7 marzo 2012

Perché accadono le cose.

Mi chiedo fino a che punto sono disposta a volermi bene.
No perché, fin'ora non mi sembra di essermene voluta poi molto.
E non parlo di regali, vacanze, menate. Parlo di rispetto verso sé stessi.
Ho l'esaurimento nervoso. Dovrei fare qualcosa in merito anziché imbottirmi di medicine (una per la cervicale, una per l'insonnia, una per la tosse nervosa... basterebbe uno psicanalista e via tutto), uscire di più, non importa se in compagnia o meno, per riprendere fiato e staccarmi da tutto quello che mi pesa.

Dovrei mandare un sms per dire a qualcuno che, anche se è nel mio cuore più di qualsiasi altra persona sulla faccia della terra, anche basta che io sto male mentre lui un  po' pensa alla ex (dai lo so. E ti capisco.) e un po' pensa alla trombina (no, questa non ti capisco, la odio) e però alle cinque del mattino chiami me e dici ti manco e che stai male, ma come mai non chiami loro? Voglio dire, va bene l'amicizia sacrosanta, ma possibile che tu voglia chi non riesce a darti quello di cui hai bisogno e al contempo cerchi di continuo chi dici di non volere? Almeno, che ti voglio, io lo so e mi sembra di sbagliare di meno rispondendoti la notte. Anche lì, però: se non vuoi una persona come fai ad averci un rapporto così totale, e per di più ne sei attratto fisicamente? Dove sta il tassello che non vedo? Se sei convinto di avere un no categorico dentro, tutto il resto dovrebbe finire, ma non per adesso, per sempre. Non credo che tu al mio posto ci penseresti due volte a fare la cosa giusta per te, quindi, a che sto pensando veramente, io?

Dovrei prendermi una vacanza. Lo faccio. Ho solo da prenotare albergo e treno. Sì, lo so, che poi è tutto quello che devo fare. Ma vorrei essere sicura di non avere niente da fare e di non perdere dei soldi. I soldi sono sempre stati un grosso problema, di questi tempi poi non ne parliamo. Però è il mio compleanno tra poco e non mi faccio un regalo da non so più quanto. Lo faccio ai miei nervi, stavolta, il regalo. Li metto su un treno, cambio direzione, e vado a vivermi un po' di silenzio dove nessuno mi ricorda quanti errori ho fatto. Io e il sole (o la pioggia, non m'importa), l'aria diversa, un orizzonte che non conosco e nessuno intorno che mi impone orari, posti, mète, discorsi o quant'altro.

Ho un chiodo piantato nel cervello, un mal di testa che è seguito al vomito, che dura da dodici anni ogni tre - due - cinque anni (non ci facciamo mancare niente). Ma mi chiedo, se non hanno uno scopo, perché le cose accadono?


3 commenti:

  1. Ti capisco Erika, più di quanto pensi.
    Ti faccio gli auguri per il tuo compleanno, dal poco che conosco di te ho compreso che sei una gran donna, ti meriti il regalo della pace e della serenità, non solo il viaggio.
    Un bacino...

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  2. Grazie, che carina :)

    In realtà poi non dico queste cose con scazzo o rabbia, sono davvero domande che mi pongo seriamente, e non riesco a uscirne.
    Boh, è sempre tutto così difficile.

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  3. Una settimana a casa mia. Paghi solo i soldi del trenino. Ti aspetto a braccia aperte: il letto c'è, il cibo pure, le risate non te le faccio mancare.
    Vai e vieni come e quando vuoi (giri Pavia, giri Milano, giri su te stessa)ché io la mattina manco ci sono, e ti lascio pure le chiavi di casa.
    I tuoi errori non te li rinfaccio: non è nel mio stile, e manco li conosco! xD
    Per prenderti 'sta vacanza non hai proprio scuse! :*

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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