21 ottobre 2012

Galaxy Express

Sono in fibrillazione: è da maggio che Paolo Fox mi annuncia grandi novità nella mia vita, e stranamente ci sta prendendo.

Mi è capitata l'occasione di uno stage in una grande agenzia pubblicitaria che conosco, seguo e stimo; ho quasi 35 anni, e uno stage non è esattamente quel che vado cercando, ma questo per me è il treno sul quale non salii a 18 anni, quando volevo iscrivermi all'Accademia di Comunicazione di Milano ma non avevo abbastanza denaro (costava, all'epoca, circa 10.000.000 l'anno. Una fucilata), per cui prima provai ad andare a Siena e a Torino per "saggiare" due delle tre città che ospitavano la nuova facoltà di Scienze della Comunicazione (la terza era Bologna, ma a numero chiuso e i test d'ingresso erano già finiti quando mi sono decisa), poi scelsi di cambiare indirizzo. Ero così abituata a studiare - pranzare - studiare - cenare - studiare, che quest'impresa - che necessitava del coraggio e dell'improvvisazione che avrei acquisito più tardi - mi sembrava titanica rispetto alle mie possibilità e alla mia timidezza.

Così ripiegai su Lingue e Letterature Straniere. E all'università di Genova, Lingue è più Letterature. Anzi, direi che è solo Letterature. Il che mi poteva andare bene a livello culturale, ma non è quello che mi aspettavo.

Così, piano piano, l'interesse è svanito, e la malinconia verso il mondo dell'advertising, del copywriting, del giornalismo (questo in primis; ma si è esteso a tutto ciò che riguarda la stesura di testi) mi coglieva come la depressione di non avere mai combinato un accidente a furia di sbagliare bersaglio: con regolarità quasi intestinale.

Avevo perso il mio treno: pensavo che non sarebbe mai più passato da queste parti.

E invece ultimamente, eccolo di nuovo.
Ho molta, moltissima paura di perderlo nuovamente: sino a quando non ci sarò saltata sopra, credo che non dormirò molto; ma se quest'ansia è il prezzo da pagare per entrarci, insieme all'impegno, al lavoro duro, al sudore, tutto il resto non importa: non bisogna smettere mai di credere in un sogno, perché potrebbe sempre presentarsi l'occasione (anche una sola, anche lontana, ma un'OCCASIONE) di avverarlo, anche dopo tanto tempo.

Incrocio le dita e inspiro, espiro, inspiro.

3 commenti:

  1. Leggere questo post, stasera, per me è una preziosa iniezione di fiducia e speranza. In bocca al lupo!!!

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  2. beata te Erikuccia...e, diciamocelo,te lo meriti!

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  3. Grazie a entrambe... incrocio le dita!

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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