruolo, il carattere e il destino di tutte quelle donne.

E allora, si scopre che una donna fredda e autoritaria un tempo è stata ferita e umiliata per via della sua condizione sociale; oppure che un'assassina, sulla quale corrono voci terribili, si è soltanto presa troppo a cuore le sorti di una ragazza abusata; oppure ancora, che una spacciatrice si è trovata nel narcotraffico perché non aveva una famiglia e l'ha trovata in una donna che gestiva quel genere di affari.

E davanti a questo, davanti alla vera domanda "dov'è il confine tra il bene e il male?", ciò che sembra davvero fuori luogo è la superficialità della protagonista e della sua personale vicenda. In Piper non vivono drammi umani, solo curiosità e una gran voglia di andare controcorrente - è umano, ma anche adolescenziale comportarsi come se non si fosse mai responsabili di nulla e di nessuno - che la porta a legarsi ad Alex Vause, impiegata in un giro di spaccio per un cartello di narcotrafficanti; amante e compagna che si fa pochissimi problemi a rendere Chapman complice dei suoi loschi affari e ne riceve in cambio, come per intervento del karma, distacco emotivo. Piper dice di Alex che è "l'amore della sua vita", ma l'abbandona senza voltarsi indietro nel momento più doloroso per lei. Di facciata, il motivo è che non vuole rendersi più sua complice; in profondità, giace una noia incessante e un'aridità di sentimenti che di certo ha molto poco a che fare con l'amore.

Al contrario delle altre detenute di Litchfield, che si sono macchiate di crimini ben peggiori, ma che conservano tutto sommato un cuore pulito, Piper Chapman è nera fino alle ossa: bugiarda, superficiale, distaccata abbastanza da oscillare, senza davvero prendere una posizione con il cuore, tra il sesso confortante a portata di mano con Alex e la proposta matrimoniale del suo alter ego e fidanzato Larry, che si differenzia da lei solo perché non è in prigione, ma che mostra lo stesso andamento "a pelo d'acqua" nel mare della vita. Bella coppia, eh?

I luoghi comuni sono tali perché si ripetono: la lezione, a Litchfield, è che non si deve mai giudicare un libro dalla copertina. Specie se è troppo pulita, ordinata e patinata.


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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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