29 maggio 2011

Un rettile può cambiar pelle ma non cambia il cuore



Vedi mai una stella cadere
E non ricordi cosa desiderare
Non c'è niente dentro me qui a Varanasi
Perchè dentro ci sei tu, la mia Varanasi Baby
Sai che io non penso più a nessuno
Sai che io non voglio più nessuno
Non ho niente dentro finchè dentro tu ci sei
Anche se non ricordo più il sapore che hai Varanasi Baby
Ora so che ogni uomo trova la sua dannazione
Un rettile può cambiar pelle ma non cambia il cuore
Ma soffri solo un pò per poi non soffrire più
Non ho niente dentro, perchè dentro ci sei tu Varanasi Baby

27 maggio 2011

Prese di coscienza

Sai cosa?

È che pensandoci bene io non ho davvero più voglia di ricominciare daccapo con le storie del chi sei cosa fai da dove vieni che lavoro fai mi fido o non mi fido dov'eri con chi eri che facciamo dove andiamo mi vuoi bene non mi vuoi bene chi è quella un'amica chi è quell'altra la mia ex ciao esco con gli amici ciao esco con l'amica cia esco e basta ciao sei tornato com'è andata ciao come mai hai quella faccia come mai sei triste come mai sembri arrabbiato come mai non mi racconti niente come mai non mi rispondi no avevo il cell spento, no avevo il cell dalla nonna no avevo il cell ma me l'ha rubato il cane il gatto il topo l'elefante e non manca più nessuno.

Cheppalle!

26 maggio 2011

Alle "mie" donne.

Conosco donne meravigliose. Più approfondisco e più ne sono consapevole. Hanno la forza di rialzarsi dal fango. Ricostruire sulle macerie della propria casa. Riprendere possesso di sé e ricominciare daccapo. Capire quando amano troppo. Accettare quando amano troppo poco. Andare via se non è più aria. Rimboccarsi le maniche dall'oggi al domani. Proseguire tenaci per dare corpo ai sogni.  Sacrificarsi per ottenere risultati. Queste donne sono preziose: hanno l'acciaio fuori e il cuore buono. Spesso a pezzi, ricucito a fatica. Notti insonni e lacrime sul cuscino: essere forti non significa non piangere mai.
Dall'altra parte della bilancia invece, ci sono uomini che vivono di superficie. Persino quando amano, anche quando sono coinvolti. Si arrendono al primo ostacolo, e non si soffermano. Non si fanno domande e continuano per la loro strada. Non costruiscono. Non crescono. E noi lì, invece, a interrogarci, a passare i pomeriggi e le serate a fissare in alto un punto a caso, perché questo, perché quello. E quando facciamo un errore, lo ammettiamo. Quando mentiamo a noi stesse, lo diciamo con franchezza. Spesso le ferite rimangono addosso a noi anche quando siamo noi stesse a infliggerle.
Conosco donne meravigliose. Vorrei essere un uomo, a volte, per essere l'unico ad averlo capito, e a meritarmele.

24 maggio 2011

Ci sono ritorni

©Encrenoire - www.wordshelter.it









And if I only could,
I'd make a deal with God,
And I'd get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
With no problems

It's you and me,
It's you and me who won't be unhappy.

Un coltello affilato, ma misericordioso.

"Come vorrei pensare a noi come due persone che si sono fatte un'iniezione di verità per dirla, finalmente, la verità. Sarei felice di poter dire a me stesso: Con lei ho stillato la verità. Sì, è questo quello che voglio. Voglio che tu sia per me il coltello, e anch'io lo sarò per te, lo prometto. Un coltello affilato ma misericordioso - parola tua".


D.Grossman - "Che tu sia per me il coltello"

23 maggio 2011

È la fine la più importante

E, infine, la Pace.
La verità non è sempre la peggiore opzione.
A volte è la conferma che oltre questa vitaccia potrai sorridere alle persone che hai amato, e potrai dire loro "eccoti finalmente, sei come ti ricordavo".


Tutto è calmo 
intorno a te 
Tutto è calmo 
intorno a me.

Il mio castello di carte

Avviene a un certo punto della vita di tutti, questa contrazione delle viscere improvvisa, quando capisci che è cambiato tutto, i tuoi punti di riferimento, le tue certezze, ed è cambiato tutto anche dentro di te, e non tornerai mai più a vedere le cose come le vedevi prima, con quella spruzzata di zucchero a velo che addolciva persino il boccone di merda quotidiana.

Avviene a un certo punto che capisci che le tue fondamenta vacillano: c'è chi ti ha mentito, o usato come pretesto per arrivare allo scopo o per acquisire sicurezza agli occhi di altri. Forse lo ha fatto anche in passato, non lo sai, ma il dubbio rode; e ti domandi, perché proprio con te questi giochetti, perché farti del male, e dirti tanto bene?

Oppure c'è chi semplicemente vive e sta bene anche senza sentire la tua voce, quando pensavi di essere tu stessa la sua colonna, forte, incrollabile, non certo un accessorio che si possa indossare quando si ha voglia, e che per il resto del tempo se ne può stare nell'armadio in silenzio, dimenticato, ignorato.

E poi magari ci sta che anche tu stai in confusione già di tuo, perché ci sono cose dentro di te che non capisci e che vorresti indagare meglio; non ne hai avuto l'occasione fino ad oggi, però cominci a chiederti che ci facciano lì dentro di te, certi pensieri. E ci scherzi su, perché fa ridere: però ci sono, e fin quando tu li ignori, non li capisci.

E certe cose proprio non puoi dirle, non puoi parlare: perché non appena lo fai, questo castello di sicurezze che temi stia vacillando, con tutte le fondamenta, crollerà senza rumore su di te.
E perderai tutto.
O peggio: scoprirai di non avere mai avuto niente, e che non c'erano fondamenta, nel tuo castello.

