26 giugno 2011

Sulla riva

Il caldo mi fiacca più del solito, mi toglie la voglia di fare, persino di pensare. Sto bene solo con la compagnia di un libro, immobile, davanti al ventilatore o sulla spiaggia, la sera. L'estate mi toglie la volontà con il respiro, e mi ritrovo a fare i conti di quest'anno strano, che con un rigurgito secco mi ha riportato a riva cose lontane, che credevo ormai perse per sempre, come fa la marea.
Lo specchio rimanda un'immagine che non sono io.
Mi domando per quanto tempo ancora mi riconoscerò.
Ci sono state ormai troppe estati pesanti, e anche il mio corpo ora è pesante, cambia, lo sento diventare fiacco, rigido, sempre più inutile. Vorrei vivere tra le pagine di libri che non si possono dimenticare, per non sentire questa mia vita così molle, stantìa, senza sale.

23 giugno 2011

Mirror, Mirror

Non è facile tirare fuori dal baule del cuore tutte le ragioni che ti portano a serbare ancora rabbia e delusione nei confronti di qualcuno a cui - è così - vuoi bene, e che ti manca. Non si può, non si deve parlare. L'altra persona tenderebbe a difendersi da te, dal tuo rancore, dall'amaro che ti sale agli occhi e che, se liberi, ferisce. Ma non c'è nulla da difendere, e non lo capirebbe. La prenderebbe come un'accusa, mentre tu sei solo un essere umano, e vuoi esattamente quello che vogliono gli altri: qualcuno che ti ami, che ti conosca, che ti faccia sentire protetto/a, che ti faccia sentire speciale. E se la vita ti manda alla deriva di questi bisogni, è chiaro: l'ultima persona che ti ha fatto sentire così diventa lo specchio di quel che ti manca, e di quello che - pur sapendo che non potrebbe mai dartelo - vorresti da lui/lei per stare meglio.

Ecco perché quando vuoi spiegazioni preferisco non dartele, e cercare di sorridere.

19 giugno 2011

Lo spazio sospeso

Prima è tutto un caos di voci, di persone che si cercano, corrono, telefonano, preparano, coordinano, rileggono, si agitano.Voci che s'incrociano, si intrecciano, si sovrappongono; poi le luci si abbassano, e tutto prende una forma diversa, aldilà delle coordinate del tempo, e a guardarlo da fuori sembra un quadro animato.

Le ragazze di danza contemporanea stanno ripassando silenziose l'esibizione della serata. Sono concentrate, emozionate ma controllate, c'è un rigore e una serietà nei loro movimenti che rivela l'impegno che hanno investito per un anno nella coreografia della loro insegnante, che le guarda con aria di approvazione, e le guida con lo sguardo. Sembrano parlarsi, ma nessuna di loro ha aperto bocca. Più in là ci sono i tangheri, che si stringono in un intreccio che stride con la musica che si diffonde nell'aria perché davanti, sul palco, è il turno dei ragazzi di hip hop, ma loro continuano senza distrazioni quel dialogo sensuale, che parla di passione. A sinistra, i più piccoli stanno facendo un po' di caos, ma non appena parte la musica scendono dalle tribune dove si erano disposti in fila e ballano, seguendo i movimenti che la maestra ha insegnato loro più che il ritmo, ma sono carini e si vede che ballano perché li fa contenti, così scappa un sorriso, e subito dopo un rimprovero perché proprio non riescono a star zitti, ma va bene, fa parte del gioco, tra qualche anno saranno silenziosi anche loro e concentrati, come gli altri, come le ragazze di classica, per esempio, con quegli splendidi tutù, che stanno aspettando il loro turno e intanto si scaldano alla sbarra e volteggiano, una in particolare, una brava davvero, si muove che sembra inseguire una corrente invisibile, e penso che tutto questo è fatto davvero di cose che non si dicono, che non si vedono, ma che si sentono solo se si lascia entrare nel cuore questa cosa magnifica che è l'amore per l'arte, che ti sostiene se ti mancano le forze, ti consola se stai vivendo un dolore, ti culla se sogni di vivere per lei, ti inebria, ti accompagna quando ne hai fatto una professione...

e a un certo punto torni in te, torni nel presente, e ti accorgi che nel tuo piccolo - estremamente piccolo - ne fai parte anche tu, perché non riesci davvero più a pensarti fuori da quel mondo sospeso che è capitato per caso nella tua vita, ma che ti sta regalando emozioni, anche quando i piedi fanno male perché corri da un camerino all'altro, anche quando sei stanco perché ti sei fermato solo per mangiare un panino e bere un caffè, anche quando sai che da domani dovrai ricominciare a pensare alla routine, però c'è questo spazio sospeso nel tuo cuore, ed è così bello, così raro, così forte che anche il mattino dopo, anziché riposare, ti alzi per scrivere che sei orgogliosa di farne parte, e che un giorno, ormai lo sai, ti mancherà.

