25 novembre 2012

Non ci sono porte aperte.

Ho voglia di un libro denso, di quelli che ti restano appiccicati addosso, di quelli che ogni volta che interrompi la lettura ti sembra di vedere i personaggi per casa, di sentire ancora addosso le loro sensazioni, di quelli che ti fanno stare così male che ti senti davvero bene.

Ho voglia di emozioni, in questo momento di entusiasmo, perché essere felici per qualcosa e non poterlo condividere con nessuno è come guardarlo senza gustarlo davvero, come averci davanti una torta al cioccolato e percepirne l'odore, e non poterci affondare i denti.

Ho voglia di uscire da questo torpore, che è stanchezza vera, sì, ma è anche resa; che mi ha tolto la speranza e regalato una pace che è rassegnazione. Perché non ci credo più, e mi sto preparando a un futuro a mia dimensione; mia, perché non vedo nessuno con me.

Non sono triste, no davvero: sto facendo tante cose per me.
Però c'è sempre quel buco in mezzo al petto, che fa passare il freddo anche se sono avvolta nel piumone, anche se ho il maglione di lana, anche se - mentre ascolto il ticchettio dei tasti - la stufa emette un tepore confortante.
C'è sempre freddo, e fa ridere, perché non ci sono più porte aperte.


22 novembre 2012

Sad, but true.




A parte che la mora cornuta è una figa fotonica (cit.) e che la riccia biondiccia mi sta sulle palle, se capitasse a me di fuggire perché ho trovato il mio tipo che si tromba un'altra (mmm...ho un mezzo dejà vù) gli darei fuoco io, e al massimo - mentre sono lì che singhiozzo disperata sullo scalino di un portone - cercherebbe di rimorchiarmi un marocchino.

Praticamente uguale.



17 novembre 2012

Nuovo post su "Le maglie della rete" di Encrenoire

Oggi vi propongo un regalo di Natale originale e altruistico: GLI SPACCHETTATI.

Cosa sono? Leggetelo sulla mia "rubrica" settimanale cliccando sul link qui sotto!



14 novembre 2012

Il nuovo nome dell'Imperatrice

Oggi una delle bimbe che frequentano i nostri corsi di danza è venuta in segreteria lamentandosi di essere annoiata perché arrivata troppo presto rispetto all'orario di inizio lezione; le ho consigliato di leggere un libro per passare il tempo, ma la cosa ha suscitato in lei un riflesso di disgusto che mi ha molto sorpresa.
"Ma come!" faccio io, "leggere è bellissimo, puoi vivere tante vite diverse dalla tua! Non dirmi che fai parte di quel gruppo di bambini che si perdono il piacere di un'avventura perché troppo pigri!".
L'espressione schifata si è subito trasformata in un rossore al viso, e mi ha risposto che no, lei legge (alché mi sono rinfrancata anch'io), però la sera, e spesso il sonno ha il sopravvento: è difficile finire una storia quando si è molto stanchi.
A parte il fatto che a dieci anni trovo abbastanza strano che la voglia di dormire possa battere quella curiosità nei confronti di qualunque cosa nuova che si ha quando si è bambini, al massimo posso addormentarmi io per la stanchezza, ma sono vecchia e la mia giornata è piuttosto pesante. Non convinta, quindi, della giustificazione addotta, ho pensato di invogliarla con un classicone dei miei tempi, un libro davvero indimenticabile, prezioso, di quelli che ti restano nel cuore anche una volta diventato adulto.

La mia edizione de "La Storia Infinita" di Michael Ende è quella originale, rilegata in stoffa rosso rubino, con l'Auryn impresso sulla copertina e il testo in doppio inchiostro: rosso per raccontare Bastian, verde per raccontare Atreyu.
Ho amato quel libro, l'ho consumato prima con gli occhi in libreria, poi con le mani a furia di girarlo e rigirarlo, aprirlo, sfogliarlo, spogliarlo, segnarlo; poi di nuovo con gli occhi, durante la lettura, senza mai perdere la speranza che da una pagina all'altra potesse parlare a me, come stava facendo con Bastian, e via dicendo in un crescendo di immagini concatenate raffiguranti altri bambini che a loro volta leggevano di sé attraverso di me.

Spesso la magia travalica le pagine ed è capace di inondare la vita, la colora di una vernice che non si può spiegare con le parole, ma che è fatta della stessa materia di cui sono fatti i granelli di sabbia con i quali è stata ricostruita Fantàsia.

