16 agosto 2013

Eppure, no.




Quanti di voi pensano davvero che sia il sesso a cambiare le cose?
Non è il sesso. La vera mina vagante sono le parole.
È il modo in cui si comunica, a essere veramente "pericoloso".
È quella frequenza azzeccata, rara da trovare in due, che rappresenta il fulcro di tutto.

Io so che non potrei mai accettare di essere amata alla follia da una persona che non è in grado di comunicare con me. Da qualcuno che volta il viso altrove se c'è un problema, che alla mia domanda diretta non risponde se con infiniti silenzi, che mi ignora.
Non lo voglio quell'amore lì, non significa nulla. È fisico, è di fascino. È attrazione. Ma non è totale.

È fuori discussione a priori: se mi ami davvero devi essere in grado di comunicare. Non di dirmelo soltanto, ma di trasmettermelo, di rendermi in grado di coglierlo, e di accoglierlo. Che relazione è, se non c'è scambio? Se non ci si confronta negli errori, nelle incapacità? Se non ci si sforza di far capire sempre cosa non ci fa stare bene, o di esprimere, al contrario, tutta la nostra gioia? Che relazione può dirsi tale, se non si instaura una relazione? Sulla base di cosa, si costruisce?

Io un amore così non lo voglio e non so spiegarmi come lo si possa accettare, rimpiangere, cercare.

Tant'è.

Preferisco non avere tutto il resto, ma sapere che è davvero importante quel poco (che è TUTTO) che ho.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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