12 gennaio 2013

Segui la stella, fino al mattino

Tempo fa, su queste pagine elettroniche, scrissi che se un progetto continuava a non andare in porto nonostante l'impegno impiegato, forse era perché doveva essere abbandonato. Se non è destino, lo capisci subito: per quanto tu sia bravo, per quanto tu faccia in modo di dimostrarlo, qualcosa ostacola sempre la tua mèta. Anche quando dai il massimo, anche quando sembra facile.

A me è successo con il tesserino da pubblicista.
Ho iniziato a scrivere per me, perché amo farlo, come dice una delle mie "nuove" colleghe nell'agenzia in cui sto facendo lo stage, sono una "grafomane". È vero, mi ha inquadrata bene. Scrivo sempre. Ogni giorno, un po' perché sono logorroica, un po' perché mi è richiesto per lavoro, un po' perché mi sfoga.
Ho scritto tanto senza scopo di lucro, e continuo a farlo soprattutto così: una passione non ha prezzo, fa parte di te e del tuo modo di essere e condividere. Io esisto quando scrivo e suono il pianoforte. Per rappresentarmi, bastano una nota e una penna (e un pc, direbbero in tanti, ma lo assimilo alla penna).
Comunque, questo tesserino non ce l'ho, nonostante siano passati tanti anni. E non perché non abbia provato a collaborare al fine di ottenerlo, ma per svariati motivi, tra cui "non abbiamo i soldi per pagarti", "abbiamo soldi per pagarti ma non abbastanza per farti diventare giornalista", "possiamo farti il tesserino - sì sì te lo facciamo - cavolo non possiamo fartelo perché l'ordine vuole abolire la categoria e ha bloccato le domande di accesso". Questo, quantomeno, è quanto mi viene detto.
Ho chiesto "scusate, in confidenza: se non sono tagliata ditemelo, altrimenti non posso indovinarlo da me e perdo tempo", e mi è stato risposto "assolutamente, continua, sei brava", "è il tuo lavoro" e "no no, vedrai che poi un modo lo troviamo". Insomma, pare sia solo un problema di burocrazia e di fondi.

Però in cuor mio lo sapevo, che c'era qualcosa che non doveva traghettarmi lì.
In cuor mio, sapevo di dover continuare a coltivare la mia passione, ma che mi sarebbe servita ad altro.

In quest'ultimo mese ho capito molto più di quanto non abbia mai fatto in tutta la mia vita, e ho deciso di rischiare: di rimanere con un pugno di mosche in mano, di buttare altro tempo.

Ma - in cuor mio - so bene che questa volta è giusta la strada che devo percorrere, perché tutto fila liscio, come dovrebbe, e mi ha ridato l'entusiasmo e l'emozione che credevo di avere perduto.



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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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