1 settembre 2013

Panta Rei


Leggo Hrabal, e ci trovo messaggi confezionati per me.
Leggo Hrabal perché tempo fa ne ha parlato una persona che stimo per intelletto, e mi sono fidata di lei: difficilmente le menti brillanti sbagliano nel cercarsi tra le righe.
Leggo Hrabal, e la sua rumorosa solitudine: "l'unica cosa di cui si può aver terrore al mondo, è ciò che si è calcificato, il terrore delle forme rigide, morenti" e penso che io, ora,  sono in uno stato liquido, pronta a cambiare forma dopo tanto tempo, a dichiarare guerra al presente, per creare il futuro. Finalmente non penso più "devo stilare la scaletta dei buoni propositi post ferie", bensì "so bene quel che devo fare, e lo farò".
Sto approntando un cambiamento di vita che speravo da tempo e che fino a poco tempo fa sentivo lontanissimo. Ora è qui davanti a me, al di là di una porta che è spalancata da anni e che ho sempre ignorato perché non ero pronta a varcarne la soglia.

Ci vuole coraggio per cambiare se stessi.

So chi sono. So cosa voglio, combatto per ottenerlo. Lo visualizzo, il futuro che voglio e lo otterrò mettendo ordine punto per punto nella mia vita.

Non mi serve una lista: è tutto scritto nella mia mente, sul corpo, davanti ai miei occhi.
Devo solo allungare il braccio, e afferrarlo.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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