27 settembre 2011

Reblog

Ho trovato questa cosa, e sento proprio che la debbo pubblicare.


"mi avevi assicurato che non era un problema/che ti andava bene” non è una giustificazione.
le persone non sempre sono in grado di dirti di cosa hanno bisogno e di cosa hanno paura, perché a volte non lo sanno e non lo ammettono neanche con sé stesse.
le persone non sempre hanno il coraggio di dire quello che sanno.
le persone, se dici di volergli bene, devi avere i coglioni per proteggerle.
e a volte proteggerle significa ignorare quello che dichiarano e guardare oltre le parole.


© Laura KoAn

25 settembre 2011

The Eternal Sunshine of the broken heart.

Sì, ha rotto il cazzo questo film, lo dico da anni, lo dico con astio, lo dico per dirmelo.
Eppure qualche volta prendo e lo riguardo, ci rimugino e mi infastidisco, penso e ripenso.

Se devo essere sincera, la cosa che non sopporto di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" è il finale.
Tutto il resto del film c'è, è nel binario giusto, racconta le trasformazioni naturali delle relazioni, anche quelle fisiche: amare un sorriso e poi trovarlo viscido, adorare tinte per capelli sulla chioma della fidanzata per poi, dopo anni, pensare che siano il simbolo della sua insopportabile irrequietezza, amare - o pensare di amare - la disponibilità di qualcuno per poi ritrovarsi ad avercelo davanti e pensare "dio! quanto ti prenderei a schiaffi!". Sono tutte cose banali e concrete, banali e comuni, per questo banali, ma vere.

Il finale però, il finale mi infastidisce.

Perché io vorrei che l'amore fosse lucidità soprattutto, ragione soprattutto, consapevolezza soprattutto, e invece è maledetta emotività, incoerenza, irrazionalità. Un'altra banalità.
Odio tutto questo, perché non è sotto il mio controllo. Odio avere amato persone che non si sono meritate un grammo del mio amore, e odio vedere amiche che stanno male per colpa di egocentrici narcisi o di uomini immaturi, o amici che provano drammi nel separarsi da donne che praticamente non conoscono nemmeno.
Odio questo perché mi ricorda che l'amore è irrazionale e che prima o poi inguaierà anche me.
Inutile constatare che esiste - perché ESISTE - un amore differente, sedimentato, solido, fatto di ciò di cui ho bisogno; perché è solo parte di tutta la storia, manca sempre quella maledetta dose di follia che manda fuori il cervello, lo riempie di percorsi che lucidamente non ci sogneremmo mai di intraprendere, mina il nostro equilibrio.

Mi fa paura quel finale, perché è un suicidio annunciato.
Eppure, il senso di tutto è quell' "ok" pronunciato da Joel, quella resa del cervello sulla follia che abbiamo chiamato amore, che forse non è che un fatto chimico, ma che ci fa alzare la mattina senza la voglia di buttarci sotto a un treno per Montauk.

24 settembre 2011

De André e l'eterno ritorno della storia.

"E quando ti troverai in mano
quei fiori appassiti al sole
di un aprile ormai lontano
li rimpiangerai.
E sarà la prima che incontri per strada che tu
coprirai d'oro per un bacio mai dato,
per un amore nuovo."

17 settembre 2011

Bollettino (anche medico)

Dunque, arriva un momento in cui ti fai delle domande, soprattutto perché hai gli anni di Cristo (27, ovviamente), e ti chiedi come sia possibile che capitino tutte a te. In ordine sparso:
- ho una collana di chiazze rosse, colpa di una collana vera contenente una dose da elefanti di nichel. Dire che sembro Tom Hanks in Philadelphia col sarcoma è un eufemismo.
- l'orecchio sinistro ha deciso di farsi le vacanze a spese mie: otite catarrale acuta, relativa sordità precoce e bombardamento di cortisonici. Sono diversamente fortunata.
- i miei fans prima si palesano, poi scompaiono.
- l'1% dei miei ex invece mi chiama perché si ricorda che ho la visita dall'otorino e poi s'incazza più di me perché sono sfigata,  e per rimarcare il concetto mi sbraita nell'orecchio buono "e che sfiga! e ma che sfiga!". Però, fa piacere. Per la cronaca, il restante 99% continua a farsi i cazzi suoi (e ringrazio anche per questo, altrimenti non sarebbero ex).
- la mia migliore amica, insieme alla memoria, perde anche i numeri di telefono. La chiamerò Nokia N95.
-Manuel Agnelli si traveste da cantante degli Operanoire misto a Piton misto a Renato Zero e va a fare concerti all'Estragon, seguito dalla mia "fidanzata" ninja.
- La Arcuri "resiste" a Berlusconi. Io sono anni che resisto a Johnny Depp e nessuno si è mai complimentato, tzé!

Ultimo ma non ultimo: qualcuno troverà nei suoi referrer "merda cobalto" e si chiederà "...perché?". E il perché lo sapremo soltanto in due (portandoci il segreto nella tomba). 


