29 febbraio 2012

Flash updates

Ho appurato che della gente non mi fido, e che delle persone che amo mi fido con il tarlo.
Non so chi mi abbia ridotta in questo modo, né penso di volerlo davvero capire, perché potrei smontargli la casa a calci, visto che non riesco ad avere una relazione perché - probabilmente - rompo sempre troppo i coglioni e mi rigiro nelle mie stesse seghe mentali. Mi spiace anche che, a farne le spese nonché la prova del nove, sia sempre chi nella mia vita c'è, e  - per quanto non sia perfetto, voglio dire, per quanto sia umano - riesce a gioire, pur avendo il belino girato, se a me capita qualcosa di bello.

C'è da dire che è un po' che non gioisce.

28 febbraio 2012

Come si diventa Aspiranti Scrooge in dieci facili lezioni.

Le persone, sempre più spesso, giustificano l'improvvisa (ma sarà poi davvero così improvvisa?) trasformazione di un filantropo in un misantropo con la SPM. Non importa se ad accusarla è un maschio: con Sindrome PreMestruale si intende un'improvvisa follia apparentemente immotivata, un nervosismo che non appartiene al soggetto in questione e non ha motivo d'essere.

In realtà i filantropi si trasformano in misantropi quando si accorgono che, nella classifica  delle persone che dicono loro di essere speciali, si rendono conto che occupano il posto del Jolly o che, quantomeno, possono senza problemi essere rimpiazzati a seconda della priorità del momento, o dell'occasione (e l'occasione fa l'uomo e la donna ladri fino all'osso, non escludo nemmeno me stessa).
Accade tra amiche femmine, accade tra amici maschi (più raramente, i maschi hanno davvero un cameratismo che noi donne ci scordiamo, e non sono luoghi comuni. O meglio, lo sono in quanto veri), accade tra fidanzati e per par condicio anche tra fidanzate.

Chi non può testimoniare di non essersi sentito così almeno una volta nella sua vita? Chi può dire che si è sempre risolto tutto come se niente fosse?

Io di solito sono un tipo che risolve come se niente fosse; ma in realtà è calma apparente. Non mi piace litigare con nessuno, e se vedo che è più semplice fidarsi dell'altro e stare zitti, mi fido e sto zitta. E così, da quando sono sociale, raccolgo un numero annuale indefinito di gropponi in gola, che mando giù "con un poco di zucchero".
Perché le persone - PER ME - sono più importanti delle questioni sulle quali sono in disaccordo. E allora stringo i denti sperando di non scoppiare. Niente di più sbagliato. Meglio mandarsi a cagare cordialmente che esplodere come bombe atomiche radioattive che fanno fuori tutto, anche quel che c'è di buono. Non si cura un giardino radendolo al suolo con una molotof: vanno solo tolte le erbacce, per il resto è tutto un seminare, innaffiare e aspettare che crescano fiori e piante. Comunque, ad oggi mando a fanculo più spesso e con meno convinzione; e se succede avete la conferma che a voi ci tengo e che ho imparato la lezione.

Detto questo, ridimensiono però  le new entries molto più velocemente: se evito che in casa mia ci finisca  la talpa, folse qualcosa raccolgo durante la primavera.

Quanto a chi c'è già da tempo, posso dire solo una cosa: non serve dire a qualcuno che ti manca o che gli vuoi bene, per convincerlo che ti manca e che gli vuoi bene, soprattutto quando le carte in tavola vorrebbero cambiare a seconda delle pisciatine territoriali degli altri. I quali, a mio avviso, sono comunque sempre meno responsabili di coloro che hai accanto, ma possono altrettanto tranquillamente accomodarsi all'uscita principale.


Gli animali sono molto più sinceri degli esseri umani. Quantomeno, hanno le idee chiare. Credo che presto mi prenderò un gatto.

25 febbraio 2012

Cane grande abbaia a cane piccolo...

