21 giugno 2012

Nel carrello del Bodymarket.

Quando parlo con un uomo in particolare, finisco sempre per parlare di rapporti tra uomini e donne, e delle relative dinamiche che non sopporto. Che poi, sì, è vero, sono ancora molto arrabbiata con lui, ma in realtà lo sono di più con me stessa e con la mancanza di rispetto in generale.

Il fatto è questo: sempre più spesso con le amiche si parla delle ultime conoscenze maschili come di uomini che si sentono clienti al supermercato della gnocca: entrano, prendono un carrello, vedono una, la prendono, poi cambiano idea e la ripongono sullo scaffale perché su quello accanto ce n'è una migliore. Io non voglio generalizzare, per fortuna non ne sento il bisogno: ma moltissimi uomini che ho conosciuto si comportano così, che se ne rendano conto o meno. 

"Eh, ma guarda che anche le donne lo fanno, non vedo differenze". Mi viene contestato da Colui.

Vero! Purtroppo! E anche quello mi fa incazzare. Una delle cose che non mi sono andate giù nella NON storia tra me e questa persona, per esempio, è che abbia dato molto di più (in termini di attenzioni e presenza) a una che prima gli ha detto che non voleva una storia perché doveva andarsene, poi di fatto se n'è andata dopo quattro mesi in cui s'è pure fatta aiutare col trasloco, nel frattempo (brutale verità) io ho dovuto bloccarla su facebook perché vedevo i commentini flirtosi che si faceva con un amico di un amico (piccolo il mondo eh) mentre però se la spassava pure col trombamico al paese suo, e io (pensa te) non l'ho nemmeno saputo dal soggetto in condivisione perché guai a farmi sapere pure questo, ché ci avrei avuto troppa ragione a dirgli che non se lo meritava uno come lui. E mi chiede "ma perché la odi?". Non la odio, non ti merita, punto, ti tratta come se stesse scegliendo al supermercato, pure lei. Tu mi hai messo davanti una così: non è che me lo dimentico.

In ogni caso questo mi manda in bestia, alla fine, più che la mia storia personale:  e cioè che le persone si approfittino dei sentimenti altrui e la spuntino pure. Ecco, fosse per me, maschi o femmine, li butterei tutti in una stanza senza finestre né aria condizionata, a ferragosto e insieme a tizi che soffrono di colite cronica e flatulenza che pogano sudati su di loro anche di notte. 

Poi voglio vedere se lo imparerebbero, cosa significano rispetto e dignità.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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