24 agosto 2013

Abracadavere

©Tasc.it

Dici che ti piace la tempesta: anche a me.
Mi mette in pace con me stessa, il rumore di pioggia sulle finestre.
L'odore dell'erba bagnata, il vento fresco, hanno un sapore di congedo, un arrivederci inesplicato, una musica irripetibile.

Dici che hai sbagliato: lo so. Che è tutta colpa tua: non so. Che stai male: lo vedo. Che vuoi rimediare: chissà.
Non ho la palla di cristallo e non posso sapere che cosa ti riserverà il futuro, e questa volta non mi azzardo nemmeno a indovinare: non si può, quando ci sono di mezzo i sentimenti.

Quello che so, è che ogni volta che arriva la tempesta, che c'è vento, che mi bagno di pioggia, vicino a me ci sei anche tu, che nascondi così le lacrime, proprio come faccio io.

Che carogna sa essere, il destino.

23 agosto 2013

AMATEVI!


Ragazze, ascoltate. Forse a questo mio predicozzo risponderete "ma senti da che pulpito!", e ci sta, me lo merito. Però per l'amor del cielo, cazzo: AMATEVI.
Amatevi e smettete di credere che siete spacciate, e che non avrete mai quello che meritate dalla vita. Smettete di lagnarvi, tiratevi su le maniche, PER VOI STESSE. Alla base di una buona sopravvivenza su questa Terra sta l'amore che avete per il vostro benessere, perché senza quello vi mancherà sempre qualcosa. Un uomo; una casa; la prospettiva di una famiglia; tutto questo si permetterà di entrare nella vostra vita solo quando sentirete di non scalpitare più per ottenerlo, costi quel che costi.
Ditemi che sono un'ingenua (non lo sono), che sono un'illusa (potrei esserlo): ma siete tutte in grado di trovare da sole la serenità necessaria per capire come arrivare ai vostri obiettivi.
Tutte. Alte, magre, grasse, basse. Tutte.

Ché l'energia che vi rende esseri umani non sta lì dentro di voi per essere sprecata.
Siete preziose, ripetetelo a voi stesse: prima o poi lo sentirete.
Siate egoiste, pretendetevi serene.

Amare se stessi è l'inizio di una storia d'amore lunga tutta la vita (O. Wilde)

22 agosto 2013

Incapacità

Ci sono due cose che proprio non riesco a NON fare:
1) spargere il caffè ovunque mentre preparo la caffettiera
2) rompere le balle all' ex marito con sms imbecilli durante le sbronze colossali.

20 agosto 2013

"C'è qualcosa dentro di noi che è sbagliato ma ci rende simili"

Quel che non riesco a dirti, che in qualche modo ti ho già detto, ma non così, non così, è che sei la sola persona con la quale avrei voluto pianificare una famiglia, una vita insieme, una vecchiaia e dei figli. Io non voglio figli, ma con te è tutto diverso, tutto, dal semplice respirare, al ridere a crepapelle, al piangere sulla tua spalla, al morire dentro perché non sono io quella con cui vorresti pianificare una famiglia, una vita insieme, una vecchiaia e dei figli.

Ecco, ora sì, che ti ho detto davvero tutto quello che mi passa per la testa.
A voce perdonami, perdonami ma non riesco a dirtelo senza sentirmi di troppo.

16 agosto 2013

Eppure, no.




Quanti di voi pensano davvero che sia il sesso a cambiare le cose?
Non è il sesso. La vera mina vagante sono le parole.
È il modo in cui si comunica, a essere veramente "pericoloso".
È quella frequenza azzeccata, rara da trovare in due, che rappresenta il fulcro di tutto.

Io so che non potrei mai accettare di essere amata alla follia da una persona che non è in grado di comunicare con me. Da qualcuno che volta il viso altrove se c'è un problema, che alla mia domanda diretta non risponde se con infiniti silenzi, che mi ignora.
Non lo voglio quell'amore lì, non significa nulla. È fisico, è di fascino. È attrazione. Ma non è totale.

