La cosa che mi spaventa di più è perdermi.
In uno sguardo, in una situazione, in una rincorsa verso il muro (che prontamente mi offre epiche facciate).
Io mi perdo sempre moltissimo. Ma non nel modo in cui sarebbe sano farlo. Mi perdo dimenticandomi, dimenticando i miei obiettivi, la costruzione di me stessa. Sospendo chi sono, per cercare quel che voglio con bramosìa, per colmare vuoti.
E invidio, di quell'invidia che un po' è ammirazione, chi sa bene chi è più di quel che vuole.
Quando sai chi sei, hai sotto di te una rete fortissima che nessuno ti può togliere. E quello che desideri non è più qualcosa in cui perdere la tua identità, ma il completamento di essa.
Debbo tenerlo a mente, debbo portare questo pensiero sempre con me. Deve diventare la mia ancora, l'attracco indissolubile a me stessa.
3 commenti:
consigliata la meditazione :-)
L'ho letto più di una volta questo tuo post, da incornciare. Aggiungo un pensiero, alcuni credono di sapere chi sono, invece non è così.
Ti abbraccio, Erika!
:)
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