A ventitré anni ho ricomprato quel libro nella stessa edizione, usato ma in perfette condizioni, con l'Auryn e la rilegatura in stoffa, per regalarlo a una persona che porto nel cuore, che a sua volta porta nel suo cuore sia me che tutti i personaggi della storia; attraverso di essa, ha potuto vivere un po' della mia vita, e io della sua. E la magia è di nuovo esondata ed è giunta anche qui, tra queste pagine elettroniche, perché ora io vi sto raccontando di Atreyu e di Bastian,  ma anche di lui, che leggerà questo post e sorriderà, perché sa che è vero, che ho ragione e che la Storia Infinita è tale e lo rimarrà finché ci saranno persone come noi che la vivranno, che ne parleranno ad altri e racconteranno di sé stessi e del libro, e che alla fine daranno un nuovo nome all' Infanta Imperatrice.


11 novembre 2012

Grande Giove!

Ora che ho finalmente terminato di scrivere, posso scrivere un po'.
Anche perché domani dovrò scrivere e non avrò tempo per scrivere. 


Vabbè, si diceva? 
Sono reduce da un fine settimana da incubo, con vomito, nausea, e i bambini della Clerici.
Quelli poi continuano a tornarmi in mente e a devastarmi lo stomaco, per cui non ho ancora finito di star male, è un circolo vizioso.
Mi piacerebbe molto leggere in pace un libro, ma se inizio la prima riga, alla terza già dormo meglio di Ripley ibernata in Alien Scontro Finale. A cosa debba questa narcolessia, lo ignoro; forse all'età. Dicono che il decadimento fisico cominci già dopo i venti, e io li ho superati da un po'. AH, tornassi indietro! Dov'è Marty McFly quando serve???

Dimenticavo: ha il Parkinson.





5 novembre 2012

3,2,1, VIA!

E quindi, ci siamo!
Il mio stage in pubblicità inizierà lunedì prossimo, fino a Natale.
Emozione tanta, voglia ancora di più. Spero sia un'opportunità per qualcosa di meglio. Mai smettere di sperare! Alla faccia di persone, come la mia ex relatrice, che mi dicevano con aria di disapprovazione "eh, ma lei è sempre entusiasta di tutto...!". Sì, lo sono, vivaddio! Mi spiace moltissimo per le persone che hanno così poco rispetto per la vita e per la fortuna da prenderla come se gli fosse dovuta. Attenzione: quel che avete potrebbe evaporare in un attimo. Conviene assaporare, condividere, e soprattutto entrarci dentro tuffandosi. Altrimenti, non s'è vissuto.

Caro Gesù, se lavoro abbastanza, mi regali Banderas?

3 novembre 2012

Non c'è nessuna trama

Beate loro: pare abbiano capito tutto.
Spesso, quando con le amiche ci si racconta le ultime novità, penso che noi ragazze siamo per natura portate a creare trame. Che non sono "seghe mentali", quelle meritano un capitolo a parte. Intendo proprio sceneggiature intere, plot  come quelle di Librogame, i libri con la scelta multipla che andavano di moda una volta, per cui se uno dei personaggi fa pensare di essere in una certa maniera, avrà solo un modo A o B di agire o scegliere. E invece - eppure dovremmo averlo imparato eh, - c'è anche il modo C, D, E, F, e pure XYZ (e qui ci andrebbe un "magari" che capirebbero però solo pochi colti mangaka). Il che, il più delle volte, ci destabilizza. Cioè: non capiamo. Non capire è peggio che rimanere delusi, perché ti flippa in un limbo per cui non sai più che mossa fare, come in una partita a scacchi in cui ti sei perso lo schema dell'avversario. Alla fine, dopo tante parole, e tanti "se" e altrettanti "eppure", credo che la soluzione per uscire da questo labirinto mentale sia accettare che non ci sia alcuna trama, alcun "perché", alcuna direzione. L'essere umano a volte si comporta come capita. Come gli viene. Non sempre ci sono motivazioni e, purtroppo, per alcuni si vede. Non è detto che se una persona va dal punto A al punto B sia per raggiungere chi è fermo al punto B o per allontanarsi dal punto A.

Magari, gli andava solo di fare una passeggiata.
Oppure gli scappava la pipì.


2 novembre 2012

Eat a Cupcake

Questa smania di cambiare, mettere in ordine, "ripulire" tutto, armadi, cassetti, scrivanie, e anche l'immagine, come vedete ha colpito anche il mio blog. Via il retrò, siamo negli anni dieci - per citare l'amica Spora, che per me ultimamente è stata fonte diretta di ispirazione, umana soprattutto, che è cosa rara e preziosa - bisogna stare al passo, seguire il progresso, sostenerlo, cercarlo, volgere lo sguardo al futuro.

Non sono mai stata capace di camminare senza voltarmi, e forse questo mi ha impedito di crescere; eppure adesso mi sento così diversa, così nuova. Non ho poi fatto molto per cambiare le cose, è bastato smettere di cercare di mantenerle così come sono.

È poco, questo salto in avanti, ma è qualcosa in più. Qualcosa di meglio, che sta davanti a me per una volta, e non dietro.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...