È fuori discussione a priori: se mi ami davvero devi essere in grado di comunicare. Non di dirmelo soltanto, ma di trasmettermelo, di rendermi in grado di coglierlo, e di accoglierlo. Che relazione è, se non c'è scambio? Se non ci si confronta negli errori, nelle incapacità? Se non ci si sforza di far capire sempre cosa non ci fa stare bene, o di esprimere, al contrario, tutta la nostra gioia? Che relazione può dirsi tale, se non si instaura una relazione? Sulla base di cosa, si costruisce?

Io un amore così non lo voglio e non so spiegarmi come lo si possa accettare, rimpiangere, cercare.

Tant'è.

Preferisco non avere tutto il resto, ma sapere che è davvero importante quel poco (che è TUTTO) che ho.

14 agosto 2013

The truth is inside here



La verità? Ho una paura fottuta di come la prenderò, nel caso in cui.
Perché stavolta sarebbe inevitabile perderne due in un colpo solo.

12 agosto 2013

I've crossed oceans of time to find you.

"Ma tu, dimmi la verità: mi ami ancora?"
"Io non ti amo ancora, io ti amo sempre".

Non avrei mai voluto che passassi quel che ho passato - e passo ogni volta che realizzo come stanno le cose - non avrei mai voluto asciugare le tue lacrime, e non avrei voluto, egoisticamente, rivedere me nei tuoi occhi, perché fa male.

L'amore è una grandissima bastardata per chi non ha la fortuna di avere una tempistica perfetta.
Di questo si tratta, di quei "maledetti cinque minuti" in cui tutto potrebbe essere e inverarsi, e invece sfugge via dalle mani come sapone.

Il dolore non ti lascia mai; non respiri quasi, non riesci a pensare ad altro, non fai che urlarlo nel silenzio, mentre ricacci indietro le lacrime e i singhiozzi, e ti ripeti che prima o poi dovrà finire.

Posso vivere la mia vita senza di te, non posso vivere senza  te
Riesci a notare la differenza? 

Chi dice che di amore si può morire, mente. Chi muore è perché non ama neanche se stesso. Però i fantasmi ti accompagnano ovunque, e per quanto il tuo amore ti dica che vuoi, anzi, pretendi almeno la sua di felicità, c'è sempre questo cazzo di coltello da macellaio nella tua schiena a darti la dimensione esatta e precisa del peso del tuo vuoto. Impari a conviverci, non impari a liberartene. Tutto sommato questo è sufficiente a non fermarti.

Se è vero che siamo fatti come l'universo, allora io e te siamo due enormi buchi neri, vicini, che ogni tanto si sfiorano, e per il resto del tempo si struggono di non potere abbracciare il loro pezzo di cielo.

Mi hai chiesto, con gli occhi annebbiati di oblio, "Mi ami ancora?"

Credo che ti amerò almeno finché sarò in grado di respirare. 

6 agosto 2013

Who knew



Sono tranquilla.
Ho un equilibrio che un anno fa non avrei mai creduto di raggiungere.
Certo, ci sono ancora le medicine ad aiutarmi; ma il più l'ha fatto il tempo, l'ha fatto il lavoro, l'ha fatto incontrare un paio d'occhi nuovi, che non è nulla, eppure è tutto.

Chi vive d'ego non si accorge che anche la semplice pura serenità di qualcun altro può essere il detonatore che spinge a cercare la propria: affoga in se stesso senza guardarsi intorno, senza metro per capire a che profondità sta affogando, o quanto manchi alla riva.

Una riva da toccare l'ho trovata, e non è un approdo: ma mi fa nuotare forte, ogni giorno. Per me stessa: è questo il miracolo, e viene da un attimo fugace, da un profumo di vita non mia.

Mancano ancora moltissime bracciate, e soprattutto manca di mettermi alla prova. E arriva ora questo momento. Perché non è vero che al cuor non si comanda: ho imparato a usare il cervello, a lasciare fuori ciò che mi fa male, che mi è tossico.

Sono anche più utile agli altri, così: perché non mi lascio trascinare sul fondo.

È una bella sensazione.

Ora devo affrontare un fantasma enorme, confermare a me stessa che c'è un limite aldilà del quale non voglio più andare. E non si tratta di non avere ciò di cui ho voglia, bensì di capire che non posso avere così ciò di cui ho bisogno.

E la differenza è enorme: è quanto mi manca per raggiungere terra.

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