11 settembre 2011

"Et maintenant nous sommes tout seuls".


C'est le malaise du moment,
L'épidémie qui s'étend,
La fête est finie, on descend,
Les pensées qui glacent la raison.

Paupières baissées, visages gris,
Surgissent les fantômes de notre lit;
On ouvre le loquet de la grille
Du taudis qu'on appelle maison.

Protect me from what I want
Protège-moi, protège-moi

Sommes-nous les jouets du destin
Souviens-toi des moments divins
Planant, éclatés au matin,
Et maintenant nous sommes tout seuls.

Perdus les rêves de s'aimer,
Le temps où on avait rien fait,
Il nous reste toute une vie pour pleurer
Et maintenant nous sommes tout seuls.

Protect me from what I want
Protège-moi.






Non vedere chi ci ama davvero è la cosa più triste che possa capitarci.

10 settembre 2011

got the muse in my head she's universal



"We're a couple, when our bodies double..."

9 settembre 2011

Quello che conta davvero.

Una volta pensavo che la bellezza fosse l'unico potere in grado di tenere legate le persone a sé. Vedevo intorno a me uomini e donne bellissimi che erano sempre quelli che lasciavano, quelli che decidevano, quelli che sceglievano. Gli esseri umani cercano il bello, vogliono il bello, pensavo, e io non sono bella, non oggettivamente; chiaro, piaccio anch'io, ho avuto dei ragazzi affascinanti, ma non sono "bella" tout court. Vorrei essere bella, mi dicevo, perché in fin dei conti comprensiva lo sono già, sì certo, ho i miei difetti grandi, sono permalosa, orgogliosa, m'incazzo di un niente spessissimo, ma sono una buona compagna, sostengo, mi dedico, ascolto, consolo quando e se necessario, ci sono. E mentre pensavo queste cose, e mi ripetevo che erano importantissime nella costruzione di una relazione, c'erano queste donne belle, ma stronze dentro, ma proprio stronze dentro, che a volte è capitato si prendessero anche i "miei" uomini, a volte solo con la testa a volte se li portavano proprio a letto, e facevano fare loro di tutto, e li trattavano come se fossero Miss Italia al galà, e io che non sono mai stata uno zerbino pensavo che piuttosto che stare con uomini così, meglio cessi pesanti, ma con le palle. A me, fondamentalmente, della loro bellezza non me ne fregava un accidente. Mi piacevano perché mi facevano ridere, perché mi guardavano col cuore e non solo con gli occhi, perché mi ascoltavano, perché mi capivano e mi stavano accanto, per tutte quelle cose, insomma, che io davo a loro.

Poi ho conosciuto una donna davvero bella, alta, affascinante, di quelle che di solito scelgono, decidono, lasciano, ma non stronza, per niente stronza, anzi, proprio intelligente, colta, brillante, e questa donna però soffre come un cane perché il suo uomo (che è normalissimo e io aggiungo anche un po' noioso) non si decide, nel frattempo si scopa le stronze, ma quelle veramente stronze, e da lei prende il resto: la comprensione, la protezione, l'amore.

Troppo comodo, così.

Ecco e io penso che no, non è la bellezza, è la freddezza ad avere la meglio sulla comprensione e sull'amore, ho sbagliato tutto; e penso che si debba cessare di offrire comprensione, protezione, amore, perché non frega a nessuno di scegliere davvero se può averle da te continuando a trovare però uomini/donne belli e stronzi che decidono al posto suo e la fanno passare come una decisione a due, e non si curano se poi sta male. Perché la verità è questa. Se vuoi davvero bene a qualcuno non lo fai soffrire, non lo usi perché tanto a te viene comodo. Piuttosto ci passi, da stronzo/a, e ingoi quello che provi; ma non lo sei davvero.

Il resto si chiama solo egoismo, e con l'amore e l'affetto (lo dico anche a me stessa) non ha proprio nulla a che vedere.

8 settembre 2011

Figure retoriche

Io: ho trovato in effetti una cosa in cui sono proprio tanto, tanto, tanto brava. Ma non posso trasformarla in una professione senza dare un dispiacere ai miei (e la risposta è:)

Divor Hodor: La portavoce del PDL?

6 settembre 2011

Mettimi come sigillo sul tuo cuore

Il momento in cui fai luce in ogni punto oscuro e ti rendi conto di come stanno le cose, è molto vicino alla magia. Somiglia a quando Sesamo si spalanca all'incantesimo per fare entrare Alì Babà, è epico.


Ho detto che l'amore è un pacco. 
Ho capito che l'amore è un pacco solo se si ha paura che sia definitivo.
Solo se, molto dentro di sé, si sa perfettamente - e non si vuole ammettere - che se si dice sì, potrebbe essere un sì senza ritorno.
Ecco, allora, dove sta il vero pacco. Nel gettare via la sicurezza di una felicità difficile da digerire perché fa paura sapere di non poter tornare indietro.

