15 dicembre 2013

Jingle Balls (reloaded)


Io il Natale, più tempo passa, meno lo sento.
I mean: mi piace molto preparare il vin brulè, girare per mercatini con le amiche di sempre, regalare poche cose, ma che mi ricordino le persone che le riceveranno.

Però, complice questo caldo antipatico, i ricordi pesanti, l'ansia della situazione attuale, i litigi in famiglia, questo Christmas 2013 mi sembra più un periodo di transizione dove ciascuno di noi si fa il mazzo, chi fisicamente, chi psicologicamente, per toglierselo presto dalle spalle senza riportare troppe ferite.

Ci sono tante cose di cui potrei parlare, ma che non ho voglia di affrontare.
C'è tanto da fare, e meno male: non oso immaginare dove potrebbe finirmi il cervello se smettessi di lavorare. Il lavoro, mi mangia tutto il tempo che ho, ma mi tiene a galla.
Certo, vorrei guadagnare in proporzione a quello che faccio: ma non è il momento storico a consentirmelo.

In più, sembrano tutti pazzi, tutti fuori dalla grazia divina: amici di vecchia data che cafoneggiano senza pensare che forse bastava chiamarti per risolvere ancora prima di farsi venire lo scazzo, mio padre che non mi parla e forse meglio così, sempre incrollabilmente convinto di avere ragione (ha torto marcio), mia zia che non si capisce cosa la faccia stare male, mia madre che è vessata sia fisicamente sia nell'animo perché non ne va mai dritta una e in più sopporta l'atmosfera pesante, il mio ex che non ce la faccio ad allontanare ma che ora come ora è come se stesse su Plutone mentre mi chiama, mi sembra di rispondergli da una galassia lontana, senza grosse sorprese da raccontargli.

Eppure è calore quello che vorrei.

Ma ho il cuore freddo.
Il portafogli vuoto.
I sogni in bilico.

Insomma, fatelo voi l'albero. Io ci metto al massimo le palle.


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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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