3 novembre 2012

Non c'è nessuna trama

Beate loro: pare abbiano capito tutto.
Spesso, quando con le amiche ci si racconta le ultime novità, penso che noi ragazze siamo per natura portate a creare trame. Che non sono "seghe mentali", quelle meritano un capitolo a parte. Intendo proprio sceneggiature intere, plot  come quelle di Librogame, i libri con la scelta multipla che andavano di moda una volta, per cui se uno dei personaggi fa pensare di essere in una certa maniera, avrà solo un modo A o B di agire o scegliere. E invece - eppure dovremmo averlo imparato eh, - c'è anche il modo C, D, E, F, e pure XYZ (e qui ci andrebbe un "magari" che capirebbero però solo pochi colti mangaka). Il che, il più delle volte, ci destabilizza. Cioè: non capiamo. Non capire è peggio che rimanere delusi, perché ti flippa in un limbo per cui non sai più che mossa fare, come in una partita a scacchi in cui ti sei perso lo schema dell'avversario. Alla fine, dopo tante parole, e tanti "se" e altrettanti "eppure", credo che la soluzione per uscire da questo labirinto mentale sia accettare che non ci sia alcuna trama, alcun "perché", alcuna direzione. L'essere umano a volte si comporta come capita. Come gli viene. Non sempre ci sono motivazioni e, purtroppo, per alcuni si vede. Non è detto che se una persona va dal punto A al punto B sia per raggiungere chi è fermo al punto B o per allontanarsi dal punto A.

Magari, gli andava solo di fare una passeggiata.
Oppure gli scappava la pipì.


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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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