15 ottobre 2011

Lettera a un cuore inquieto.

Non sono romantica.
Non mi piace il rosa, anche se c'è stato un momento in cui giravo con i capelli di quel colore; anzi, a dire il vero io li vedevo rosso vino. C'è un motivo se non lavoro con i colori. Comunque, il rosa in linea di massima non mi piace.
Non vado al cinema per guardare film d'amore. Anzi mi infastidiscono e mi annoiano. Però l'amore mi piace, e far l'amore mi piace.
Sono una che quando è single sta bene, e quando sta con qualcuno si sente protetta senza trasformare il proprio partner nella sua sola ragione di vita.
Ho imparato a mettere le briglie ai sentimenti; se non vengono ricambiati io li trasformo in qualcosa di diverso, e positivo. Quando lo meritano.
Non mi piace credere al destino. La sola idea che "qualcosa" possa decidere per me sarebbe non solo accettare che esiste - cosa che non credo - ma anche esserne schiava.
Non accetto il pessimismo cosmico. Un tempo guardavo il mondo attraverso un velo nero. Oggi sono stanca. Ho capito che tutto dipende in buona dose da me e per il resto dal caso e dal caos. Io decido se fare entrare la luce. Certo, dipende quanto riesco ad aprire la porta. A volte la spalanco, a volte resta quasi chiusa. Ma questo non vuol dire che "prima o poi tutto finisce". Vuol dire soltanto che se finisce non era quel che faceva per me.

Più della mia solitudine, mi spaventa la solitudine delle persone a cui voglio bene.

"Tanto prima o poi finisce."
Un'immensa bugia, e se capita che te la racconti bene è perché hai paura che finisca davvero.
Eppure non vedi, ci sono legami che non riescono proprio a spezzarsi. Esistono, magari un po' mutano, ma resistono. E per quanto io odi il melodramma, i film d'amore, le fiabe a lieto fine, per quanto io preferisca il sangue, il sesso, il sogno e il mistero, per quanto rifiuti responsabilità e legami dei quali non vedo la fine, per quanto sia soggiogata dalla paura di sentire il fiato sul collo, te lo giuro: dipende in buona parte da te la vita, e da quanto riesci a non fartela scivolare addosso.

2 commenti:

  1. spero non finisca frainteso. Io in queste parole non c'entro nulla, se non nella prima parte. Per dire: il nero sta bene su tutti, sì, ma a volte è bene spezzarlo con un po' di colore.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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