17 marzo 2013

Mancarsi è un attimo

Sto leggendo Mancarsi, di Diego de Silva.
Il titolo sembra semplice, come lo sembra tutto il libro, ma non lo è che in superficie.
Mancarsi è "non raggiungersi", ma anche "sentire la mancanza l'uno dell'altra".

Ci si rincorre senza mai incontrarsi in uno sterminato spazio dove la vita ci allontana, pur stando nella stessa stanza, o ci ovvicina, pur lontani chilometri, da percorrere soltanto col pensiero; e ci si sfiora forsennatamente vicino a quel punto profondo conficcato dentro il cuore, dove non ci serve essere lucidi né coscienti, né dare un nome ai sentimenti.
Ci sono tante forme di amore: egoistico, morboso, estremo, soffocante, soffocato; quello perfetto è dato da un solo momento in cui questa giostra di attimi mancati si ferma, e - finalmente - ci si raggiunge.

Il più delle volte ci manchiamo all'infinito, e spesso nemmeno ci accorgiamo di farlo.
Ci manchiamo all'infinito, nella speranza di quell'attimo in cui raggiungersi, toccarsi, e per davvero, amarsi.

©Claudia Toloni - L'absence

9 marzo 2013

L'Atlante delle Nuvole

One night a movie saved my life.
Ché l'ho sempre saputo: lo so, lo so, basta uno sguardo, uno soltanto, per capire che si è destinati a condurre il cammino a fianco, se non insieme accanto, insieme lontano, ma comunque insieme.

Sixsmith, avrei potuto scriverti io quelle parole, e guardarti mentre mi cerchi senza dire nulla, in un'altra città, in un'altra vita, magari dal finestrino di un treno.

Uno sguardo, solo uno: le nostre vite non sono nostre, sono legate a quelle degli altri; negli occhi si nasconde un richiamo, e una polaroid del primo momento in cui quello sguardo si è incrociato al mio riaffiora,  scopre il legame, lo tende, lo rilascia, e quello non si spezza, cresce, si avvolge, mi avvolge, ci avvolge: diventa noi.

Non c'è che quel noi che siamo, a ricollegare tutto, senza fine, come in un bellissimo atlante delle nuvole.


(Wachowski, siete due fottuti genii.)



8 marzo 2013

Melancholia

Lavoro, mi porto cose da fare a casa, cerco di star zitta quando vorrei farmi le mie ragioni in modo meno educato del solito, rispondo cortese a commenti di gente che non sa nemmeno di che parla, faccio finta di non capire che la gente ha smesso di ascoltare e che risponde "ok" senza nemmeno aver fatto caso alle tue parole e a quel che stavi indicando, e va bene, è questo il prezzo che sento di dover pagare, visto che metà della mia vita me la sono fottuta da sola. Ok. Ci sto.

Però poi mi fermo di venerdì sera, respiro, e mi accorgo che sono di un'infelicità profonda e rassegnata, che non sono in grado di avere una relazione con chicchessia, che tratto me stessa come se non la meritassi, che mi giudico molto più severamente di quanto facciano gli altri, che non mi amo. Vado avanti, navigo sospinta da una corrente favorevole, senza entusiasmo.

Allontano le persone,  mi costruisco attorno pareti di plexiglass.
Avvicinati, prendi una facciata: è trasparente, così do l'impressione di essere libera; ma non lo sono.

Mi fido solo di pochissime persone, e di nessuno che ho conosciuto da poco.
Non li voglio nella mia vita, ci interagisco. La cosa finisce lì. Cordialmente.

Ho perso la stima e anche la voglia di passare del tempo con persone che mi hanno ferita e delusa. E mi rendo conto che non ho più voglia di prendere il telefono, anche se i sentimenti son roba che non controllo ancora, forse non lo farò mai, e mi fanno sentire come se avessi metà corpo che va in una direzione mentre l'altra metà viaggia nell'altra.

L'anno scorso sono stata sull'orlo del crollo nervoso. Ero la metà di quel che sono adesso ma non baratterei la vecchia taglia 44 con gli attacchi di panico. Meglio avere la 48 e dormire la notte, riuscire a lavorare, non scoppiare a piangere a singhiozzi senza capire perché, e tremare, tremare, tremare senza controllo, come se stessi guardando me stessa dall'esterno.

Sono calma.
Doveva esserlo anche l'aria, dopo che è caduto il meteorite che ha estinto i dinosauri.




3 marzo 2013

Cerchiamo di dimenticare il passato, ma è il passato che non si dimentica di noi.


It's not
What you thought
When you first began it
You got
What you want
Now you can hardly stand it though,
By now you know
It's not going to stop
It's not going to stop
It's not going to stop
'Til you wise up

You're sure
There's a cure
And you have finally found it
You think
One drink
Will shrink you 'til you're underground
And living down
But it's not going to stop
It's not going to stop
It's not going to stop
'Til you wise up

Prepare a list of what you need
Before you sign away the deed
'Cause it's not going to stop
It's not going to stop
It's not going to stop
'Til you wise up
No, it's not going to stop
'Til you wise up
No, it's not going to stop
So just
give up


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