29 ottobre 2011

Eppure, si poteva prevedere.

Quella che vedete nella foto è Monterosso.
Anzi. Era Monterosso.

Da piccola ci andavo con la zia, insieme a mio cugino, a giocare tra le pietruzze colorate che caratterizzano le spiagge del nostro bel levante, in Liguria. A me sembrava un luogo magico, perché i colori, i contrasti, nelle Cinque Terre sembrano accentuati da un sole che - a mia memoria - non è lo stesso in nessun altro luogo.


Ci sono tornata anni fa con un amore, a Monterosso. E mi era sembrata ancora più bella, ancora più romantica, ancora più magica. L'ho lasciata con la promessa di tornarci quando sarei stata felice.

E ora non esiste più.
È tutto cancellato dal fango, dall'acqua e dai detriti.
Il vecchio borgo è stato inghiottito dalla collina.
Via Roma è esplosa letteralmente.
Il diamante, che sembrava indistruttibile, si è frantumato sotto gli occhi di chi lo possedeva, trascinando con sè nella sua fine chi l'aveva scelto, e l'aveva chiamato "casa".

Nulla sarà mai come prima.
Non sarà mai più la Monterosso di cui conservo il ricordo.

La rabbia e il dolore si sommano al senso d'impotenza. In questo momento, tutta la Liguria sta piangendo il suo cuore collassato.

25 ottobre 2011

Aforismi

La vita è quella cosa che ti perdi mentre sei impegnata a raccogliere prove d'acquisto e prove d'amore.

22 ottobre 2011

BOOOM

(Prima di iniziare a leggere, prendere nuovamente le mazze di Tafazzi nella colonnina a destra)

Allora, in barba a quel che ho scritto fin'ora da quando sono nata, e cioè che al destino non ci credo, anzi, che mi rifiuto di crederci, vorrei aggiungere degli appunti elucubratori significativi a illustrare meglio come sto girata in questo periodo.

Anzitutto: fanculo alla sfiga, se non se ne va è perché c'è un motivo. Al 99.9% il motivo SONO IO. Ovvero: ma che cavolo ci guadagno a incapponirmi sulle cose? A insistere quando vanno SEMPRE MALE? A continuare a non vedere che se sono sfortunata è perché sbaglio strada? Ogni volta che inizio un progetto che mi piace i casini si moltiplicano. E voi direte "vabbè, ci sta, dài, è sempre così per tutti, ma poi..." ma poi una beneamata fava! È dal 2003 che cerco di battere una strada professionale e - SENZA MODESTIA - sono brava. Cazzo, sono brava! Eppure non riesco a cavarci un ragno dal buco! Forse in parte è perché non mi sono affidata alla gente giusta, ma ultimamente è sempre più grande la delusione che mi proviene dal settore, sempre più profondo lo sconforto e - non ultima, anzi - sempre più grande la sfiga! Che va dal non capirsi con chi dovrebbe guidarti, al ricevere offerte che fanno solo perdere tempo (e perderci tempo, infatti), alle email che non arrivano e ai soldi che non si vedono. Se ho sempre ricevuto facciate, è colpa mia. Se ho frequentato uomini che non mi hanno mai dato nulla in cambio, è colpa mia. Se mi sono fatta venire paranoie immotivate, è colpa mia. Se sono ancora in casa dei miei anziché vivere la mia vita, è colpa mia. Insomma, è tutto colpa mia, e il fatto di capirlo mi fa solo incazzare di più.

Detto questo, sono stanca. Stanca di non arrivare al punto; stanca degli alti e bassi lavorativi E sentimentali. Stanca di sentirmi continuamente delusa. Stanca di incontrare gente che mi fa sbadigliare. Stanca di apparire quello che non sono per motivi che non dipendono da me.

SONO STANCA. BASTA. Fermate tutto ché io voglio scendere e resettarmi il cervello.

21 ottobre 2011

"It's the end of the world as we know it"

Secondo Harold Camping, pastore visionario americano, oggi, 21 Ottobre 2011, dovrebbe essere la fine del mondo.

Vediamo la to do list:

  • truccarmi: non vogliamo mica assistere all'evento più fèscion del millennio con la faccia di Nosferatu.
  • andare a prendere un caffè da Arnold in Fiumara: voglio sapere almeno come si chiama il barista che m'attizza.
  • lavorare: oh, sia mai che non finisca, almeno ho uno stipendio da ritirare.
  • prendere a calci i piccioni urlando "MEEETAAAAAAAAAAAAA". Ho sempre sognato di farlo.
  • prendere a calci nanoidi maleducati urlando "MEEETAAAAAAAA". Vedi sopra.
  • comprare un cannocchiale (ma questo è perché ho un nuovo vicino).
  • Accendere il riscaldamento (cazz, si è messo freddo).
  • Comprare una bottiglia di Keglevic alla panna e fragola (se anche vomito sul parquet, tanto finisce il mondo e non occorre pulire.)
Se non mi sentite più, almeno sapete che è solo colpa dell'Apocalisse.

19 ottobre 2011

"Ubriacatevi!"