Fossi in voi leggerei QUI cosa è successo a un gruppo di blogger e al loro logo.

20 febbraio 2012

Intanto, nella casetta di marzapane...

Eh ma che palle che è diventato 'sto blog! Ebbasta letterine mielose!

Il fatto è che non ho nuove discussioni in canna.
Ho parlato di Sanremo, ma su Pepenero, ché si trattava di thread "etciù".
Mi fa male l'ex dente del giudizio. Ma per fortuna esiste il Brufen.
Il mio nuovo dentista è figo, ma è un dentista, quindi nisba.
Sono iniziati i corsi delle 22 il mercoledì: il che significa che io esco ancora più tardi dal lavoro.
A sanremo ha vinto Emma, comunque, e son tre anni che vincono gli Amici di Maria. Ora cerco l'indirizzo e vado a "c'è posta per te" per farmi trovare un lavoro, visto che è una benefattrice (ovviamente lo dico con tono ironico).
Credo che, non appena starò meglio, me ne scapperò di nuovo in toscana, a rompere i maròni al mio BFF (Best Friend Foreva), che però dài, è vero che finirà che parlo solo io continuamente, ma almeno porto il vino (mi pare onesto lo scambio!).
Sabato viene a trovarmi la mia amora Elena, che non vedo dal Genova GayPride. Ceneremo tutti insieme dal Paolone, finalmente una serata sociale, mi sto trasformando in una nonna, sempre davanti alla tv, con la coperta sulle ginocchia: prima la bronchite, poi passata e poi di nuovo bronchite, poi dente del giudizio... son tre settimane che la luce del sole la vedo solo nel tragitto casa-lavoro. Meh. A proposito, mi pesa tantissimo in questo periodo, e non solo perché ho tanto da fare. Secondo me la felicità nell'ambiente di lavoro è data da variabili che non c'entrano niente con il lavoro stesso. Tipo i colleghi (e per fortuna non ho nulla da ridire sui miei), la clientela (che certa la brucerei poco cristianamente), i problemi relativi agli scleri dei ragazzi (che, poverini, a volte ne hanno tutte le ragioni. Solo che, tu, come li aiuti, se i genitori non se ne preoccupano?) etc.
E nel frattempo Paolo Fox mi parla di trasferimenti, di novità lavorative, e non mi dice dove.
Non è mica corretto, eh.



19 febbraio 2012

Anima gemella

Sai, quando si sente dire "anima gemella" la gente pensa sempre alla coppia tradizionale, al matrimonio, alla vita insieme. Ma se ho capito una cosa, è che - anche se voglio, e lo voglio ti giuro - trovare tutto questo, io ho già accanto delle anime gemelle.

Tu. Tu sei per me un'anima gemella. In te trovo rifugio, comprensione, appoggio. Non ti aspetti di essere ripagato. Per questo lo faccio senza sentirmi obbligata, cerco di renderti tutto quel che mi hai dato in questi anni e che mi dai ancora, spontaneamente. Ti amo e te lo dico spesso, perché non dimentichi che lo dico sapendo bene quel che dico, e tu sai che cosa intendo con queste due parole.
So vivere senza di te, sopravvivo, ma sei una presenza costante e fondante di quel che sono, sei una parte di me. Ho un involucro sottile e insicuro, ho un nucleo morbido, è facile farmi sanguinare, è facile prendere tutte le mie incapacità di essere all'altezza delle aspettative altrui come egoismo. Qualcuno, tu lo sai, pur amandomi tanto non so se lo ha capito, ma non importa: io amo comunque a mia volta senza dar peso a cosa venga compreso e cosa no. Ho imparato ad andare oltre. Solo, a volte, mi arrabbio un po'. Ma poi passa. Passa sempre. Passa perché quel che conta è quel che resta dopo tutto questo.

