25 settembre 2011

The Eternal Sunshine of the broken heart.

Sì, ha rotto il cazzo questo film, lo dico da anni, lo dico con astio, lo dico per dirmelo.
Eppure qualche volta prendo e lo riguardo, ci rimugino e mi infastidisco, penso e ripenso.

Se devo essere sincera, la cosa che non sopporto di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" è il finale.
Tutto il resto del film c'è, è nel binario giusto, racconta le trasformazioni naturali delle relazioni, anche quelle fisiche: amare un sorriso e poi trovarlo viscido, adorare tinte per capelli sulla chioma della fidanzata per poi, dopo anni, pensare che siano il simbolo della sua insopportabile irrequietezza, amare - o pensare di amare - la disponibilità di qualcuno per poi ritrovarsi ad avercelo davanti e pensare "dio! quanto ti prenderei a schiaffi!". Sono tutte cose banali e concrete, banali e comuni, per questo banali, ma vere.

Il finale però, il finale mi infastidisce.

Perché io vorrei che l'amore fosse lucidità soprattutto, ragione soprattutto, consapevolezza soprattutto, e invece è maledetta emotività, incoerenza, irrazionalità. Un'altra banalità.
Odio tutto questo, perché non è sotto il mio controllo. Odio avere amato persone che non si sono meritate un grammo del mio amore, e odio vedere amiche che stanno male per colpa di egocentrici narcisi o di uomini immaturi, o amici che provano drammi nel separarsi da donne che praticamente non conoscono nemmeno.
Odio questo perché mi ricorda che l'amore è irrazionale e che prima o poi inguaierà anche me.
Inutile constatare che esiste - perché ESISTE - un amore differente, sedimentato, solido, fatto di ciò di cui ho bisogno; perché è solo parte di tutta la storia, manca sempre quella maledetta dose di follia che manda fuori il cervello, lo riempie di percorsi che lucidamente non ci sogneremmo mai di intraprendere, mina il nostro equilibrio.

Mi fa paura quel finale, perché è un suicidio annunciato.
Eppure, il senso di tutto è quell' "ok" pronunciato da Joel, quella resa del cervello sulla follia che abbiamo chiamato amore, che forse non è che un fatto chimico, ma che ci fa alzare la mattina senza la voglia di buttarci sotto a un treno per Montauk.

2 commenti:

  1. Erikina... ho linkato il tuo blog sul mio.
    Faresti lo stesso sul tuo per favore?
    ciao!
    Joanlui

    RispondiElimina

Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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