18 luglio 2011

Tempus fugit

"Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia."

Che hai tra le mani?

C'è il tuo viso, sul quale strade nuove si sono disegnate, e i tuoi capelli, che si sono riempiti di fili bianchi; e c'è il tuo corpo che è diverso, le tue labbra che sono all'ingiù, un po' per rassegnazione un po' perché ti manca sempre qualcosa; e invece un tempo eri tutto verso l'alto, verso il cielo, in cerca di nulla se non di una giornata serena, il sole, il sale sulla pelle, e magari buona compagnia.
Come cambiano le prospettive crescendo, invecchiando, anche quando ti sembra di essere sempre lo stesso. Ma c'è questa novità che guardandoti allo specchio la superficie riflette più che la tua immagine: ti restituisce l'aspetto della persona che sei diventato dentro, se guardi dritto nei tuoi stessi occhi. Via il sole, via il sale, ci sono i solchi di una vita non vissuta, e la delusione di ciò che non sei riuscito a essere.
Eppure non lo avresti detto che ti saresti guardato così, con compassione, con pena.
Eppure... così è.
Il tempo è una moneta che diventa sempre più cara; spesso abbiamo le tasche bucate, e nemmeno ce ne accorgiamo.

1 commento:

  1. sarà la mia innata positività ma sono più per la seconda strofa "chi vuol esser lieto sia " :) Un po' lieti lo si può essere, no ? ;) un abbraccio! enrica

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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