21 luglio 2012

Le vecchie tradizioni DOC italiane

Mi prudono tantissimo le mani. Spero che inventino presto la macchina del tempo, o che - se l'hanno inventata nel futuro - il John Titor di turno stia andando indietro nel passato tra famiglie italiane a insegnar loro come si educano i figli. Perché questo paese, oltre a "vantare" il maggior numero di femminicidi, non riesce a scollarsi due concetti base che farebbero davvero la differenza in questa società:

  1. la partner è una compagna, un sostegno, e una persona libera di cambiare opinione anche sul compagno stesso. Non un oggetto che si possiede e del quale si può decidere il destino. 
  2. Esistono insulti più creativi ed appropriati, se proprio volete offendere una donna, che non siano per forza "puttana".
Per dirne due, altrimenti scrivo per anni sullo stesso post.

©Stileggendo.com
Proprio stamane ho letto un vecchio articolo su Vanity Fair che raccontava le esperienze di quattro donne vittime del narcisismo maschile, quello che striscia, che non si riconosce se non quando il legame è consolidato. Vedere le proprie donne prima come un premio da ottenere, poi, una volta ottenuto, come oggetti che non devono avere una volontà, e sentirsi il dio dell'alcova che deve dirigere, criticare, umiliare, imporre, è un comportamento ancora molto diffuso. Basta poco eh, non sto parlando di quei casi eclatanti di uomini padroni come possono essere alcuni padri di famiglia di qualche generazione fa; Intendo quei maschi che prima sembrano il principe azzurro, e poi lentamente cambiano non appena conquistato il ruolo di maschio alfa, utilizzando il ricatto psicologico per tenere in pugno donne che - normalmente - sarebbero indipendenti e forti, ma che per amore e per senso di colpa (perché molte di noi sono così, si mettono in dubbio spesso, in relazione al proprio partner) si lasciano soggiogare. Ho letto storie di donne che hanno accettato l'amante e il figlio di lei in casa (come ha fatto una delle ultime vittime di cronaca, bruciata viva, incinta, e convivente con il marito e l'amante impostagli da lui), di donne che hanno lasciato la carriera per le pressioni del marito e sono infelici, di donne che non riescono - è un classico - a lasciare uomini egoisti, e addirittura li rimpiangono. 
Quelle che riescono ad adottare comportamenti maschili, o che hanno un'identità e un carattere solidi, quelle che riescono a dire "no", dovrebbero sopravvivere a certi meccanismi; peccato che a volte incappino nel pazzo di turno che le ammazza come bestie per punire l'affronto.

©lanostratv.it
Se usciamo dalla cronaca nera, e ci spostiamo in settori più "leggeri", poco cambia. Di recente ho assistito a un imbarazzante attacco da parte di Salvo Sottile a Selvaggia Lucarelli (che continua a dire la sua su programmi, vip, gossip, visto che di questo si è sempre occupata e questo l'ha fatta approdare in tv), perché su twitter ha espresso una sua opinione, ovvero "io Schettino in tv non lo guardo, è una vergogna", alludendo non solo alla sfrontatezza del soggetto che si erge a eroe, ma ipotizzando un probabile pagamento da parte dell'emittente mediaset per ottenere la suddetta intervista. Quello che il Sig. Sottile doveva fare in quanto voce ufficiale del programma, era smentire un eventuale pagamento dello Schettino, e difendere la linea editoriale della sua rete. PUNTO. Invece si è profuso in una vera e propria diarrea di insulti bassi, con non troppo velate allusioni al modo in cui la Lucarelli avrebbe fatto carriera. Ora, senza entrare nel merito di cose che ignoro: hai dato della puttana a una che avresti potuto, se non stavi nel torto, mettere a posto con molta più classe, quella che dovrebbe possedere un giornalista di spicco con una vera professionalità. Epic Fail. 

