25 febbraio 2013

E ci risiamo.

Italia ingovernabile.
Ché ci volevano delle costosissime quanto inutili elezioni per saperlo.
Figuriamoci che mio padre, che di mestiere fa il parrucchiere e ha la terza media, lo sapeva da molto prima degli exit poll. E meno male che a 'sto giro ha dato un voto innocuo, pensa te se votava - come hanno fatto metà degli italiani, a quanto pare - quel troione maschilista.
Persino lui è riuscito a capire che è uno così è meglio vederlo affondare nella propria merda, che nella nostra.

Sta di fatto che sono costernata.
Costernata perché ancora non basta tutto quel che ci hanno fatto, e il modo in cui ci hanno trascinato (e ancora lo stanno facendo) nel fango. Non basta: c'è chi ne vuole ancora.
C'è chi ancora tifa come se si stesse parlando di calcio; e bisognerebbe declinare al plurale, CALCI, quelli che ci stiamo prendendo noialtri. E pure loro, ma si vede che non li sentono.

Ho capito perché è piaciuto tanto "50 sfumature di grigio", nel mio paese: tante parole per dire nulla, e mille spunti per farsi del male.

Vado a consultare i voli low cost per l'espatrio.


17 febbraio 2013

Lullaby

E sono qui un po' spaesata, calma, perché so che ora lo sei anche tu, anche se ferito e stanco.
Mi sento un sasso su una spiaggia, che vorrebbe raggiungere la nave all'orizzonte: ma è un sasso, e non sa muoversi.
Non so mai trovare le parole.
È un'impotenza che conosco, ma è sempre nuova, e lo è anche per te - ché ti amo tanto, e vorrei trascinare via tutto il dolore che ti affligge e non ne sono capace, un'altra volta.

Dormi sereno questa notte, che alleggerisce un po' con le lacrime il tuo peso.
Dormi sereno perché sarò lì con te, a cullare il tuo sonno con il mio affetto.
Sarò vicina, anche se sei come quella nave e io come il sasso, e non so muovermi.

Dormi sereno: veglierò il tuo stanco sonno. Almeno questa notte.

16 febbraio 2013

Everything Flows

©Sophia Michailidou - "everything Flows"
Sono sempre più assente da queste pagine, e ne sento il bisogno come dell'acqua nel deserto.
Ho molto da fare, quasi sempre sono piena d'impegni, e quando mi fermo un attimo crollo, mi accascio, la mente completamente satura, di vita, di immagini, di speranze.

Ho uno stage che adoro che mi sta dando tanto, e ho altrettanto da imparare. So che questa esperienza purtroppo è a termine; ma non importa, perché sto finalmente imparando a fare qualcosa per cui mi sento portata, che mi dà un riscontro e che - soprattutto - mi piace da morire.
Il mio lavoro, quello che invece mi dà da mangiare, mi prende tutto il resto della giornata: c'è sempre qualcosa che rimane indietro, che devo portare a casa per finire come voglio, e però c'è sempre un sorriso delle mie adorate colleghe, che mi supportano e mi vogliono bene, mi aiutano e mi motivano.
Spaziodanza è un paradiso a parte, lo so: lo vedo.
Mi rendo conto che è difficile trovare un ambiente in cui ci si aiuta sempre anziché pestarsi i piedi o mandarsi a quel paese. Mi mancherà un giorno. E mi mancheranno tutti i "miei" ragazzi. Nel frattempo, però, mi godo tutte le loro iniziative, quelle serie e quelle che mi fanno ridere.
Sono una risorsa, i giovani, anche per gli adulti. Chissà in quanti se ne accorgono.
Io mi lascio ispirare anche da loro: mi basta vederli felici di un progetto accolto con entusiasmo, per rimboccarmi le maniche e dirmi che lo devo anche un po' a loro.
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