28 marzo 2012

It's human nature

Il punto è che non credo più.

Prima di tutto a me stessa.
Poi a tutti gli altri.
Non credo nemmeno a tutti quei discorsi del tipo "ti sottovaluti" detti da alcuni, e nemmeno a quelli del tipo "ti sopravvaluti" pensati e detti da altri. Like a quelli che lo dicono, fanculo a quelli che lo pensano, non lo dicono e te lo fanno capire in modo sottile e ambiguo.
Non credo ai "ti voglio bene" sparati a caso, non credo agli "sto male" e non credo nemmeno agli "sto bene".
Mentiamo tutti inesorabilmente, l'uno con l'altro, per cercare di non crearci il vuoto intorno.
E riusciamo, in compenso, a crearcelo dentro.

Non c'è soluzione, siamo una razza di ottusi.

27 marzo 2012

Scoundrel Days

Sono giorni bianchi, come il bianco latte in cui affondano i protagonisti di "Cecità".
Mi muovo in questo latte senza orientamento e non sento nulla.

24 marzo 2012

Forever Alone

Che cos'hanno in comune Ann e Nancy Wilson con i Roxette, i Jalisse e Celine Dion?

Ve lo spiego qui.

23 marzo 2012

All I can do is try

A Grazia, Paolo, Annalisa, Arianna, Elena, Markeu, Lucilla, Michela, Harold e Maria (ultimi NON ultimi).

We all need a love resurrection





What can I do to make light of this dull dull day?
What switch can I pull to illuminate the way?
Show me one direction
I will not question again
For a warm injection
Is all I need to calm the pain

We all need a love resurrection
Just a little divine intervention

What seed must I sow to replenish this barren land
Teach me to harvest I want you to grow in my hand
Lets be optimistic, lets say that we won't toil in vain
If we pull together we'll never fall apart again

We all need a love resurrection
Just a little divine intervention

Show me one direction
I will not question again
For a warm injection
Is all I need to calm the pain

21 marzo 2012

Come mi batte forte il tuo cuore.

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima.
Dopo.
Più vicino.
Più lontano.
E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo.
Perché la gente.
Perché a sinistra.
Perché a destra.
Perché la pioggia.
Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno, un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba, a un passo, a un pelo da una coincidenza.
Dunque ci sei?
Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.

W. Szymborska

20 marzo 2012

So che sto facendo la cosa giusta per me,  però mi sento come se ti avessi abbandonato.

Io non ti volevo abbandonare. Mi dispiace, perdonami: non volevo lasciarti solo proprio io.


È facile, sai, averti
se chiudo i miei begli occhietti spenti

Cercherò su di me
la tua pelle che non c'è

Ti entravo in fondo dentro, lo sai
soltanto per capire chi sei

Forse sei un congegno che si spegne da sé.

19 marzo 2012

Le cronache di Encrenoire - 3: il ritorno

...E infine, sono di nuovo a casa mia.
Casa nel senso di house. Home è dove senti di appartenere. Io sono ancora in cerca della mia "home". Però in questa ricerca sto includendo persone. Persone che meritano di fare parte della mia Casa, non quella che io abito, ma quella che mi abita. Non avrei mai pensato di essere accolta così, come se non fosse passato un attimo, come se fosse abitudine parlare, confrontarci, rassicurarci, ridere insieme. Esistono persone che possono avere un solo nome: "anime affini". Temevo che non ne avrei conosciute più, che il mio turno fosse finito. Invece ecco, sorpresa, ti riconosci nei profondi occhi nocciola di una ragazza che parla come te, si preoccupa come te, ama nel modo in cui ami tu, ha le stesse ansie che hai tu, ed è sincera come tu vorresti essere sempre. Abbiamo veramente moltissimo in comune, nel profondo.
E questo mi ripaga di tutte le volte in cui non mi sono sentita sicura, di tutte le volte in cui ho avuto la sensazione di essere sola in mezzo alla folla, di tutte le volte che ho sentito il vuoto, l'aridità, la superficialità nei volti nuovi che incrociavo.

Che tutto questo venga da una persona che ha amato tanto chi ami tanto anche tu, è puro e bellissimo.