"Le rond bleu" -  coreografia Paola Pallotti, gruppo Spaziodanza, Genova. 

15 giugno 2011

Wearing a mask



Oggi mi sono truccata, prima di andare al lavoro.
Il che è una cosa consueta, se si immagina un trucco leggero, veloce, composto.
Invece oggi mi sono truccata come se dovessi uscire e andare, che so,  a una festa sulla spiaggia. Ho scelto i colori del sole, della terra, dell'estate. 
Indosso la mia maschera più elegante, per ricordare a me stessa che esisto, che non sono un soprammobile fermo sullo scaffale a prendere polvere. 
Ho bisogno della mia maschera migliore, fuori, per non vedere allo specchio tutto il grigio che mi sento dentro.

12 giugno 2011

Come "ti sparisco" i post.

Scrivi, cancella, scrivi e cancella.
La mia testa è esattamente come questo blog: produco pensieri che poi desidero soltanto abortire.
Continuo a far fluire post che poi scopro non dire affatto quello che sento; confondo le idee persino a me stessa.
Non riesco a seguirmi, ma una cosa la so. Sono STANCA.
Stanca di non avere una collocazione, stanca delle parole che non sono supportate dai fatti, stanca della superficialità, stanca delle ingiustizie fatte a me e a chi amo, stanca delle vittorie degli assoluti perdenti, stanca dei fallimenti, stanca della mancanza di libertà e d'indipendenza, stanca dei sotterfugi, stanca della fortuna che non ti bacia mai, e della sfortuna che bussa ogni giorno come fosse un testimone di geova, stanca di questo CAOS totale che è la vita, che va bene, si volta pagina, si vive, si ricomincia, si avanza con tenacia: ma anche BASTA.

11 giugno 2011

In parole povere, se non s'è capito...


...la mia giornata è così.

7 giugno 2011

Questione di PH

È vero, ho un'acidità tale in corpo che, se la malavita lo scoprisse, non userebbero più sostanze chimiche per sciogliere i pentiti, mi telefonerebbero e mi chiederebbero di chiacchierare un po' con loro.
Ma quello che la maggior parte delle persone non capisce è che non si diventa così dal nulla.
Non inaridisco di punto in bianco per niente. Chi mi conosce sa che sono una che di solito sorvola sulle incomprensioni, o sulle indelicatezze. Ma di solito non vuol dire sempre. Non si può pensare che il sacco emozionale di una sola persona sia senza fondo. Arriva un momento in cui - per esempio - anche cose successe anni addietro e messe in un angolo della "soffitta", nascoste per non vederle, nascoste per non soffrire, ritornano con prepotenza alla luce del sole. E posso giurare che fa male più che l'averle affrontate quando era il momento. E allora un essere umano a volte non ce la fa più a sentirsi fuori posto, o inadeguato, o  accusato, o sottovalutato, ed esplode. Oppure non ha più voglia di esplodere, perché non ha le energie necessarie ad affrontare un litigio con tutti i crismi, e non vuole sentirsi pronunciare parole che ha tentato di non dire mai ad alta voce (perché le parole, una volta dette, prendono vita, diventano solide e possono ferire); e allora, semplicemente, si distacca. Tutto quell'amore, tutta quella dolcezza che sembravano così fluidi, non li sente più tanto naturali, e quindi li evita. Tutto quell'affetto che prima era avvolgente, si solleva e resta fermo, sospeso intorno alla persona, anche se continua a esistere.
Non è un discorso incomprensibile. Non vuol dire che "amo al 40%".
Vuol dire solo che sono stanca, e che la mia scala di priorità ha subito una leggera modifica, in base alla vostra. Non sono io che ho cambiato le cose, le ho solo adeguate alla realtà.
E se sembro "meno simpatica del solito", mi spiace: però forse è solo perché mi sono stufata di intrattenere le persone, e vorrei d'ora innanzi stare al primo posto per qualcuno, o - ad esempio - non farmi mettere all'angolo dal primo sconosciuto arrivato appena dopo che io sono uscita dalla porta, pensando "torno subito".


...L'anima brucia più di quanto illumini
Ma è un addestramento mentre attendo
Che io m'accorga che so respirare
(M.Agnelli)

2 giugno 2011

©Silvia Ji
voglio proprio capire/i tuoi livelli d'amore/ma non rivoglio più te/non rivoglio più te

Be'.

Volente o nolente, hai solo da accettarlo: in questi anni mi hai riempita di buchi come una groviera.

Per fortuna tua sono un'ottima forchetta.
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