21 agosto 2012

Memorie d'acqua salata

©Michele Gurrado - "disegni sulla spiaggia"
Quando ero piccola le estati non erano così soffocanti. Erano più simili a un tepore avvolgente, continuo, ma sopportabile, faceva venire voglia di andare al mare, ma senza pensare "ommioddio ora devo uscire di casa, prendere il treno con tutta quella gente... non ce la posso fare". Si usciva presto e si tornava prima di cena: direzione Vesima, la spiaggia più affollata della Liguria di ponente, oppure si andava  a Varazze, a Noli, o a Bogliasco, a Camogli, nel levante. Dipendeva da quel che si voleva fare: nel ponente c'è la sabbia, nel levante ci sono i ristorantini dove si mangia il pesce migliore.

La zia Pina, sorella di mia madre, mia compagna di mare da sempre, non aveva mèta fissa ma una serie di spiagge preferite, e a rotazione ce le facevamo tutte. Ricordo la quiete una volta arrivate: noi, l'acqua salata, un bel libro. E silenzio. Io e la zia parliamo tanto per carattere, tranne quando siamo al mare. È un rito rigenerante, un momento tutto nostro, non ci lasciamo trascinare nel caos e non ci piace la gente che ci parla nelle orecchie mentre siamo immerse in questo nirvana personale. Siamo l'una la compagna di viaggio perfetta dell'altra. Non ricordo di essere sopravvissuta meglio a una vacanza, tranne quando parto da sola. Per me "viaggio" indica qualcosa che devo godere fino in fondo alla mia maniera, perché non mi capita spesso di farne uno, e se diventa "di gruppo" non è motivo di relax, ma di stress. La presenza della Pina azzera il rischio: siamo praticamente identiche. Fin da piccola ho subito capito da chi avevo preso la verve, l'umorismo (condiviso però al 50% con quello di mio padre) e - soprattutto - le abitudini. Anche quella di viaggiare da sole, e di andare contro la nostra fama di socialite.

Le gemelle di Shining, insomma.
Non vi conviene farci incazzare.

3 commenti:

  1. Una volta me le sono sognate, le gemelle di Shining. Però avevano tutt'e due la faccia di Jóhanna Kirkja. E mi dicevano: «Vieni a giocare con noi... per sempre!».
    Poi si apriva l'ascensore e ne usciva una fiumana di sangue. E io mi voltavo verso la Kirkja e le dicevo: «Ma non era in menopausa?».

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  2. Però, senti una roba... Io, il mare, non l'ho mai sopportato; ma con la zia Pina, sicuro come l'oro che ci vengo.

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  3. ahahahhaahahhahahaha XD!!
    Ti aspettiamo, purché tu stia zitto durante il Nirvana!!! :D XD

    Ammòòòre smuack!!!

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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