26 gennaio 2014

Ogni domenica mattina

Ho imparato ad apprezzare la domenica mattina presto solo da qualche anno.
Prima era solo un momento buono per recuperare le energie spese durante il sabato sera con gli amici, o la settimana di lavoro. Invece adesso riesco ad apprezzarne il silenzio, la sensazione di calma che mi culla, il ticchettio dei tasti sul pc come sola colonna sonora. Mi sento un gatto alla finestra: respiro, mentre apro le imposte, l'aria frizzante che sa di freddo, di pace e di buono, guardo il sole e contemplo la mia fetta di cielo con occhi sempre nuovi.

Per scrivere, è il momento migliore.

25 gennaio 2014

E poi basta

Siamo tutti un po' così: quando non abbiamo tempo per fare nulla, vorremmo tanto poterci fermare e respirare un po' anche per noi tutta l'aria che c'è e che gli altri ci tolgono, e che a loro volta viene tolta da altri a loro.

Poi succede che stai male, stavolta parecchio, e ti devi fermare per forza, anche se hai un sacco di cose comunque prima o poi da finire, da pensare, da finalizzare. E allora capisci quanto ti manca muoverti. Quel movimento che non è solo alzarsi, fare colazione, lavarsi, vestirsi, andare a lavorare: sei tu. Sei tu quella che guardi allo specchio oggi e sei così anche per tutta quella serie di gesti quotidiani che compi ogni giorno, ripetitivi, sì, magari a volte pesanti, sì, ma che - ogni giorno -scrivono su di te cose sempre nuove.



Questo per dire che mi sono rotta profondamente le gonadi di starmene a casa con la tosse, la sinusite e la bronchite, e che lunedì torno al lavoro, mai stata più felice di riprendere la solita, menosa, stressante e irrinunciabile - ma MIA - vita.

22 gennaio 2014

La Maison è la Maison!

Quando sono molto demotivata, giro per la rete in cerca di cosine scemine che mi tirino su. Tipo i fèscion blò, i tutorial di make up, il sito della Brosway, quello di Breil... insomma: cerco cose che non posso permettermi, primo perché sono di nuovo (o dovrei dire "ancora") a letto con la bronchite e quindi non sono decisamente un modello di freschezza, secondo perché certe robe costano davvero una fucilata, e io sono di Genova, non so se mi spiego. Però mentre ero lì che girollavo beata per il web sono capitata sul sito di Dior, e lì non c'è stato più modo di tornare al mondo reale.
Non ho molti punti deboli, ma Dior è uno di questi. Quando ero piccola mia madre mi faceva i codini e poi mi sprofumava di Diorissimo sui capelli e sul collo. A pensarci, caspita, sto prendendo coscienza di essere stata una bambina firmata a mia insaputa. Va be', càpita. Tutta 'sta passione per la Francia, la Tour Eiffel, il rosso Dior, ha origine da lì, secondo me. E a proposito di rosso Dior, maledetta me, in questi giorni di lettino e antibiotici, sono incappata nientemeno nel Dior Rouge 999, quello che Monsier Christian ha creato unendo due rossi storici: il n°9 e il 99. Paura. Ma davvero. Mi batte il cuore. Amo da sempre i rossi sulle labbra, e il mio ex ne sa qualcosa (ciaooo), ma questo... ah! Le magnifiche ossessioni!
Senza contare poi che possiede uno smalto coordinato altrettanto allettante.
Ora, ribadendo che sono di Genova: so già che non lo acquisterò mai. Ma se c'è una cosa che niente e nessuno può portarmi via, è l'immaginazione. E ogni volta che indosserò il mio solito Collistar (che, voglio dire, schifo non fa per niente), farò finta di essere a Parigi, dinanzi alla Tour Eiffel, vestita come la header (HEADER PARIS... per questa battutaccia mi merito il ban di blogger) di questo blog, con addosso Loboutin, sulle labbra il magnifico 999 e addosso Chance di Chanel.

 Ecco. Questo di Chanel è un altro capitolo, e ve lo racconterò un'altra volta, va'.

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