30 dicembre 2011

Wounds.

Ci sono dolori che non sono devastazioni di singhiozzi inarrestabili, ma che partono, sordi,  dal petto, e come un infarto emotivo danno dolore alle braccia, alle mani, alle dita, un dolore sommesso ma abbastanza forte, e ci si fa l'abitudine a sentirlo, e sembra che ci si conviva come una malattia cronica con quel dolore. Le lacrime non lavano fuori, lavano dentro, sono dolore liquido, spesso silenzioso e pacato, come un lago che sembra fermo, ma che sotto la superficie nasconde una vita invisibile a chi sta sulla riva.

2 commenti:

  1. A volte leggo i tuoi sempre splendidi post, e mi sembrano troppo intimi per lasciarti una parola, sai. Ma io so di cosa parli, capisco. Oggi voglio dirti che spero che quelle ferite di cui parli con l'anno nuovo si rimarginino, senza lasciare alcuna cicatrice. Un abbraccio Erika, col cuore!

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  2. @Miss Fletcher, grazie.
    Lo spero anch'io, ma ho l'impressione che dovrò conviverci ancora per un bel po'. Almeno fino a quando non riuscirò ad allontanarmi emotivamente da alcune situazioni. Sono stanca perfino di parlarne... Ormai mi sfogo solo piagnucolando come un'oca frignona.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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