16 luglio 2011

Betwixt mine eye and heart a league is took*

Della notte in cui ti ho conosciuto ricordo i tuoi occhi.
Ho pensato subito che erano trasparenti, puliti, profondi, e che non eri uno che passava per caso.
Mi hanno sorriso prima delle tue labbra, hanno riconosciuto i miei.
Ho questa immagine di te, con le mani in tasca, che arrivi alla stazione e mi sorridi, con gli occhi.
Di lì a poco ci saremmo ritrovati in un film: arriva l'eroe che prima ti affascina, poi si avvicina, poi fuori succede il finimondo, e allora ti prende per mano e ti salva. Eri un perfetto sconosciuto e io mi sono lasciata salvare da te, che mi hai portata al sicuro, e quando finalmente ci siamo seduti e abbiamo sospirato - un po' per il freddo, un po' per la corsa che abbiamo fatto evitando la gente molesta - e abbiamo aperto la nostra bottiglia, e abbiamo dato un sorso soltanto perché ci siamo messi a chiacchierare, e poi ci siamo voltati e la bottiglia era già sparita, ecco, io in quel momento mi sono sentita a casa. Eri già da qualche parte dentro di me, senza scossoni, pacato ma deciso, ti sei guadagnato subito il tuo spazio. Di quella notte che sembrava fatta su misura nonostante lo spavento, io ricordo soltanto te e i tuoi occhi, e quella casa di sconosciuti che ci ha dato riparo per un po', il vino che abbiamo versato nei bicchieri, il treno del ritorno, che era zeppo e pieno di confusione, la tua spalla che mi faceva da cuscino.
Quando sull'autobus in attesa di partire mi sono seduta, ho pensato solo "come sarebbe tutto perfetto, se tornasse indietro e venisse con me" e tu l'hai fatto.

Avevamo già il potere di parlarci senza dirci niente.


* W.Shakespeare, sonnet 47

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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