18 marzo 2012

Le cronache di Encrenoire - 2

Sono rigenerata. Bologna è bella, me la ricordavo triste perché ci sono venuta quando nella melma ci nuotavo. Oggi è l'ultimo giorno, mi aspettano molte ore di treno. I collegamenti con la liguria fanno schifo, ma non importa. Ho capito un po' di cose, anche grazie a un vecchio amico che si è trasferito da poco qui e che mi somiglia moltissimo. Lui dice che le persone non ti fanno soffrire, che è "comodo" addossarsi la colpa, un modo per restare al centro dell'attenzione. Dice che siamo noi che soffriamo, invece, perché le aspettative che abbiamo ci deludono. Che le persone non sono quel che abbiamo noi in testa, sono come si comportano. E che però bisogna smettere di proteggerle, a volte, per andare avanti. Il dolore non si può evitare agli altri, li si può solo accompagnare e aiutare a superarlo. Bisogna dare agli altri la scelta: "le cose stanno così, vuoi affrontarle con me?".
È sempre tutto così difficile. Ma non voglio segreti, non voglio mentire a me stessa e non voglio nascondermi. Io sono questa, e ho un cuore che assorbe come una spugna, ma quando è saturo fa acqua da tutte le parti, non riesce a entrare più nulla, e si blocca.

Capirai davvero la mia scelta?
Saprai che non è tutta colpa tua? Non ti ho aiutato a capirlo, forse, ma sono io a dover cercare un'altra strada. Non posso dirti cosa devi o non devi fare, posso solo dirti che ti voglio bene e che spero tu non butti via un solo attimo.

E tu, invece, mi perdonerai quello che non ti ho detto?
Il mio saggio amico dice che bisogna dare una scelta alle persone, non tenere loro nascoste delle cose perché ti dispiace ferirle.
Che cosa sceglierai, ora? Come farò a dirtelo? Vorrai ancora, dopo, fidarti di me?

E dopo tutto questo, io sarò comunque in cammino, spero, verso una me stessa più serena.

17 marzo 2012

Le Cronache di Encrenoire - 1: L'approdo.

Approfitto di un momento di pausa dopo la doccia e scrivo. Scrivo perché questa cosa di staccare sta funzionando, e forse ho pensato un po' meno (forse) a tutti i miei problemi. Bologna l'ho scelta perché un po' la conoscevo ma non mi ricordo una strada che sia una. Non so leggere la mappa e non riconosco gli attraversamenti. Soprattutto, per arrivarci stavo per prendere un regionale dopo che ho speso un fracco per il frecciarossa.

Quanto a te, mi manchi. Ma ho sempre più la certezza di far bene, anche se il prezzo da pagare è altissimo, e io non sono (e non so se lo sarò mai) pronta.

15 marzo 2012

Parto.

Vado via tre giorni. Vado a prendermi del tempo per schiarire le idee e pulire il cervello. Mi sono presa una stanza singola, voglio visitare qualche mostra. Voglio respirare. Ho bisogno di ossigeno. Quando tornerò, l'ossigeno dovrò trovarlo dentro di me. Sarà tutto nuovo, sarà forse duro. Ma ho fatto una promessa, anzi due: una a te e una a me stessa. Io la onorerò. So che anche tu lo farai.

Che strano addio, il nostro. Mi strazia eppure è come se ci stessimo rassicurando a vicenda, che tutto andrà meglio, per entrambi.

Interlude




11 marzo 2012

Come vorrei che dicessi "non andartene, resta".

...a me.

Tanti auguri a me

Ho definitivamente bisogno di uno psicoterapeuta. Tra il mio migliore amico che ha il tatto di un elefante, mia madre che non capisce, mio padre che ha il potere di rovinare TUTTE le feste e l'impossibilità di mandare tutto a quel paese io sono diventata l'esatto contrario di quello che volevo essere. Non ce la faccio più.

La Strada

10 marzo 2012

Se penso a cosa mi aspetta in questi due giorni e a come avrei dovuto passarli mi si annulla completamente la comprensione, la stima, la pazienza, l'amore e ogni pensiero positivo. Non permetterò mai più a me stessa di accettare situazioni così umilianti. Mai più.

9 marzo 2012

La costruzione di un Amore.

Sei sempre stato una scelta.
La solitudine non è una scusa per averti vicino, è la conseguenza di non averti mai avuto davvero.