Nicole Minetti
Vogliamo parlare poi del caso Minetti? Qualcuno su twitter ha chiesto come mai questo coro di voci in difesa della troia di turno, visto che prima ci si lamentava che in parlamento non aveva diritto di starci.
E te lo spiego io amico: non si difende la Minetti in quanto Minetti, né la Minetti in quanto consigliera. Si critica l'atteggiamento semplicistico e maschilista di Alfano&C. che prima l'hanno piazzata in parlamento, poi l'hanno difesa nelle trasmissioni televisive con enfasi (mi ricordo una telefonata di Mr.B sdegnato, che diceva a Santoro che le signore poco raccomandabili le aveva lui lì in trasmissione - toh, ha dato della troia a qualcuno? dai? - e che la Minetti Nicole era una laureata con una grande professionalità (... ma l'avete sentita parlare???), poi per "ripulire" l'immagine da puttaniere del nostro amato ex presidente hanno deciso che la cosa migliore era buttare fuori a calci in culo la Minetti, simbolo delle poco chiare relazioni di certe deputate con Mr.B e la sua cumpa.

Voglio sperare che presto lo scenario cambi, ma per questo bisognerebbe che fossimo tutti d'accordo sui fondamentali. Cosa che dubito succederà tanto presto.

6 commenti:

  1. Capisco il tuo punto di vista e non mi piace la facilità con cui l'epiteto "puttana" viene utilizzato in generale, ma difendere la Minetti in Parlamento per coerenza mi sembra eccessivo. E' lì, con le sue belle chiappe su una sedia che noi paghiamo, per le schifezze fatte da lei e da parte della casta politica che NON ci meritiamo (smettiamola di dire queste cose, che manca solo che ce ne convinciamo pure), per via di favori sessuali che non è stata costretta a concedere, bensì ha dato di sua sponte per arrivare dove sta adesso. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma se poi la comunità tutta se la deve sorbire, questo non è giusto: rispetto la prostituta di Via Prè, non una persona del genere, ben lontana dalla Bocca di Rosa che tanto ci piace. E se un giudizio morale c'è, sta tutto qui.
    Inoltre trovo che per rispetto alle altre donne italiane, che si fanno un braso tanto per andare avanti, una persona così vada eliminata. Mi offende avere così in bella vista persone del genere a rappresentare il sesso femminile nella politica italiana ed è una spina nel cuore ogni volta che qualcuno all'estero mi chiede come ciò sia possibile. Abbiamo visto tutti cosa possa fare darla alle persone giuste, sempre che ci fosse qualche dubbio a riguardo, ora può e deve andarsene da dove è venuta, questioni di principio o no. Poi passeremo pian piano alle altre, di puttane e parassiti che infestano questo paese, anche a quelli che lì l'hanno messa ed ora la vogliono fuori.
    Parlando dei rapporti nei quali la donna rimane attaccata ad un uomo che le fa del male, ho da dissentire anche su questo: davvero c'è bisogno di specificare quello che dici al punto 1? Io non credo. Le donne saranno "il sesso debole" sino a che così si sentiranno e sinché faranno in modo di esserlo.
    Le brutte storie di cronaca ci sono sempre state e sempre ci saranno, ma il gridare al femminicidio non fa altro che peggiorare la situazione, rendendo schiave ancora più persone della paura di ciò che potrebbe succedere. Qualcuno di coloro che montano questi clamori ha mai pensato di essere una ipotetica Signora Taldeitali che vuole mollare il marito che la maltratta e non lo fa perché "e se poi mi ammazza come è successo a quella della settimana scorsa"? Questo, ai miei occhi, prendendo in considerazione anche il potere dei media sulla persona normale, è ben peggio dell'impronta maschilista che tutt'ora hanno molte famiglie italiane. Parliamo invece di cronaca positiva: su una che viene uccisa, ce ne sono tante altre che hanno scelto la persona sbagliata e l'hanno lasciata col culo a terra dopo averla presa a calci nei denti. E non torneranno indietro, né mai faranno lo stesso sbaglio. Se solo avessero voce anche loro, magari la Signora Taldeitali troverebbe finalmente il coraggio di avere una vita un po' meno di merda.
    Parlo da chi viene da una famiglia che il maschilismo non l'ha certo mai evitato, eppure sono la persona che conosci: mi sono scontrata più volte con pregiudizi inutili ed idioti, ma ho lasciato ben indietro le questioni che mai mi sono piaciute. Mi son presa le mie botte di puttana dentro e fuori dalla famiglia. Ma se altri non hanno apprezzato il mio atteggiamento, sono stati liberissimi di starmi alla larga o di tornare con le dovute precauzioni. La libertà e la forza sono elementi che nessuno, uomo o donna, possiede dalla nascita. Si può - e si deve - lavorarci su tutta la vita, ogni santo giorno e con fatica e sacrificio. Per favore, iniziamo a dire questo invece che lavorare sul terrore, ed essere chiamate puttane non farà davvero più la differenza.

