4 gennaio 2013

#2013.

Ogni giorno, come una bambina col giochino, leggo il mio oroscopo; non ho mai creduto ai disegni predestinati e mai ci crederò. Però non ho a fianco un uomo che mi dia coraggio; non ho figli per i quali investire le mie energie e per me sola non lo ritengo sufficiente per via di una maledettissima abitudine a trattarmi male. Così quelle poche righe - divertenti, leggere - mi tirano un po' su il morale e mi fanno dimenticare che sì, sto facendo uno stage meraviglioso, in un posto che fa gola a molti, anche solo per il fatto che ha una storia, che ha lasciato una traccia storica. Ma non potrò contare di entrarci, perché la crisi non ha risparmiato nessuno (e non capite, non potete capire quanto faccia male vedere tante persone che sanno lavorare con quella professionalità e precisione e passione e pensare che rischiano il posto). E sì, ho un lavoro; ma ogni giorno ho il terrore che diminuiscano gli iscritti, che si riducano le risorse, o che qualcosa vada storto e ricomincino i pensieri negativi. Sì, quanto a salute sto meglio dell'anno scorso, che mi ha vista strisciare sul pavimento, perdere la dignità, perdere la testa e abbandonare l'immagine pulita che avevo della persona che nella mia vita ho amato più in silenzio che urlando, più "dentro" che fuori; eppure ora va meglio solo perché ho rinunciato per sempre a tutto. E quando dico per sempre non è un'iperbole: non permetterò mai più a me stessa di avvicinarmi troppo; il Sole è luminoso, ma Icaro sfiorandolo perse le ali.

Non avrò una pensione. E il fatto che non l'avranno nemmeno molti di voi non mi fa sentire meglio, non è mezzo gaudio questo mal comune, è una tragedia alle porte. È sintomo del pieno fallimento della nazione. La barca è alla deriva già da un po', è bucata, e a questo punto perché possa navigare deve prima naufragare, e risvegliare le coscienze. Bisogna che tocchiamo con mano la fame, quella che passarono i nostri nonni, e per alcuni  - me compresa - i nostri genitori. Bisogna perdere tutto per capirne il valore. Quel che vedo intorno a me non è futuro. E non possiamo dire "eh, non cambierà mai nulla", senza pensare che se davvero lo crediamo be', allora abbiamo proprio ragione, nulla cambierà.
Di noi c'è chi ha investito tanto sulle proprie forze da subito, e ha una posizione. E chi come me ha sbagliato tutto, e dà la colpa solo a se stesso, perché era chiara la strada che doveva prendere, e per paura ci ha rinunciato. La paura fotte, ragazzi, la paura ci controlla. Ci rovina.
Occorre smettere di avere paura di ciò che si pensa, di ciò che si è, e smettere di far finta che tutto sia come quando eravamo piccoli, accontentandosi.

Bisogna essere esigenti e al tempo stesso disposti al sacrificio, cara Fornero. Bisogna esserlo, ma non tanto per gli ideali: ci servirà per mangiare.



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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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