Ho sempre pensato che la costruzione nascesse da qualcosa di forte, di intenso, che "scombussola" a ogni occhiata.
Ma l'intensità sta nella fiducia, nel rispetto e nella comunicazione.

A vent'anni sembra che il cuore debba esploderti per ricevere la consacrazione e dirti che sei innamorato.
A trenta, ti esplode se perdi tutto e per il resto scandisce il tuo tempo come un orologio. 

Ti dice: potresti vivere accanto a questa persona, serena così, anche per sempre. 
Ti dice: nessuno può capirti meglio.
Ti dice: sono pronto a sacrificarmi perché so cosa dovrai passare tu.
Ti dice: non ti abbandonerò solo perché sarà difficile.

Non ti dice: vediamo che succederà domani, intanto oggi sono qui.

Non si può amare a trent'anni come si è amato a venti.

La costruzione di un amore 
spezza le vene delle mani 
mescola il sangue col sudore 
se te ne rimane

La costruzione di un amore non ripaga del dolore, è come un altare di sabbia in riva al mare.

Lo stesso mare dove per la prima volta ho sentito la profonda ingiustizia che ci lega.

E tutto ció mi meraviglia 
tanto che se finisse adesso 
lo so io chiederei 
che mi crollasse addosso.

7 marzo 2012

Perché accadono le cose.

Mi chiedo fino a che punto sono disposta a volermi bene.
No perché, fin'ora non mi sembra di essermene voluta poi molto.
E non parlo di regali, vacanze, menate. Parlo di rispetto verso sé stessi.
Ho l'esaurimento nervoso. Dovrei fare qualcosa in merito anziché imbottirmi di medicine (una per la cervicale, una per l'insonnia, una per la tosse nervosa... basterebbe uno psicanalista e via tutto), uscire di più, non importa se in compagnia o meno, per riprendere fiato e staccarmi da tutto quello che mi pesa.

Dovrei mandare un sms per dire a qualcuno che, anche se è nel mio cuore più di qualsiasi altra persona sulla faccia della terra, anche basta che io sto male mentre lui un  po' pensa alla ex (dai lo so. E ti capisco.) e un po' pensa alla trombina (no, questa non ti capisco, la odio) e però alle cinque del mattino chiami me e dici ti manco e che stai male, ma come mai non chiami loro? Voglio dire, va bene l'amicizia sacrosanta, ma possibile che tu voglia chi non riesce a darti quello di cui hai bisogno e al contempo cerchi di continuo chi dici di non volere? Almeno, che ti voglio, io lo so e mi sembra di sbagliare di meno rispondendoti la notte. Anche lì, però: se non vuoi una persona come fai ad averci un rapporto così totale, e per di più ne sei attratto fisicamente? Dove sta il tassello che non vedo? Se sei convinto di avere un no categorico dentro, tutto il resto dovrebbe finire, ma non per adesso, per sempre. Non credo che tu al mio posto ci penseresti due volte a fare la cosa giusta per te, quindi, a che sto pensando veramente, io?

Dovrei prendermi una vacanza. Lo faccio. Ho solo da prenotare albergo e treno. Sì, lo so, che poi è tutto quello che devo fare. Ma vorrei essere sicura di non avere niente da fare e di non perdere dei soldi. I soldi sono sempre stati un grosso problema, di questi tempi poi non ne parliamo. Però è il mio compleanno tra poco e non mi faccio un regalo da non so più quanto. Lo faccio ai miei nervi, stavolta, il regalo. Li metto su un treno, cambio direzione, e vado a vivermi un po' di silenzio dove nessuno mi ricorda quanti errori ho fatto. Io e il sole (o la pioggia, non m'importa), l'aria diversa, un orizzonte che non conosco e nessuno intorno che mi impone orari, posti, mète, discorsi o quant'altro.

Ho un chiodo piantato nel cervello, un mal di testa che è seguito al vomito, che dura da dodici anni ogni tre - due - cinque anni (non ci facciamo mancare niente). Ma mi chiedo, se non hanno uno scopo, perché le cose accadono?


Nemmeno l'avessi scritta io.



