11 marzo 2012

Come vorrei che dicessi "non andartene, resta".

...a me.

7 commenti:

  1. Se ci tieni molto, chiedigli di dirtelo.

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  2. Non posso. Non posso fargli dire cose che non pensa. Non posso nemmeno chiedergli almeno di dirmi addio. Se non vuole farlo, non posso chiedergli di farlo perché lo voglio io.

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  3. Che tristezza. Io ci sono passato 2 anni fa e sono quello che se ne è andato. Ho la casa piena di sue foto e siamo rimasti molto "amici", ma dentro sono esploso.

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  4. non ti conosco ma hai usato lo stesso termine che ho usato io. Si esplode.
    Ma perché te ne sei andato? Se stai così adesso, perché non sei tornato? Ho un vago dejavù su tutto questo.

    Guarda per conto mio rimanere amici è la cosa peggiore da fare se la persona la ami. Una passioncina ti passa, i sentimenti purtroppo lasciano la traccia, e poi è un casino cancellarli. Ho realizzato che io probabilmente non ce la farò mai. Il che vuol dire che non posso più nemmeno essere amica di nessuno.

    Doppio anagni nel retrobottega.

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  5. Quando vivevamo insieme c'era una atmosfera carica di tensione, ci si ignorava quasi (dopo 12 anni), e i litigi erano continui.

    L'amavo (la amo) troppo per continuare a vivere con lei rischiando di fare qualcosa di cui mi sarei potuto pentire dopo, e me ne sono andato.

    Lei ha pianto un pò, ma per trattenermi non ha fatto niente, anzi, mi ha aiutato con il trasloco. Ogni tanto ci si sentiva per telefono quando arrivava posta per me al vecchio indirizzo. Si rideva e si scherzava (al telefono) ma quando passavo a ritirare la posta, se lei era in casa dopo 5 minuti riprendevamo a litigare.

    Le ho chiesto ovviamente del perchè di questo comportamento, mi ha rispposto che non lo sapeva, che c'era qualcosa che la bloccava e la faceva diventare aggressiva. Ah, non c'è un altro uomo, non ho bisogno di informarmi, sua figlia che vive con lei e con la quale eravamo molto legati (senza malizia eh) mi tiene al corrente.

    Grazie per il nick.

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  6. Capisco. Situazione difficile, perché so bene che a volte i sentimenti non bastano a fare andare bene le cose. Non posso giudicare la vostra storia, voi certamente sapete come mai è andata così.

    Io credo però che litighiate quando vai a trovarla perché, nonostante ti abbia lasciato andare prova rancore verso di te, che l'hai abbandonata (termine che utilizzo senza giudicarti, nel suo significato e basta).
    Sai, io con questa persona non ho mai litigato. Poi quest'anno è successo di tutto, e abbiamo cominciato a urlare. E io pensavo "crederà che sono una rompicoglioni, ma vivere con me non è questo". E però mi irritavo, perché lui non ha tatto e non lo ha mai avuto, spera che sia io a decidere qualsiasi cosa e non si prende le sue responsabilità. Accetti qualsiasi mia decisione? Ma tu che cosa vuoi? Non è normale che se ci sono mi prendi, se non ci sono mi lasci andare. Se vuoi bene a qualcuno non lo porti al punto da sentirsi un oggetto preso e posato. Una che se sei solo è il tuo riferimento e se passa la prima fica fresca da lì diventa quella che deve slittare l'appuntamento, deve aspettarti mentre sei con lei, deve starti lontana quando fino a una settimana prima erano discorsi di un certo tipo, allusioni, mi manchi, mi sento attratto etc etc. Capisco che non sia innamorato, ma allora TACI, cristo! Si prendesse la responsabilità, ora, che sono più lucida dell'ultima volta che l'ho sentito al telefono, di avere contribuito a creare un mostro. Quello che sono in questo momento.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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