21 aprile 2012

"Per altre terre andrò, per altro mare"

Ci sono posti, città, paesi interi, che conservano qualcosa di noi che ce li fa amare anche se non ci siamo più tornati, perché quel qualcosa ci lega ad essi attraverso un link virtuale e al contempo molto reale.

©zeldawasawriter.tumblr.com - Milano
Io amo tanto Milano. Non i milanesi (per quanto voglia molto bene ad alcuni amici che vivono lì), proprio Milano, i suoi muri, le sue strade, la sua doppia vita. Milano per me vive, palpita, non viene passivamente vissuta. È la città che si lascia sfiorare, accarezzare, spesso stuprare, è lei che te lo permette. Non è solitudine quella che ti pervade percorrendo gli enormi viali delineati da tutti quegli alberi impolverati, tutti in fila come tanti piccoli indiani, è intimità. La differenza è enorme, l'intimità con l'ambiente che ti circonda ti permette di viverlo galleggiandoci dentro senza la paura di perderti. Non hai bisogno di un'ancora, sei tu l'ancora. Come quando percorri le linee del tram che fanno tanto retrò e poi alzi lo sguardo e sei in pieno centro, circondata da negozi in cui il tuo portafogli non potrà mai entrare, ma va bene così perché anche questa è Milano, è la città che negli anni '80 ospitava stilisti di fama e apprendisti che lo sarebbero diventati, che lo sono oggi, e che si apriva all'iniziativa personale, a chi osava. Di Milano amo soprattutto il vestito che indossa di notte. Cessa di essere produttiva, e diventa magica. Diventa perfetta per qualsiasi regia, si riempie di linfa nuova, diversa e sconosciuta. Ha un battito notturno, Milano, che puoi sentire soltanto se lo stai cavalcando. È più bipartisan di quanto si creda: accetta tutti, nessuno escluso.

Poi c'è Firenze. A Firenze ho messo piede soltanto due volte, ma ce l'ho nel cuore, nonostante l'odore di uova marce di certe vie. È più schiva di Milano, non si concede. Forse è un tantino snob. Sicuramente è donna. Si traveste da alternativa, ma è molto chic. Lei ti accoglie solo se gli sei simpatico. E se lo sei, non ti lascia andare più. Gioca a fare la genovese, con i suoi vicoli, per vezzo e non per necessità.

©Valentina Scocca, 40contradictions.tumblr.com - Pisa 
Pisa non mi fa impazzire. Lo dico sempre e tutti mi rispondono che - visto che il mio best friend è di Livorno - non so apprezzarla, ma non è così, non sono mai stata molto "di bandiera". È che è triste, Pisa. Con questo non intendo che mette tristezza, è proprio triste Lei. Come se si lasciasse consumare, come se permettesse alla fiumana di studenti (soprattutto studenti), uomini e donne di abusarne perché non ha più forze. Anche gli scorci di Lungarno, che pur sono belli specie di notte, con tutte quelle luci, mettono una profonda nostalgia. Ha qualcosa che sa di solitudine, al contrario di Milano. Ecco, il concetto che volevo esprimere: lì puoi sentirti perso anche se sei in una strada stretta e piena di gente.

©dearmissfletcher.wordpress.com - Genova,
Vico del Duca
Genova è la mia città. È bella, ma è vecchia e stanca. Un tempo dev'essere stata magnifica, questa bella Signora impellicciata, ora sa di diva decaduta, è trascurata dai suoi cittadini, è sottovalutata. Eppure se avesse voglia di vestirsi a festa, infrangerebbe ancora molti cuori. Non sa di essere così bella, però, e vive nascosta, non esce la notte e guarda continuamente foto sbiadite di un passato che non torna.

Sono animati, è impossibile non percepirlo, questi posti. E ancora, passeggiando con il naso in su, mi chiedo fino a che punto dipenda da noi il fascino o la tristezza delle città in cui viviamo.




N.B. Spero che non dispiaccia agli autori l'utilizzo - compreso comunque di fonte e copyright - delle foto che hanno scattato. Sono molto belle e rispecchiano in pieno il sentimento che ho tentato di esprimere in questo post.

3 commenti:

  1. Io non amo tanto Milano, la trovo grigia, ma leggendo il tuo post credo che qualcosa mi sia sfuggito.
    Riguardo alla nostra Zena, che tu sai quanto io ami, è certo che il suo fascino e le sue bellezze siano tanto sottovalutate e penso davvero che vedere e sapere guardare sia il modo per cogliere certe meraviglie.
    Grazie per la citazione, è un piacere trovare una mia foto tra le tue pagine, accanto ad un post così bello.
    Un abbraccio Erika!

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  2. Io amo Pisa. La Pisa che inizia con il tramonto. Quei tramonti che hanno colori strani, che le donano sfumature quasi aliene, ed una personalità unica, riconoscibile.

    Non importa che quell'aura aurea o argentea di certi tardi pomeriggi sia dovuta all'inquinamento: fa parte dell'abito che Pisa inizia ad indossare per la sera quando esplode in tutta la sua memoria.

    Perché ecco, per me, la città, che amorevolmente chiamo Pisa la storta, è una città che trasuda ricordi, la sera diventa nostalgica, ma avida di nuovi ricordi.

    E' vero è una città che si fa usare e ti consuma con la solitudine che riesce a ispirarti, ma anche una città che è avida di nuove memorie, di nuove storie.

    E nell'essere nostalgica è una città che, se la scruti a modo e sei uno che non molla, ti dona speranza.

    I tramonti sui lungarni non sono la fine di una giornata ma un canto di una fenice che preanuncia un nuovo giorno dopo una notte all'insegna dello stress, delle baldoria, della melanconia.

    E quando tira vento o piove senti, sui lungarni, Pisa che ti incita ad essere libero, a volare (anche se ti senti mozzo e vorresti annegare in quell'Arno che ha smesso di essere argenteo), o a sperare in un domani migliore perché quel magnifico arcobaleno che congiunge le due parti della città, che si fronteggiano sulle sponde del fiume, non può non essere che foriero di speranza.

    (si. io amo Pisa la storta :) )

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  3. Ciccino mio adorato! Tu sei come la Vale, siete troppo legati a quel posto per via dei ricordi, la nostalgia è dovuta al tempo passato! Ci avete vissuto, e bada, VISSUTO, non nell'accezione che era HOUSE per voi, ma HOME. Quindi ci sta che vediate tutto con lenti diverse dalle mie, che sono solo una turista.

    :*** che bello quando voi amoretti miei venite qui e mi commentati i postini scemini :)

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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