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  2. Scusa per l'aver messo in discussione ciò che scrivi, ma leggo spesso i tuoi post e non mi trovo generalmente mai d'accordo con le sfumature che dai al rapporto uomo/donna (sia in senso sociale che di relazione a due) che sembra tu veda spesso come una subordinazione della donna debole e dal cuore spezzato ad un uomo bastardo ed assente. Ovviamente sono opinioni, ma io credo qualsiasi donna intelligente, ironica ed acculturata valga molto più di una storiella dolorosa con un finto cuore di ghiaccio in realtà stupido ed ottuso. Gli uomini così lasciamoli alle Minetti di turno, che sanno dar loro quel che meritano facendo quel che meglio gli riesce ;)

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  3. Sulla Minetti, forse non sono stata chiara abbastanza: me ne guardo bene dal dire che "ce la dobbiamo sorbire", ma io pretenderei ANCHE l'evaporazione immediata dalle cariche di tutti coloro che l'hanno voluta, Berlusconi in primis. Troppo comodo dire "ora se ne deve andare": andatevene tutti, lei compresa, perché se non ha diritto di sedere in parlamento, e ce l'avete messa voi, nemmeno voi lo avete! Sono ipocriti e sfacciati. Questo mi fa inalberare.

    Maetta io ti conosco e so che persona sei. Ma ti posso assicurare che se il ricatto psicologico/fisico coinvolge persone all'interno della tua famiglia che vuoi proteggere, è davvero difficile uscirne. Anche tu conosci me, e sai che tipo di persona sono. Eppure mi è difficile risolvere certi legami di famiglia solo spezzando catene. Mi fanno molto irritare certi discorsi che qualcuno mi ha fatto del tipo "fai la rivoluzione e vivi la tua vita, è colpa tua se non puoi", perché se uno riesce a farla significa che non c'è una vera minaccia alle persone che hai vicino. Se veramente aveste paura che ne facessero le spese le vostre madri, i vostri fratelli, in senso fisico, psichico, morale, ci pensereste due volte a fare la rivoluzione e "tagliare". E su questo, credimi. So di cosa parlo.

    Per quanto riguarda il partner, invece, a volte è come dici tu, a volte no. Ci sono bestie che si nascondono bene: di queste io parlo, non certo degli stronzi di turno che ognuna di noi sa riconoscere, gestire, e mandare dove merita.
    Il femminicidio esiste: il perché sta nella mentalità estrema di questi individui, è un problema culturale, i media hanno il dovere di mettere in evidenza queste enormi lacune della società, sta a noi capire la portata del problema, e tenere gli occhi aperti senza generalizzare come capre. Mi dirai... questa è la parte difficile. Se poi parli di terrorismo dei media, hai ragione ma io non lo percepisco in questo campo, ma molto più in altri.

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  4. p.s. ho letto adesso la postilla. Preciso: non penso affatto che la donna sia debole. Ma penso che succeda più spesso che sia la donna a dare la precedenza all'altro, mentre per l'uomo è meno immediato. Dovrebbe essere così per entrambi, con un certo equilibrio: non lo vedo nei miei rapporti né in quelli delle persone che conosco. Avremo certamente beccato l'uomo sbagliato, ma non siamo certo deboli. Eppure stiamo male.

