16 agosto 2011

Message in a bottle

Sento il bisogno di sfogarmi un po' su una questione delicata.
Qualcuno potrebbe prenderla male (quel qualcuno mi legge, ma sa anche come la penso in merito, e chissà che non contribuisca a fargli sentire per l'ennesima volta che ha lanciato dalla finestra la sua vita), ma se non butto fuori tutto oggi ci vado sotto.


Dieci anni fa io avevo un fidanzato con un bel problema con l'alcool.
Siamo stati insieme in tutto un annetto e qualcosa, e per i primi sette-otto mesi tutto sembrava filare liscio. Ero giovane e felice: forse per la prima volta e anche l'unica nella mia vita. Anzi, ero talmente felice e provavo un sentimento talmente forte, che a volte mi trovavo a frignare di gioia, perché è bello, è proprio bello amare qualcuno in questo modo totalizzante. L'avevo conosciuto durante una serata in un locale di Genova che oggi non esiste più, ma nel quale si ballava rock e dal quale sono partite amicizie che ho conservato per anni. Questo ragazzo - di base - è un buono: è molto empatico, disponibile, brillante, con un bell'umorismo.  Per me era anche affascinante, e anche se non si può dire fosse un oggettivo figùn, così lo vedevo io. Quando beveva, però, diventava un altro, il suo gemello insensibile, stupido, ottuso e maleducato.

Durante quel tipo di serate l'alcool scorre a fiumi. È difficile capire che non tutti, però, la vedono come una situazione sporadica e temporanea, uno sfascio che dura una notte e poi tutto normale. Ripensando alla me stessa di quel periodo vedo una ragazzina, un'ingenua, e l'ingenuità è imperdonabile. Sta di fatto che un po' lui mi aveva accennato che avrebbe potuto farmi soffrire per via dell'alcool, ma io tra me e me pensavo "la fa un po' grossa, non è così terribile se qualche volta beve un bicchiere di troppo". Io, poi, mi regolavo, l'ho sempre fatto, non sono mai stata incline alle dipendenze, di nessun tipo, e quindi mi veniva proprio difficile immedesimarmi in una persona più debole di me. Dopo qualche mese mi sono accorta, però, che questo ragazzo beveva anche quando non c'erano situazioni "sociali". Addirittura, spesso stappava birre a metà mattina. Quando il problema mi si è chiarito davanti agli occhi ho capito che ormai c'era dentro fino al collo e a nulla sono servite comprensione, rabbia, esortazioni a parlare con qualcuno. Per qualche tempo mi dava retta, poi tutto come prima. La storia non è finita per quel motivo, ma secondo me ha pesato tanto nella nostra infelicità ma soprattutto nella sua. E anche oggi, quando vedo coloro che dovrebbero essere i suoi migliori amici scherzarci su e mettergli un "like" su facebook quando lui aggiorna status del tipo "quando tutto va male l'unica cosa che consola è la vodka", io mi incazzo come una biscia. Si è perso, e non so se avrà mai la forza di ritrovarsi, considerato che tutti se ne sbattono se lui si autodistrugge perché non riesce a dire "ok, basta, non ce la faccio da solo".

Di tutte le dipendenze "leggere", l'alcool è la più subdola, la più infingarda. Si comincia dal far fuori la classica bottiglia di vino in due, e se non si sta attenti le bottiglie diventano due, magari tre, prima una volta a settimana, poi due, poi tre, poi non ti ricordi che hai fatto il giorno prima e ti ritrovi con un problema serio che nemmeno sai più come e perché è cominciata.

Io non ce la faccio a vedere altre persone che amo e che per me sono importanti lasciarsi andare. L'ho già fatto una volta, non sono riuscita ad aiutare quel ragazzo, perché nessuno si lascia salvare se non vuole. Ma non si può avere più fiducia e più rispetto per una bottiglia che per una persona. Gli amici ci sono per parlare, per condividere i pesi e per supportare. E quanto più si sa che ci sono, e che sono amici veri, tanto più bisogna ascoltarli. Solo questo, per prima cosa: aprire le orecchie, pensare.

Io spero che questo messaggio arrivi dove deve arrivare.
E spero anche che un po' faccia riflettere tutti.
Pensateci. Il peggio che può capitarvi, è finire a piangere a singhiozzo su una spalla amica anziché vomitare in un cesso.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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