26 maggio 2011

Alle "mie" donne.

Conosco donne meravigliose. Più approfondisco e più ne sono consapevole. Hanno la forza di rialzarsi dal fango. Ricostruire sulle macerie della propria casa. Riprendere possesso di sé e ricominciare daccapo. Capire quando amano troppo. Accettare quando amano troppo poco. Andare via se non è più aria. Rimboccarsi le maniche dall'oggi al domani. Proseguire tenaci per dare corpo ai sogni.  Sacrificarsi per ottenere risultati. Queste donne sono preziose: hanno l'acciaio fuori e il cuore buono. Spesso a pezzi, ricucito a fatica. Notti insonni e lacrime sul cuscino: essere forti non significa non piangere mai.
Dall'altra parte della bilancia invece, ci sono uomini che vivono di superficie. Persino quando amano, anche quando sono coinvolti. Si arrendono al primo ostacolo, e non si soffermano. Non si fanno domande e continuano per la loro strada. Non costruiscono. Non crescono. E noi lì, invece, a interrogarci, a passare i pomeriggi e le serate a fissare in alto un punto a caso, perché questo, perché quello. E quando facciamo un errore, lo ammettiamo. Quando mentiamo a noi stesse, lo diciamo con franchezza. Spesso le ferite rimangono addosso a noi anche quando siamo noi stesse a infliggerle.
Conosco donne meravigliose. Vorrei essere un uomo, a volte, per essere l'unico ad averlo capito, e a meritarmele.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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