13 luglio 2013

Ammòre, tecnologia e anni di meno

La mia amica Grace lunedì ha compiuto... ehm... 27 anni (non posso dire però da quanto li compie), e da una settimana le stavamo preparando la festa in spiaggia. Dovete sapere che La Grace è un'autosabotatrice di feste di compleanno cronica: una volta abbiamo chiamato amici comuni da Milano, architettato una torta finta dalla quale farli uscire e... lei s'è prenotata le vacanze. Un'altra volta, ha sgamato una sorpresa direttamente a casa di Paolone, quando oramai credevamo di stupirla con effetti speciali, e invece no. Questa volta, dopo aver fatto partire una megachat su facebook non appena ha pronunciato le parole "mi piacerebbe tanto fare un pic nic in spiaggia", c'è mancato poco che non se la organizzasse da sola, anzi, un po' c'è pure riuscita: ha chiamato diverse persone che partecipavano alla sorpresa, le quali poi - in crisi isterica - hanno chiamato me, dicendo "ma quindi cosa dobbiamo faaaareeee" oppure "ma quindi se l'è daaataaaa" e amenità similari. Alla fine, forse un po' se l'era intagliata, ma perlomeno non s'aspettava che le avremmo regalato un tecnologico tablet, anche perché lei è una da cose rosa, femminili, possibilmente vintage e soprattutto lontane da istruzioni su come farle funzionare. Ma vabbè! La festa è riuscita, lei è contenta, e ciò mi basta! Taaanto ammòre!

Mi sono resa conto in questi giorni, riprendendo i contatti con la realtà che c'è là, fuori dal mio pc e dal lavoro, che sto davvero rassegnandomi agli anni che passano senza godermeli.
Che poi, non me li sento dentro, semmai sono tutti fuori.
 Il punto non è compiere gli anni, o vederli passare, ma come ce li sentiamo. Io mi vedo almeno dieci anni di più di quelli che mi sento, e guardo a chi ne ha dieci di meno con nostalgia, attrazione e un po' di ansia. Mi allontano, prendo le distanze psicologicamente.
Quando prendi coscienza di questo, forse è il caso di intervenire. Avere trent'anni in fondo è bellissimo: detti tu le regole e sei più consapevole nel male ma anche nel bene. Perché rovinarsi il momento di gloria?
È il momento di lanciare Biancaneve dalla finestra e di stringere la mano alla Regina. E anziché mandare il cacciatore nel bosco per far fuori la prova degli anni che passano, invitarlo a cena e bere un bicchiere insieme.
Amen!

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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