Se un giorno tu
Tornassi da me dicendo che è stato un errore
Lasciarmi andare lontano lontano da te

Se un giorno tu
Parlassi di me dicendo che sono il tuo rimpianto e non riesci a dormire
Allora ti direi

Stavolta sarebbe per sempre
Non importerebbe niente se le parole tue mi hanno fatto male,
ma tanto vale che stavolta sia per sempre

Perché l’orgoglio in amore è un limite
Che sazia solo per un istante e poi
Torna la fame


Se un giorno tu
Sentissi che c’è qualcosa che non ti sai spiegare non ti lascia andare
Non chiedere a me.


Neghi la verità
Ora che non ti serve piangere
Puoi lasciarti cadere

Dimenticare non basterà

Ma illudimi che sia per sempre
Non importerebbe niente se le parole tue
Mi hanno fatto male,
Ma tanto vale che stasera non cedo a niente
Perché se perdo in amore perdo te
Che accendi il mondo per un istante e poi
Va via la luce.

E so che è stupido pensarti diverso da ciò che sei realmente
Di quello che ho dato non ho avuto indietro neanche quel minimo
Per cui valga la pena di star male mentre affoghi nei tuoi errori

E cerco di capire l’irrefrenabile bisogno di cercare amore
In quel terreno che è fertile neanche a morire
E invece di morire ho imparato a respirare

Per sempre le parole tue
Mi hanno fatto male, ma tanto vale che
Stavolta non dirò niente
Perché l’orgoglio in amore è un limite
Che sazia solo per un istante e poi
Torna la fame.



4 marzo 2012

Io sono forte.

E me lo ripeto sai, me lo ripeto di continuo da ieri. Io sono forte. Nessuno è mai morto per amore, anzi, si rinasce in fretta se si ama un po' anche sé stessi, però adesso piango, e ho gli occhi gonfi, e non posso davvero crederci che alla fine abbia messo a fuoco che o non ti vedo più e non ti tocco più e non ti bacio più, oppure io impazzisco ogni volta che qualche donna fa capolino nella tua vita.

Ci sono cose di me che non avevo ancora imparato. La prima è che non sono il tipo da relazioni da letto. E più in fretta me lo scrivo in faccia, meglio è. La seconda, che ho un legame troppo forte con te, e avrei fatto meglio a starti lontana quest'ultimo anno. Per quanto tu mi abbia salvata, per quanto sia stato bello averti un po', non ti ho avuto mai veramente. Prima c'era il fantasma (credo di capire cosa intendi con questa parola) della relazione conclusa dopo tanto tempo, poi è arrivato il fantasma della donna perfetta, che in quanto tale non è raggiungibile, si rende disponibile solo quando lo vuole lei, decide lei per te, e a te sta bene perché, che ti piaccia o no, ti ha fatto innamorare di nuovo, che tu lo abbia voluto o meno.
E so come ci si sente, quando ti manca qualcuno. So che vuol dire, ma permettimi, una relazione con un'estranea non è e non sarà mai paragonabile (sì lo so, non era questo che intendevi) con l'affetto che nutro per te da tanti anni. Si dice che ci sia una sola persona che si ama nella vita. Se la mia vita finisse domani, per me saresti tu. Mi è così chiaro oggi quanto ho fatto fatica a capirlo in tutti questi anni. E ci voleva di nuovo quella presenza-assenza che odio, la odio perché è l'ultima arrivata e fin'ora non ti ha dato niente, sei tu che hai dato tutto a lei, che l'hai aiutata, l'hai consolata, l'hai aiutata a traslocare, e lei comoda comoda torna quando vuole, e tu mi dici che quando lei riparte stai male. L'amore non è così, non deve esserlo, e non posso sopportare una donna che ti tratta come un paio di scarpe che mette quando le gira. Non credo alle lacrime di una settimana, non credo al colpo di fulmine, mi ha sempre ingannata. L'amore è costruzione, e se lei non vuole nemmeno mettere un mattone, ti prego, salvati adesso.
Io sono forte. Passeranno i giorni vuoti, passeranno le lacrime e il gonfiore agli occhi. Ricomincerò a respirare piano, giorno per giorno, sapendo che tu mi vuoi bene ma senza contare su questo bene, senza doverne prendere grandi boccate, senza il bisogno di sentirti accanto.

E un giorno riprenderemo da dove avevamo lasciato, spero, ognuno di noi felice della sua vita, separati in via definitiva e permanente, ma uniti per sempre dall'affetto che ci lega.

Sarò forte. Ma ho bisogno di imparare a non amarti più.

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