11 agosto 2012

Tornare a scorrere.

L'importante è riuscire a riprendere il bandolo della matassa che è il mio cervello, un enorme gomitolo di lana calda che in estate mi fa sudare le sinapsi e d'inverno mi scalda quando tremo.
Mi scopro meno vulnerabile e meno coinvolta di quel che pensavo, nei confronti di tutto. Riesco a distaccarmi quel tanto che basta a chiudere le porte, dopo, e riposare tranquilla.
Le parole mi accompagnano, si raccolgono come in una grande vasca in cui sprofondo e mi lascio andare. 
Un bagno caldo di torpore, a cui ho anelato, e che ora lascio scivolare sulla mia pelle tesa, sui miei nervi impazienti, sul cuore troppo veloce, sul petto che respira affannato.
Il resto è aria; in essa mi asciugo l'anima, e mi ripeto, come una ninna nanna, che arriverà il momento in cui mi sentirò viva di nuovo, di nuovo in movimento.


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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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