Ne "L'Odissea", Penelope inizia a tessere la tela in attesa che Ulisse smetta di cedere alle Sirene, pur sapendo che ci saranno sempre nuovi canti, nuove tentazioni.
Smette di raccontarsi fiabe e di tessere, Penelope, quando capisce di non aver paura del destino. E allora sceglie i Proci, e nel frattempo con essi s'intrattiene.

Le eroine di Omero erano meno fesse di quel che sembravano: avevano solo capito che si può fuggire tutta la vita dall'eternità, ma almeno in punto di morte bisognerà pure farci i conti. Nel frattempo, meglio darla via.

E Ulisse, poi, alla fine torna.

(Va bene, è vero, poi riparte perché la curiosità è più forte della sicurezza. Peccato che ci muoia, a cercare le novità.)


a Elena, che merita la sua mela d'oro.

5 settembre 2011

When I look and I find, I still love you.




Ciao Freddie.

2 settembre 2011

Gli scandinavisti mettono i puntini sulle a (ä)

Soprattutto in quest'ultimo periodo, mi piace ricordare.
È il ricordo che definisce i contorni delle persone.
E allora mi capita, pensando ai tuoi contorni, di ricordarti.

Per esempio, ricordo la tua macchina rossa, che sbandava a ogni colpo di vento in autostrada. Alla guida hai ancora quella faccia concentrata e un po' incazzosa, e mi piace.

Ricordo quel fotografo all'Expo che ci ha fregati facendoci una foto e poi obbligandoci ad acquistarla. Ma sono felice di averla comprata, perché non ho foto con te, se non quella, e un'altra scattata quando ancora non stavamo insieme. È poco, e mi dispiace non averti vicino nemmeno su pellicola.

Ricordo il vino bianco, e i miei capelli ROSA (forse sarebbe meglio dimenticare).

Ricordo che tu mi dicevi: "secondo me Davide ti punta" e Davide mi diceva che mi puntavi tu. Di due non siete riusciti a farne uno. Nominations all'Oscar come se piovesse!

Oppure ricordo la sabbia nelle scarpe, e tu che mi prendi in giro perché non riesco a stare a galla... è strano come ancora oggi quella giornata sia per me stranamente bella e terribile al tempo stesso. Tu mi hai vista soltanto ridere, però; non hai visto le lacrime, una volta tornata a casa, che non riuscivo a fermare, non mi hai sentita dire a mia madre che avevo la sensazione che ci fosse un'ingiustizia profonda tra noi, e non mi hai vista lasciare il cibo nel piatto per un mese, e forse non te l'ho nemmeno mai detto che ho sofferto come un cane e che a pensare che non fossi innamorata di te e che non lo sia mai stata sei soltanto tu. Dio, se mi ha fatto male perderti. Da quel momento in poi, ancora oggi, ti ho diviso con troppa gente. Ma forse a quell'età non si può parlare d'amore, e basta.

D'altra parte invece a trent'anni si può dire a qualcuno che si ama, e lasciare che torni tra le braccia di un'altra come se niente fosse.

Quel senso profondo d'ingiustizia, in verità, non so tu, ma io lo percepisco ancora.


1 settembre 2011

Come scegli di vivere?

Ho sempre creduto che dire cosa passa per la testa (o per il cuore) fosse un autogol tipo quello di Agger agli ultimi mondiali, che tu sei lì che impotente guardi te stesso ficcare la palla nella porta sbagliata, e ti viene da dire "nooo ma allora sono proprio idiota!!!", mentre la tua squadra si dispera e pensa che con te è una battaglia persa, sei proprio scemo, e anche gli avversari non ci credono e hanno il mento che striscia per terra per la sorpresa.
Forse è davvero così, sono tutti autogol in verità, forse si sta a galla per la freddezza a questo mondo, per la forza, per la resistenza, ma io dico, ma de che? Mi domando, ma de che, perché mai dovrebbero essere queste le regole, perché la freddezza e la decisione dovrebbero averla vinta sull'umanità, il calore e l'imperfezione, cazzo io voglio una roba che si sgualcisca a guardarla, voglio vivere con i capelli fuori posto e il trucco sbavato, con le cicatrici in vista e dire quello che provo, anche se non ci capisco un cazzo, anzi magari ti dico anche che non ci capisco un cazzo, sono fatta così (l'ho fatto giusto ieri e non mi pento: non ci capisco un cazzo!); e non chiedo nulla, perché "è la vita", e la direzione non la scelgo io, se non per me stessa. Ma perché cazzo allora esiste il caos, a 'sto mondo?
Mi rifiuto di bluffare come a poker. I sentimenti sono qualcosa di prezioso, anche quando non li capisci, ti fanno stare male, e ti tolgono il sorriso. O te lo regalano e non ti ci vuole, o non sai perché. Ma ci sono, cavolo. E mica puoi fare finta che tutto va bene, e dire che ti va bene tutto, perché non è così, e prima o poi ci esci di testa. Puoi decidere di farti andare bene tutto. Ma almeno dire a sé stessi che è una scelta obbligata, ecco, magari non ti salta il tappo.
O sì. Ho sentito giusto adesso, con chiarezza, un "POP".
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