13 luglio 2012

Increspature

Il mio medico di base è ufficialmente un cretino.
Fermi tutti, non l'ho scelto io. Me lo sono ritrovato perché la doc che mi seguiva da quando ero ragazzina se n'è andata in pensione, e automaticamente il sostituto, cioè lui, il Cretino, ha preso il suo posto.
Non solo quando entri ti guarda come se non capisse da che parte è girato, che giorno è oggi, se sei umana o una razza alieno-sicula; non visita quasi mai (lo fa soltanto se glielo chiedi tu) e sbaglia SEMPRE tutte le richieste. Noduli alla tiroide? Niente paura, lui ti prescrive l'eco per noduli al seno. Ti fa male il braccio? Le radiografie te le fa all'avambraccio. Devi fare delle analisi particolari sulle allergie? Le prescrive giuste, ma a tua sorella. Direi che tra i primi vaffa autunnali ci sarà anche lui.

Fa caldo, tanto, troppo: ho voglia di vento. Non di mare, almeno, non di spiaggia: ci cuocio io in spiaggia. Non è il mio habitat. Sento più il bisogno di quei borghetti caratteristici, con il lastricato da percorrere in abiti leggeri, sfiorati dall'aria fresca e riparati dal sole forte, dove ci sono tanti negozietti di bijoux, librerie improvvisate, gastronomie con le specialità del posto. E quell'odore di pesce, di frittura ma buona, non di cinese per capirci, ma di ristorante sul mare, di scogli e di vegetazione. Solo in liguria c'è quell'odore così pieno, che nasconde tante storie diverse.

Mi dipingo le unghie di rosso, perché non so più com'è fatta la passione, ma so che è rossa.
Mando sms che non dicono niente, per dire "mi manchi".
Compilo liste di distribuzione controllando minuziosamente tutti gli indirizzi, perché non ne manchi nessuno all'appello, e a lato, in un quaderno, segno tutti i nominativi che non mi hanno lasciato un recapito.
Faccio il mio dovere, con piacere.
Leggo "Molto forte, incredibilmente vicino" di Safran Froer, e la sensazione è quella di mandare giù una granita alle mandorle: dolceamara, fredda, ma piacevole come nient'altro può essere sotto il sole di luglio. Ho bisogno di parole dense, di pensieri complessi. Ho bisogno di ritrovare me stessa nell'unico amore che non mi tradirà mai, la letteratura. Scrivo, e dipingo un quadro: ci sono anch'io, ma non mi si vede.

"Devi concentrarti su un pensiero positivo", mi ha detto la psicologa.
Lo faccio, ho risposto, e penso a un paio d'occhi, e a un sorriso che mi ha sempre calmata.
Conto le gocce, una ad una, cadere nel bicchiere, e sono gocce di speranza.

Mi addormento sfinita: è pace, e finalmente la scorgo da lontano.




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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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