31 luglio 2011

"Save me"

È già passata più della metà di questo 2011, e sembra sia appena cominciato. Sono ferma, ma non mi sento "impantanata". Ho le membra libere, posso muovermi. E nonostante sia venuta meno la mia capacità di giudizio degli ultimi anni, nonostante debba ridisegnare daccapo immagini che si sono sbiadite, e nonostante abbia capito - se non quel che voglio - quantomeno (!) ciò che non voglio, non ho rimpianti. Non vorrei tornare indietro e cambiare quel che è successo. Sono sempre più convinta che in qualche modo le facciate ci diano indizi fortissimi sugli sbagli che avremmo potuto commettere. E anche quando siamo lì a chiederci perché diamine certi ritorni siano sempre così puntuali e iterati, in realtà sappiamo che è solo colpa della chimica e che questo non ha nulla a che vedere con quello di cui abbiamo bisogno. Perciò io, è vero,  quest'anno ho dovuto riflettere sui miei sentimenti per una persona, ma non posso ignorare che mi abbia salvata. Nella sua umanità, nel suo non essere perfetto per me, nel suo non convenzionale modo di amare il prossimo, nella semplicità di non domandarsi se una cosa è giusta o sbagliata, mi ha salvata. Gli ultimi anni per me sono stati freddi e immobili, come fossero imprigionati nel ghiaccio. E un po' di calore, anche se non è abbastanza avvolgente da rassicurarti che non avrai più freddo, è sempre più confortante di una lunga notte polare nella neve.


18 luglio 2011

Tempus fugit

"Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia."

Che hai tra le mani?

C'è il tuo viso, sul quale strade nuove si sono disegnate, e i tuoi capelli, che si sono riempiti di fili bianchi; e c'è il tuo corpo che è diverso, le tue labbra che sono all'ingiù, un po' per rassegnazione un po' perché ti manca sempre qualcosa; e invece un tempo eri tutto verso l'alto, verso il cielo, in cerca di nulla se non di una giornata serena, il sole, il sale sulla pelle, e magari buona compagnia.
Come cambiano le prospettive crescendo, invecchiando, anche quando ti sembra di essere sempre lo stesso. Ma c'è questa novità che guardandoti allo specchio la superficie riflette più che la tua immagine: ti restituisce l'aspetto della persona che sei diventato dentro, se guardi dritto nei tuoi stessi occhi. Via il sole, via il sale, ci sono i solchi di una vita non vissuta, e la delusione di ciò che non sei riuscito a essere.
Eppure non lo avresti detto che ti saresti guardato così, con compassione, con pena.
Eppure... così è.
Il tempo è una moneta che diventa sempre più cara; spesso abbiamo le tasche bucate, e nemmeno ce ne accorgiamo.

16 luglio 2011

Betwixt mine eye and heart a league is took*

Della notte in cui ti ho conosciuto ricordo i tuoi occhi.
Ho pensato subito che erano trasparenti, puliti, profondi, e che non eri uno che passava per caso.
Mi hanno sorriso prima delle tue labbra, hanno riconosciuto i miei.
Ho questa immagine di te, con le mani in tasca, che arrivi alla stazione e mi sorridi, con gli occhi.
Di lì a poco ci saremmo ritrovati in un film: arriva l'eroe che prima ti affascina, poi si avvicina, poi fuori succede il finimondo, e allora ti prende per mano e ti salva. Eri un perfetto sconosciuto e io mi sono lasciata salvare da te, che mi hai portata al sicuro, e quando finalmente ci siamo seduti e abbiamo sospirato - un po' per il freddo, un po' per la corsa che abbiamo fatto evitando la gente molesta - e abbiamo aperto la nostra bottiglia, e abbiamo dato un sorso soltanto perché ci siamo messi a chiacchierare, e poi ci siamo voltati e la bottiglia era già sparita, ecco, io in quel momento mi sono sentita a casa. Eri già da qualche parte dentro di me, senza scossoni, pacato ma deciso, ti sei guadagnato subito il tuo spazio. Di quella notte che sembrava fatta su misura nonostante lo spavento, io ricordo soltanto te e i tuoi occhi, e quella casa di sconosciuti che ci ha dato riparo per un po', il vino che abbiamo versato nei bicchieri, il treno del ritorno, che era zeppo e pieno di confusione, la tua spalla che mi faceva da cuscino.
Quando sull'autobus in attesa di partire mi sono seduta, ho pensato solo "come sarebbe tutto perfetto, se tornasse indietro e venisse con me" e tu l'hai fatto.

Avevamo già il potere di parlarci senza dirci niente.


* W.Shakespeare, sonnet 47

14 luglio 2011

dont' let me get me

Più voglio disperatamente bene a qualcuno
più riesco a distruggere il bene che mi vuole.

Ma io sono fatta così, non riesco a credere di non essere la più speciale per chi per me è stato ed è speciale, e allora distruggo tutto, e poi mi pento, e poi ridistruggo tutto, e poi chiedo di nuovo scusa, ma poi ci ricasco.

La bella notizia è che prima o poi mi stanco di odiarmi.


10 luglio 2011

The Hours

Alcune parole ti piombano addosso come pioggia sulla pelle riarsa e spaccata dal sole, che brama di essere bagnata per spegnere l'incendio che brucia e la consuma, che chiede la vita quando intorno a sé non c'è che il deserto; eppure non la vede ancora, serba la sua rinascita custodendola dentro di sé, sentendola premere prepotente e non ha alcun'altra scelta se non quella di accettarla, accoglierla, lasciare entrare la luce. A volte mi chiedo come hanno potuto attendermi certi libri, come hanno potuto esistere certe immagini senza che io le avessi potute godere, poiché una volta incontrate ho compreso che erano già dentro di me, nel profondo, dietro qualche porta che attendeva solo la chiave che l'avrebbe aperta.

"Non si può trovare pace sottraendosi alla vita" (V.Woolf).

9 luglio 2011

Molto forte, incredibilmente vicino.

"Mi dispiace della mia incapacità di lasciare andar via le cose senza importanza e di trattenere quelle importanti."
(Molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer)

C'è che mi manchi. Mi mancano le chiacchierate che ci facevamo, e la sensazione di essere molto più leggera dopo. Mi manchi tu e mi mancano le tue parole.
Solo non posso, non riesco a cercarti, allontanarti mi impedisce di soffrire; e forse neanche tu capiti più qui, nemmeno per caso, perché sono altre le cose che ti fanno stare bene.
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