4 maggio 2011

Fiumi di lava

Comprendo ogni giorno di più - a fondo - quanto poco serva portarmi dietro a vita il groppone in gola sempre più grande, sempre più spesso, sempre più tangibile, come sono tangibili le parole, persino nel loro silenzio; e quando le pronunci acquisiscono l'esistenza che non dette si può solo immaginare, e io parlo, parlo, parlo, ma che avrò sempre da dire? Che cosa si può dire, poi, di così enorme da aprire porte come una chiave magica? Non c'è parola, non c'è spiegazione, che possa dare forma a quello che si ha dentro, è un magma e il magma si muove, cambia, si raffredda anche, ma dove passa brucia e impedisce di crescere, e io - ormai - sono molto stanca di lasciare fluire il magma e non ritrovare che macerie dopo, e mi chiedo che diamine di maledizione mi abbia colpita, ché dopo il passaggio della lava dovrebbero ricrescere fiori ma io non trovo fiori e germogli quando regalo fiumi di calore al prossimo, solo terra bruciata, silenzio, paura, e raccolgo solo delusione, profonda. Forse il problema sono io, d'altra parte sul magma la terra scivola, non si ferma mai. Però non posso essere diversa da me stessa. Io sono così: ho bisogno di conferme, dimostrazioni, radici, fronde piene di frutti nuovi. Altrimenti la vita è fuffa. Le persone, sono fuffa. Ho paura di scoprire la fuffa dentro cuori che ho sempre creduto di lava, come il mio.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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