7 luglio 2013

Dalla parte di chi?


Minime risoluzioni spontanee di problemi in corso.

Mi è andata bene con lo stage, sono rimasta. Non possono dire lo stesso le due ragazze che erano con me, che invece sono state mandate via dai sindacati perché "svolgevano mansioni che prima svolgevano i dipendenti in cassa integrazione". Allora, mettiamoci in testa due cose: uno stagista per quanto bravo non è un professionista. E non penso proprio che - per quanto le due ragazze fossero davvero in gamba - abbiano portato via il lavoro dei professionisti che ora sono in cassa integrazione. Lagnarsi perché l'azienda fa lavorare (capiamoci: modificare o creare delle immagini per format da immettere sui social non è sostituire i professionisti in progetti di advertising di una certa importanza) due stagiste anziché i dipendenti che non può permettersi più di pagare alle cifre con cui li ha sempre privilegiati prima della crisi, significa mettere sullo stesso piano le capacità di professionisti ventennali con quelle di studenti in formazione. Ridicolo. Io non  mi permetterei nemmeno lontanamente di pretendere di sostituire chicchessia in azienda. Ho solo da imparare.

Quanto a me, mi sono salvata solo perché la persona che si occupava del lato social dell'azienda non era in cassa integrazione, ma si è licenziata prima ancora che tutto 'sto casino scoppiasse.

Alle ragazze si sono interrotte le creditizzazioni. Un applauso ai sindacati. Vi farei presente che questi sono i lavoratori del futuro e si ricorderanno di questo rallentamento nella loro carriera accademica.

Lo stage non è retribuito per nessuno. A voi sembra sfruttamento, a me ora come ora sembra una grossa opportunità, visto che quel che imparo sul campo  - senza lo stage - dovrei pagarlo in corsi dedicati che non posso permettermi.

Un sentito grazie ai colleghi che ci hanno segnalati pensando di fare danno all'azienda, e una spiegazione in breve, ché forse non hanno ben capito una cosa fondamentale: se l'azienda si risolleva voi il posto ve lo ripigliate, noi ce ne andremo comunque. Se pensate di far danno all'azienda voi per primi, allora non mi resta che darvi appuntamento all'ufficio di collocamento. Ciao nèh, ci vediamo lì.

1 commento:

  1. la lungimiranza non è una dote nostrana. non si difende il lavoro, men che meno chi lavora e chi lavorerà ma lo status quo, il diritto acquisito, la parentela, il proprio gruppo. ognuno ha la propria casta, il proprio orto, le proprie difese. e così si vive in assedio invece di viaggiare altrove.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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