Questo è il post dove mi lagno della mia vita, e quindi avviso i lettori che le mazze di Tafazzi sono disponibili gratuitamente nella colonna laterale.

 Sento sempre più forte il bisogno di indipendenza. A volte mi chiedo come faccio a sopportare la situazione in cui sono, e non uscirci pazza tutti i giorni. Poi penso che è il lavoro che mi salva. Non l'amore, che non c'è, non gli affetti, ma il lavoro. Che mi afferra il cervello e mi distrae, mi possiede le sedi neuronali e mi aiuta a focalizzare il centro di me stessa sui successi, e non sui fallimenti. Non è nemmeno più la scrittura a darmi qualcosa, è diventata un peso. E questo perché ho sempre visto un fine, in quello che scrivevo. Ti fai il mazzo sì, ma per qualcosa. Butti del tempo sì, ma poi vieni ripagato. E ultimamente invece non ci sono progetti in cui credo. E senza un sentimento in quel che faccio, il mio lavoro si spegne e muore. Mi rimane il blog, che è sempre stato come andare dallo psicologo. Ma forse sarebbe un po' il caso di andarci veramente e risolvere certe lucide paranoie che a quanto pare non riesco ad affrontare.

 E poi tutto questo si scontra con un senso di solitudine che è ficcato dentro a fondo, da qualche parte, in un posto dove non si vede. È come un battito pungente, sordo e regolare, è un bisogno che sento non soddisfatto, e sto cominciando a sentire inutile anche qualsiasi tentativo di tamponarlo. Ho passato troppo tempo sentendo la mancanza della fisicità, del contatto, del calore. Ultimamente la fisicità l'ho recuperata, ma non basta più. Senza l'amore piano piano si muore. E io voglio vita, voglio calore, non una lapide con su scritto "però aveva rapporti parecchio soddisfacenti con persone che stimava a cui voleva molto bene". Insomma. Se proprio devo morire, almeno che ci sia scritto "amata compagna e amante". Cazzo, senti come suona meglio, emana calore. Per avere quell'epitaffio lì, però, bisogna che ti capiti qualcuno disposto a scrivertelo. Eh, qui viene il difficile. E poi io sono una che fa selezioni più strette di Bastianich (a proposito, stasera su Cielo c'è Masterchef... io me ne perdo un'ora ma voi che potete guardatevelo e poi passatemi le ricette). Questo è troppo nerd, quello è troppo magro, questo è simpatico ma non ha mai preso un libro in mano, quello è logorroico, quello fa cilecca, quell'altro invece sa cosa fare, ma che ci sia io nel suo letto o una qualsiasi è uguale. Non se ne esce. E quindi alla fine? Mantieni lo status quo finché dura. E l'inverno ti inghiotte. E prima o poi anche questo finirà e ho paura di scoprirmi impreparata nei confronti di me stessa. Di ricadere in una serie di insicurezze che solo adesso comincio a sentire di avere risolto. Voglio una rete. Un'alternativa. Una strada aperta. Una possibilità diversa. Una luce. Qualcosa che possa seguire con nuovo entusiasmo.

 E intanto, invoco la pace e l'oblio. Ci sarà un motivo, se il mio blog inneggia all'essere sempre sbronzi.

15 ottobre 2011

Lettera a un cuore inquieto.

Non sono romantica.
Non mi piace il rosa, anche se c'è stato un momento in cui giravo con i capelli di quel colore; anzi, a dire il vero io li vedevo rosso vino. C'è un motivo se non lavoro con i colori. Comunque, il rosa in linea di massima non mi piace.
Non vado al cinema per guardare film d'amore. Anzi mi infastidiscono e mi annoiano. Però l'amore mi piace, e far l'amore mi piace.
Sono una che quando è single sta bene, e quando sta con qualcuno si sente protetta senza trasformare il proprio partner nella sua sola ragione di vita.
Ho imparato a mettere le briglie ai sentimenti; se non vengono ricambiati io li trasformo in qualcosa di diverso, e positivo. Quando lo meritano.
Non mi piace credere al destino. La sola idea che "qualcosa" possa decidere per me sarebbe non solo accettare che esiste - cosa che non credo - ma anche esserne schiava.
Non accetto il pessimismo cosmico. Un tempo guardavo il mondo attraverso un velo nero. Oggi sono stanca. Ho capito che tutto dipende in buona dose da me e per il resto dal caso e dal caos. Io decido se fare entrare la luce. Certo, dipende quanto riesco ad aprire la porta. A volte la spalanco, a volte resta quasi chiusa. Ma questo non vuol dire che "prima o poi tutto finisce". Vuol dire soltanto che se finisce non era quel che faceva per me.

Più della mia solitudine, mi spaventa la solitudine delle persone a cui voglio bene.