Ti amo, forte, sempre, anima gemella.
Grazie per farmi sentire, ogni volta che ne hai occasione, quanto mi vuoi bene e quanto mi stimi, e quanto desideri che io ne sia consapevole, e quanto vorresti che qualcun altro se ne accorgesse e me ne desse prova tanto quanto me ne dai tu.

Ti amo, forte, sempre, anima gemella.
E non sei solo: io sono sempre accanto a te.

18 febbraio 2012

Inseguire i fantasmi





Mentre il dolore sul foglio è seduto qui accanto a me
Che le parole nell’aria sono parole a metà
Ma queste sono già scritte, e il tempo non passerà
E quando arriva la notte e resto sola con me
La testa parte e va in giro in cerca dei suoi perché;
Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà
La vita può allontanarci, l’amore continuerà.




Ah, se ti capisco bene. Ma, come dicevo: a volte un fantasma scompare per prendere vita con un'altra forma.

11 febbraio 2012

Pensieri Fallaci?





Forse non ero innamorata di te, o non volevo esserlo, forse non ero gelosa di te, o non volevo esserlo, forse m’ero detta un mucchio di verità e di menzogne, ma una cosa era certa: ti amavo come non avevo mai amato una creatura al mondo, come non avrei mai amato nessuno.
Oriana Fallaci - Un uomo


7 febbraio 2012

Bloggando s'impara (a star zitti).

Oggi ho capito una cosa fondamentale: se parli di fashion blog, prepara la piscina, i popcorn e la poltrona preferita per goderti la lotta nel fango tra femmine inferocite brandenti Birkin bags.

1 febbraio 2012

Spleen-der

La parola blog mi ha sempre ricordato (abbastanza stupidamente) il titolo di un film, "Blob", sottotitolo "il fluido che uccide", dove una massa gelatinosa aliena inglobava tutto ciò che incontrava, cose, animali e persone comprese. Si capisce com'è che Enrico Ghezzi abbia deciso di intitolare la sua trasmissione nello stesso modo. Però - tutto sommato - questa idea di cosone gelatinoso enorme che ingoia tutto quel che gli capita a tiro ci sta bene anche per il blog: in fondo, è iniziato tutto tra pochi eletti, per curiosità, per gioco, a volte per necessità di trovare un posto in cui potersi sfogare in forma anonima e ricevere qualche consiglio disinteressato, qualche pacca sulla spalla, seppure virtuale. Ora i blogger non si contano.
Così cominciai anche io a scrivere su un blog, e scelsi un titolo cupo, uno sfondo nero, pensieri scuri scuri come la notte, e un sacco pieno di paranoie e di rancore, e di rimorsi e incoerenze. E parole forse poco incisive, uno stile diverso, molto diverso da quello che ho acquisito con il tempo, scrivendo fino a consumarmi i polpastrelli. E piano piano questo luogo segreto, che qualche volta veniva trovato e spesso proprio dalle persone a cui volevo nasconderlo, diventava sempre più intimo, sempre più denso, una seconda casa necessaria, uno scampolo di normalità in un periodo che di normale non aveva nulla, neppure il dolore. Ho riempito quelle pagine elettroniche di nero per liberarmene e lasciarlo uscire, perché tenerselo dentro pesava davvero troppo. Fino al momento in cui, parola dopo parola, lettera dopo lettera, il mio cielo notturno si è schiarito, e ho visto un'alba che mi ha restituito un po' della vita e della speranza che temevo di non sentire mai più come un tempo, quando le cose erano semplici e ogni giorno nuovo qualcosa che mi spettava di diritto.
Solo allora, rinnovata e maturata, ho abbandonato quel luogo scuro, e sono arrivata qui, lasciando di tutto quel nero solo l'inchiostro, perché si incidesse vivo sulla pagina, finalmente, bianca.

Era il febbraio del 2004, quando ho scritto la prima parola su Splinder.

Mi piace pensare che anche tutti coloro che mi hanno accompagnata in quel viaggio, su quella piattaforma che oggi muore, abbiano avuto ognuno la propria alba da ammirare.
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