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  5. La donna ha un ruolo subordinato rispetto al maschio in Italia. In qualsiasi campo. Anche nelle relazioni.
    Questo implica che sia colpa delle donne? No. Rimane comunque un fatto, piacevole o meno, in Italia le donne vengono calibrate a comportarsi in un certo modo sin dalla nascita.
    Alla donna viene insegnato sin da piccola, ad essere educata, a non dire parolacce, a considerare come sua massima forma di realizzazione il trovare un compagno.
    A questo si somma il fatto che moltissimo delle nostre esperienze relazionale è in funzione dei modelli con cui siamo vissuti a stretto contatto nell'infanzia.
    Una donna cresciuta in una famiglia in cui i genitori si trattano come pari, in cui lei non fa leva sulla femminilità e sul passivo aggressivo ed è sicura di se' stessa e cerca realizzazione anche fuori dal rapporto con il compagno, ecco ho il sospetto che quella sarà una donna che avrà la possibilità di essere forte ed indipendente.
    Una donna cresciuta in un contesto in cui la madre è sottomessa, passivo aggressiva, frustrata perché irrealizzata, rinunciataria per "amor" del proprio uomo, ecco quella sarà una donna che anche se forte non saprà mai gestire realmente quella forza.
    In tutto questo va aggiunto un particolare: le differenze fisiche tra un uomo ed una donna, può sembrare maschilismo ma non lo è. Io sono fisicamente una mezza pippa di uomo, ma se dovessi urlare il mio tono di voce avrebbe comunque un'effetto, su una donna, ben diverso dall'urlare di un'altra donna. A questo si deve sommare la massa muscolare, un uomo è fisicamente più forte di una donna. E questo spesso può essere un handicap quando il famoso principe azzurro (ovviamente quando un uomo corteggia una donna fa vedere il meglio di se' stesso) mostra la sua vera natura, magari anche con mal celata violenza psicologica "sei grassa, vesti male, non mi metti abbastanza al centro delle tue attenzioni, non sai fare nulla, bah non è che una laurea cum lauda ti renda intelligente ecc ecc", magari condita con qualche urlo, ecco ho il sospetto che anche per una donna forte ed indipendente diventi ardua il gestire come uscire da quella relazione.

    Tenendo anche a mente che in italia i femmicidi sono tra i più alti nei paesi occidentali e ricchi.

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  6. Io lascerei stare il discorso sulle differenze fisiche, perché non lo condivido del tutto; ossia: siamo diversi (anche se a volte mi chiedo come mai certi miei amici maschi abbiano meno peli sulle gambe di me...), ma non credo affatto che un urlo di un uomo abbia un effetto diverso su una donna rispetto all'urlo di una donna. Non hai mai visto La Grace incazzata, vero?? :D Ti assicuro che da donna ti metterebbe al tuo posto meglio di un uomo!!! :D

    Comunque, quel che dicevo io in sostanza è quanto dici tu all'inizio: e cioè che il maschilismo italiano è un problema di educazione; non ricordo dove (e quindi l'autore del post mi scuserà se non cito la fonte, anzi, se si riconoscesse lo pregherei di linkare il post cui faccio riferimento) si è parlato della necessità di educare maschi e femmine sin da piccoli a rapporti sociali davvero paritari, nella vita e nel lavoro. Nei commenti - e a mio parere con pertinenza - si obiettava che se la società è comunque quella che è, con le sue disparità e ingiustizie di sesso, una volta usciti di casa questi adulti rieducati avrebbero comunque grandissimi problemi a rapportarsi con la maggioranza. Però insomma: da qualche parte qualcuno dovrà pure iniziare, e se lo facessimo a partire dai nostri figli sarebbe già qualcosa.

    p.s. Haroldino se un uomo mi dicesse "sei grassa, non sai fare nulla, non è che una laurea ti rende intelligente" credo che gli darei una mazzata nelle gengive. Per dire. Però dovrebbe dargliela anche la sua ragazza! Purtroppo non siamo tutte uguali, e di questo va tenuto conto (che poi è quel che meno dall'inizio).

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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