25 luglio 2012

Prossima fermata?

picture ©Mauro Rodrigues
A volte mi sento come se avessi smesso di combattere.
È la mia nemesi, smetto spesso di combattere.
Sto delle ore sveglia di notte pensando "e se avessi fatto questo anziché lasciare perdere, e se avessi fatto quell'altro, anziché arrendermi?" e non serve a nulla, se non a far passare le ore; perché i treni nella vita passano, o si sale o si perdono, mi dico. Ma non ne sono così convinta.
E poi penso che anche con te mi arrendo sempre. Mi sono arresa quando hai cambiato idea in un mese; mi sono arresa quando - per la seconda volta - ti ho chiesto di scegliere e hai detto "ci devo pensare" che poi è sempre no, e infatti è stato di nuovo "no".
Mi sono sono arresa anche al fatto che - inspiegabilmente - il tuo letto s'affolla solo se ci passo io per caso, di solito è vuoto. O almeno così pare. E riprende l'attività se torno, e mi sono arresa del tutto proprio per questo.
Ho sventolato bandiera bianca, sempre. D'altra parte che può fare, se non arrendersi, una persona se si sente dire "non la voglio una relazione con te, di questo sono sicuro".

Ma sai cosa? Nemmeno io, alla fine. Voglio dire, mi ci vedi a sopportarti tutti i giorni? E tu, a sopportare me? Naaa.

Però mi fai stare bene. Mi dai ossigeno.
E sto spesso con gli occhi aperti di notte a pensare che il treno è passato sì, ma non so perché continui a fermarsi alla stazione trovandomi sempre lì, con l'ombrello in mano, sotto la pioggia, e col sorriso.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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