1 settembre 2011

Come scegli di vivere?

Ho sempre creduto che dire cosa passa per la testa (o per il cuore) fosse un autogol tipo quello di Agger agli ultimi mondiali, che tu sei lì che impotente guardi te stesso ficcare la palla nella porta sbagliata, e ti viene da dire "nooo ma allora sono proprio idiota!!!", mentre la tua squadra si dispera e pensa che con te è una battaglia persa, sei proprio scemo, e anche gli avversari non ci credono e hanno il mento che striscia per terra per la sorpresa.
Forse è davvero così, sono tutti autogol in verità, forse si sta a galla per la freddezza a questo mondo, per la forza, per la resistenza, ma io dico, ma de che? Mi domando, ma de che, perché mai dovrebbero essere queste le regole, perché la freddezza e la decisione dovrebbero averla vinta sull'umanità, il calore e l'imperfezione, cazzo io voglio una roba che si sgualcisca a guardarla, voglio vivere con i capelli fuori posto e il trucco sbavato, con le cicatrici in vista e dire quello che provo, anche se non ci capisco un cazzo, anzi magari ti dico anche che non ci capisco un cazzo, sono fatta così (l'ho fatto giusto ieri e non mi pento: non ci capisco un cazzo!); e non chiedo nulla, perché "è la vita", e la direzione non la scelgo io, se non per me stessa. Ma perché cazzo allora esiste il caos, a 'sto mondo?
Mi rifiuto di bluffare come a poker. I sentimenti sono qualcosa di prezioso, anche quando non li capisci, ti fanno stare male, e ti tolgono il sorriso. O te lo regalano e non ti ci vuole, o non sai perché. Ma ci sono, cavolo. E mica puoi fare finta che tutto va bene, e dire che ti va bene tutto, perché non è così, e prima o poi ci esci di testa. Puoi decidere di farti andare bene tutto. Ma almeno dire a sé stessi che è una scelta obbligata, ecco, magari non ti salta il tappo.
O sì. Ho sentito giusto adesso, con chiarezza, un "POP".

3 commenti:

Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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