"Tanto prima o poi finisce."
Un'immensa bugia, e se capita che te la racconti bene è perché hai paura che finisca davvero.
Eppure non vedi, ci sono legami che non riescono proprio a spezzarsi. Esistono, magari un po' mutano, ma resistono. E per quanto io odi il melodramma, i film d'amore, le fiabe a lieto fine, per quanto io preferisca il sangue, il sesso, il sogno e il mistero, per quanto rifiuti responsabilità e legami dei quali non vedo la fine, per quanto sia soggiogata dalla paura di sentire il fiato sul collo, te lo giuro: dipende in buona parte da te la vita, e da quanto riesci a non fartela scivolare addosso.

7 ottobre 2011

Del "come" le donne lo fanno

Stavo leggendo un interessante articolo sulla nascita del porno svedese femminile grazie a Erika Lust e Mia Engberg (e poi mi chiedete perché mi sono scelta un corso di laurea in lingue nordiche), che hanno iniziato l'attività di regista hard per dimostrare che il punto di vista di una donna nel sesso è più intenso, fantasioso,  coinvolto e soprattutto slegato dalle convenzioni del genere, senza per questo sembrare meno eccitante anche agli occhi di un uomo.
Non ho visto i suddetti cortometraggi, ma tutti ne parlano come di grandi rivelazioni.
E allora mi sono messa a pensare (a volte accade). E in effetti se alcuni uomini ci affrontano - come dire - un po' alla loro maniera (che il più delle volte inizia già con una mano in mezzo alle gambe, cosa che non sempre significa assicurarsi un coinvolgimento immediato) un po' è colpa nostra che non parliamo tanto (non vale per tutte, già, ma io mi riferisco a quelle che "subiscono" e dopo però si lagnano) di quello che ci piacerebbe a letto. Eppure quando una donna scrive di erotismo, è inequivocabile. L'amplesso perfetto prende tempo per le mani e per gli occhi. Certo, la formula "ti sbatto al muro" va benissimo, capiamoci. Non è che la donna perché è donna non provi piacere nell'essere spalmata alla parete. ANZI. Personalmente, per esempio, gradisco molto. Però anche quello, se consumato dalla fretta, potrebbe mancare di quella dose necessaria di erotismo che fa la differenza: c'è modo e modo di rigirare una femmina contro il muro. Al contrario dei maschi, per i quali la zona erogena è una soprattutto e dunque si va dritte alla mèta senza fallo (be', proprio senza...), noi potremmo dire che tutto il nostro corpo è una zona erogena. E allora benvengano baci scivolati sulla schiena, carezze che risalgono piano piano le gambe, labbra che ci sfiorano sul collo, magari proprio contro il muro (awww). E poi quel che deve essere fatto, intendiamoci, anche con una certa decisione, ché ci piace quando il maschio ci dice di essere maschio anche alla sua maniera. Da parte nostra, invece,  è necessario capire cosa fa "scattare" l'immaginario erotico al partner. Che so: autoreggenti, un reggicalze, un tacco, un cinturino che metta in evidenza la caviglia, una scollatura che riveli e non riveli, l'arricciatura di una gonna... le possibilità per noi fanciulle sono molteplici, possiamo giocare molto e divertirci a nostra volta: sentirsi sexy è il primo passo per un'esperienza soddisfacente. Non c'è più bel complimento di sentirsi dire "sai cosa piace a un uomo". Eeeeh ragazze?

Bene, ora che ho stilato la compilation mi serve un po' una doccia fredda... mannaggia agli svedesi! Ma sono certa che dei consigli di una donna, un uomo che è anche un buon amante sa fare grande tesoro.

(mi aspetto commenti maschili in merito, dateci la chiave delle vostre fantasie!)

2 ottobre 2011

Del perché le altre non rompono.

È piuttosto facile non rompere i coglioni a un uomo, quando si provano le stesse cose.

(detto questo, detto praticamente tutto, e comprende anche la beata indifferenza)

Altra comunicazioncina importante

... mentre noi stiamo pensando al caffettino domenicale, e giornali e telegiornali ci aggiornano sulla moda autunnale, a BROOKLYN ieri notte (per noi) è successa QUESTA COSUCCIA QUI.

No, tanto perché si sappia.

Altre info qui.

OTTOBRE per la salute della donna

OTTOBRE è iniziato, ed è il mese della prevenzione del cancro al seno.


Durante il mese di ottobre i 395 punti Prevenzione (Ambulatori) LILT, la maggior parte dei quali all’interno delle 106 Sezioni Provinciali della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, saranno a disposizione per visite senologiche e controlli clinici strumentali GRATUITI.


Per conoscere giorni e orari di apertura dell’ambulatorio LILT più vicino, in cui effettuare anche esami di diagnosi precoce e controlli, si può chiamare il numero verde SOS LILT 800-998877 o consultare i siti www.nastrorosa.it o www.lilt.it dove saranno pubblicati anche gli eventi organizzati nelle varie città italiane nel mese di ottobre.


Per le prenotazioni delle mie concittadine genovesi è attivo il numero 010/2530160.


Inoltre, sul sito Nastro Rosa, potrete "regalare" alle vostre amiche più care, insieme al promemoria delle due visite di controllo annuali, anche diverse chicche riguardanti make up e bellezza. Come dire, uniamo utile a dilettevole! 


Donne, spargete la voce e prendete appuntamento per la visita!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...