20 maggio 2012

Il letto si muove, mi sveglio all'improvviso, ci metto un po' a capire che è il terremoto. Mi batte il cuore all'impazzata, ho paura, arriva una scossa di assestamento. Tutto sembra tornare silenzioso, allora prendo il telefono, e sono tutti lì: amici da Milano, da Pisa, da Lecco, siamo tutti lì, in rete, a rassicurarci a vicenda che stiamo bene, ma qualcosa non va, qualcuno manca all'appello, dove sarà stato l'epicentro, e scopro che è a Modena, e io a Bologna ho una cara amica, le scrivo in piena notte: sta bene, lei e le coinquiline sono scese in strada per lo spavento, ma stanno bene.

E allora il mio pensiero, sollevato nel sapere che i miei amici non avevano subìto danni, è corso senza controllo alla città de L'Aquila, a quel terribile 6 aprile 2009, ad Anna Colasacco, alla sua disperata ricerca di un computer nei giorni successivi, perché potesse aggiornarci sullo stato d'emergenza, per poter dire a tutti che stava bene ma aveva perso tutto, in un battito di ciglia, quella notte.

È stato un altro brusco risveglio, sarà un'altra terribile giornata di lutto.


19 maggio 2012

Senza parole.

Com'è triste quel paese in cui il vigliacco colpisce chi non ha colpe, chi è più indifeso.

Ciao Melissa.

14 maggio 2012

Ecco perché siamo bipedi, creature sole




When the earth was still flat,
And the clouds made of fire,
And mountains stretched up to the sky,
Sometimes higher,
Folks roamed the earth
Like big rolling kegs.
They had two sets of arms.
They had two sets of legs.
They had two faces peering
Out of one giant head
So they could watch all around them
As they talked; while they read.
And they never knew nothing of love.
It was before the origin of love.

The origin of love

And there were three sexes then,
One that looked like two men
Glued up back to back,
Called the children of the sun.
And similar in shape and girth
Were the children of the earth.
They looked like two girls
Rolled up in one.
And the children of the moon
Were like a fork shoved on a spoon.
They were part sun, part earth
Part daughter, part son.

The origin of love

Now the gods grew quite scared
Of our strength and defiance
And Thor said,
"I'm gonna kill them all
With my hammer,
Like I killed the giants."
And Zeus said, "No,
You better let me
Use my lightening, like scissors,
Like I cut the legs off the whales
And dinosaurs into lizards."
Then he grabbed up some bolts
And he let out a laugh,
Said, "I'll split them right down the middle.
Gonna cut them right up in half."
And then storm clouds gathered above
Into great balls of fire

And then fire shot down
From the sky in bolts
Like shining blades
Of a knife.
And it ripped
Right through the flesh
Of the children of the sun
And the moon
And the earth.
And some Indian god
Sewed the wound up into a hole,
Pulled it round to our belly
To remind us of the price we pay.
And Osiris and the gods of the Nile
Gathered up a big storm
To blow a hurricane,
To scatter us away,
In a flood of wind and rain,
And a sea of tidal waves,
To wash us all away,
And if we don't behave
They'll cut us down again
And we'll be hopping round on one foot
And looking through one eye.

Last time I saw you
We had just split in two.
You were looking at me.
I was looking at you.
You had a way so familiar,
But I could not recognize,
Cause you had blood on your face;
I had blood in my eyes.
But I could swear by your expression
That the pain down in your soul
Was the same as the one down in mine. 
That's the pain,
Cuts a straight line
Down through the heart;
We called it love.
So we wrapped our arms around each other,
Trying to shove ourselves back together.
We were making love,
Making love.


It was a cold dark evening,
Such a long time ago,
When by the mighty hand of Jove,
It was the sad story
How we became
Lonely two-legged creatures,
It's the story of
The origin of love.
That's the origin of love.

13 maggio 2012

Aridità

"Perché non smetti semplicemente di sentirlo?"
"Perché scusa non puoi fargli presente che allora si sfoghi con quell'altra?"
"Ma perché gli offri la spalla?"

Ma perché la maggior parte della gente non capisce il valore delle parole? Non si può dire di amare qualcuno e poi - quando non si è felici - dirgli di arrangiarsi, o di rivolgersi all'ufficio accanto, sempre che sia aperto.

10 maggio 2012

Chi ha orecchie per intendere, IN TENDA.

Che poi, io non ce la faccio a starmi zitta: se una situazione mi ha fatta incazzare, ho dei motivi.
Uno di questi, il più becero ma il meno pesante, è la pura e semplice gelosia. In quantità del 5%, invece, l'orgoglio ferito. Sul quale mi sembra di poter dire (specie nelle situazioni di emergenza) che passo sopra con facilità. Ma se mi incazzo anche ormai è passato del tempo ma per disgrazia mi torna in mente la suddetta situazione, di solito, è perché SO.
E non è detto che SO perché mi baso su quel che mi si dice, ma su quello che verifico. E se odio qualcuno che secondo te non conosco, fidati: SO.

Giusto perché le cose, anche se non mi vengono raccontate per non darmi spago, prima o poi vengono a galla in altri modi, soprattutto per una che la rete la usa quanto me.

5 maggio 2012

Dolceamara, invincibile fiera

Una voce può placare l'animo in tumulto,
avvelenando e insieme curando le ferite
un φάρμακον che odi, ma del quale non puoi fare a meno
che dà il tormento
e insieme regala pace.
Non si sfugge al destino
né all'amore.


Anche se l'uno non è necessariamente l'altro.

1 maggio 2012

Maggio, troviamo il coraggio.



Questo mese cambieranno molte cose. Alcune io le so già da tempo, altre spero proprio che si risolvano. Ho molte cose da fare per me stessa, per la mia serenità. Un caro amico parte per il Canada mi ha fatto un grande regalo, che spero di avere il coraggio di accettare quando ne avrò bisogno. Sono legata da catene invisibili, da ricatti psicologici, da una bassa autostima. Vorrei avere qualcuno accanto che mi dicesse "ce la fai, ce la fai perché ho fiducia in te, e io sarò comunque dietro di te a fare il tifo". Ma non c'è. O meglio, c'è, ma non è dietro di me, è distante anni luce con la testa e con il cuore. Il che equivale a vedersela da soli, o quasi. Per fortuna ci sono le amiche, che per quanto possano avere le palle piene dei tuoi discorsi e della tua incapacità nell'affrontare la situazione che ti crea tutta 'sta crisi (risolvibile, ma con grossi cambiamenti radicali), alla fine si fermano, si siedono, ti ascoltano, ti dicono "fallo però, per te", con lo sguardo di chi davvero sa cosa è meglio e che si augura che tu lo ascolti, e faccia pure qualche fatto.
Promesse non ne faccio, per non fallire: ma pongo obiettivi che vanno raggiunti.
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