23 settembre 2012

Summer leaves, autumn leaves.

Dall'ultimo post sono successe poche ma significative cose.
L'estate è finita. Le foglie d'autunno cadono e con esse mi rinnovo anch'io.
In un'altra vita devo essere stata un albero.

Arianna e Igor si sono sposati.
Bellissimi, entrambi.
Abbiamo pianto, scherzato, ballato, mangiato, bevuto. E ora sono in luna di miele, coronamento perfetto del loro percorso di vita. "Non sarebbe stata la stessa cosa, se non avessimo potuto condividerla con voi come è stato", mi ha detto Arianna, prima di trovare la casa piena di carta igienica, fogliettini con indizi per trovare le chiavi della camera da letto (nel freezer, congelate) e scoprire i bicchieri pieni d'acqua sparsi per il pavimento, tra la porta e il letto. Per tacer del gatto che c'è finito sopra, il resto potete immaginarvelo.

Non è il primo matrimonio di una amica/sorella, prima di lei c'è stata Lucilla. Però da Lucilla me lo aspettavo: lei e Filippo sono sempre sembrati predestinati al matrimonio. Arianna e Igor invece parevano ormai assestati così, in pacifica e amorevole convivenza, senza bisogno di burocratizzare. Solo dopo la cerimonia, una volta tornata a casa, mi sono resa conto che invece c'era proprio bisogno di quelle nozze. Non per la carta, non per quel che sarebbe cambiato a livello legale: per la dimostrazione di affetto, perché era il momento di dire loro ad alta voce che li volevamo insieme e che li amavamo tanto. Ecco, questo è il senso dello sposalizio, dell'addio al nubilato e al celibato, e persino degli scherzi fatti dopo il "sì". Così lo abbiamo vissuto, sento di poter parlare anche per le altre. Arianna è nostra sorella, e Igor si è conquistato il ruolo di nostro fratello negli anni, standole vicino, amandola. Dovevamo far sapere a entrambi che già erano famiglia per noi, e che saremmo state sempre lì, vicino a loro.

Detto questo: io non mi sposerò mai, a meno che non trovi un uomo che, insieme a me, mi ricordi i miei amici.




8 settembre 2012

Inception

J.H. Füssli - Incubo
Da qualche giorno faccio sogni straordinariamente vividi, e infatti mi sveglio al mattino stanchissima. Sono coinvolta con l'attenzione e il fisico, se corro mi pare davvero di avere corso, se urlo mi sveglio incazzata, e così via.

Un po' di tempo fa ho sognato di scappare da un padre serial killer che ha sterminato tutta una compagnia di amici (non i miei, nel sogno ero un'altra), compresa sua figlia; la notte scorsa ho sognato invece che il mio Best Friend nonché storico ex anziché accompagnarmi per un tratto fino alla stazione, manco mi salutava mentre me ne andavo, perché "tanto ormai ci siamo lasciati, a me che me ne frega di venire con te?". Ero talmente delusa che ho cominciato a piangere ininterrottamente e dopo avere aperto una finestra ho urlato così forte, ma così forte, che il sogno si è trasformato in una specie di fiaba nera: cielo scuro, lampi, pioggia (tutto mentre continuavo a urlare a un volume non umano... cioè, meno umano del mio solito volume quando urlo), vento fortissimo, i miei capelli sono diventati bianchi, e una voce mi ha chiesto se volevo vendicarmi di questa persona, e io ho continuato a urlare tantissimo pensando "cazzo, fanculo, SI", e un uomo, che io sapevo essere una sorta di demone/spirito, a un certo punto mi ha portato una cassa piena di bombe e armi da guerra. Ho guardato la cassa, esausta e con le palpitazioni dalla rabbia, e lui mi ha detto "tutte le anime oggetto di vendetta per odio si trasformano in armi". Gli ho chiesto dove fosse il mio amico. Lui ha indicato un mitragliatore, l'ho preso in mano, ed era caldo. "È fresco di trasformazione", mi dice lo spirito. E io, soddisfatta, ho sorriso. Fine del sogno, mi sono spaventata di me stessa e mi sono svegliata.

Ora, è vero che con costui ultimamente non sono proprio tanto andata d'accordo, e i motivi si son capiti. Però da qui a farlo diventare una mitraglietta ce ne passa! In ogni caso, mi ha molto colpito la metafora: le persone vengono trasformate dall'odio in armi. Se ci pensiamo, è vero. Non c'è come il rancore che consuma dall'interno, e ci fa diventare pericolosi. Per noi stessi e per gli altri, come armi. Ci rende al tempo stesso vittime e carnefici, ci trasforma sul serio in qualcosa che è senz'anima. Un oggetto che può fare molto male.

Morale della fava: nel caso, meglio non farmi incazzare :D
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