22 maggio 2011

Eh, giusto.

À la recherche du temps perdu

E ti accorgi del tuo tempo che passa solo quando ti scopri a contare i capelli bianchi delle persone che hai amato.

21 maggio 2011

Strade perdute (e mai ritrovate)

Ho appena chiesto a David Lynch di chiedermi di sposarlo nella sua prossima vita. Direi che la giornata comincia già a definirsi.

20 maggio 2011

...Però poi si risorge sempre.



Ho questa foto di pura gioia
È di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a sé
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in 

A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da , fottendomi da me
Per quello che non c'è

18 maggio 2011

Question marks

Cambiano un sacco di cose, e non riesco a esserne entuasiasta.
Sono svuotata, scavata.
Mi porto dietro una busta che contiene una lunga lettera, e non vedrà mai una destinazione, perché tutto sommato non dice nulla di nuovo. Forse lo dice solo meglio, ma non cambia niente e non cambia nessuno. È rossa. Non potevo scegliere un colore diverso da quello del sangue. Vorrei dormire. Sono tre giorni che ho mal di testa e non mi passa. Ho tante cose da fare, e le sto affrontando come se non mi interessassero.

Vorrei capirmi. Ma sono in balìa dei flutti come una barca vuota.

16 maggio 2011

Silenzi

Sì lo so. Qui sopra sto postando solo canzoni, lyrics e poesie, e non sto dicendo niente. Non ho molte parole ultimamente.

Perlomeno, non mie.

A volte c'è chi riesce a farmi stare in silenzio.

(Dire basta) o ti devasta il prezzo che si ha.




So che lei sa 
Strategie dell'apnea 
Che sono sue amiche, che sono ferite 
Novità 
Il vero che muore 
Succhiandomi il cazzo svanisce 
Il risveglio dal sogno 
Forse uccide, mai tradisce 


Puoi non assaggiare 
Per veder se il gusto se ne va 
O ti devasta, o ti devasta il prezzo che si ha 


Scopami fra 
Fiori urlanti strategie 
Insetti malvagi 
Da scacciare e maledire 


Puoi non assaggiare 
Per veder se il gusto se ne va 
O ti devasta, o ti devasta il prezzo che si ha 


So che lo sai 
Gabbie di strategie 
Fa quasi impazzire 
Fa quasi impazzire 
So cos'è 


Puoi non assaggiare 
Per veder se il gusto se ne va 
O ti devasta, o ti devasta il prezzo che si ha

15 maggio 2011

Appartenere a qualcuno significa entrare
con la propria idea nell’idea di lui o di lei e
farne un sospiro di felicità.
A volte succedono cose strane, un incontro,
un sospiro, un alito di vento che suggerisce
nuove avventure della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo, nell’intimità dei misteri
del mondo.
Ieri sera mi hai portato due quadri, anzi tre e due giravolte.
Mi hai detto: “Da quando sei grassa io ti amo di più”.
Invece io mi nascondevo e scappavo di qua e di là come l’acqua.
Dio mio, spiegami amore
come si fa
ad amare la carne senza baciarne l’anima.

Alda Merini

14 maggio 2011

Il pensiero fisso


Alberto Burri, Grande Rosso P18
1964, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna





























Quando mi sento smarrita indosso lo smalto rosso.
Mi si vede spesso addosso, è il colore che amo di più.
Il rosso è il colore della passione (banale ma vero).
Rosso è anche il colore del sangue (meno banale di ciò che sembra).
Il sangue che mi scorre dentro, che mi avvelena e mi nutre, che mi rende quella che sono (non può essere così banale, in fondo).

Il rosso che mi fa sentire - forte - che esisto, nonostante mi rifugi incerta dentro me stessa.

Vesto l'anima di un colore che copre e nasconde, per dimenticare che in testa mi tormenta un solo pensiero, e per non guardare il mio viso invecchiato, sorpreso nello scoprire sentimenti antichi, che credevo sbiaditi e che oggi hanno il colore, rosso, di una ferita ancora aperta, forse mai richiusa davvero.

13 maggio 2011

Scelte

Per riprendere un vecchio detto popolare, se non volete morire di mal di stomaco, passare notti in preda ai brividi come se aveste la febbre e andare a lavorare con gli occhi gonfi e le occhiaie, non interferite in meccanismi affettivi che funzionano alla perfezione così come sono. O almeno, cercate di evitare che succeda. Per quanto sia - spesso - impossibile da prevedere.

Oppure sì, cambiate tutto, buttatevi, spargete a terra le carte, rovesciate i tavoli e sparatele grosse: decidete voi se essere sterili, distaccati e controllati accademici della vostra vita o talentuosi creativi del sincero, appassionato, profondo disastro emotivo.


Io intanto vado a mettere il copriocchiaie.

8 maggio 2011

Solo sangue e non va via

©Kimded - kimded.deviantart.com






































Questa immagine sono io. Vuota, un po' aliena. Mostruosa, assetata. Creo legami di contatto. Ne ho bisogno per svuotarmi il cuore. A volte sono un po' arida. E non mi capisco bene. Sono attratta in due direzioni opposte. Desidero e Ignoro. Amo e Odio. Quel che cerco forse è un cuore enorme a cui aggrapparmi.
Quel che fuggo, forse, è ciò che cerco davvero.

7 maggio 2011

Programmi

Appurato che sui social posso essere rimorchiata al massimo da un avatar della Nike, una foto di Parigi, uno slogan o un quadro di Van Gogh (se togliamo quel tipo che usava un'immagine di George Clooney e probabilmente somigliava di più al suo sellino da bicicletta) stasera me ne vado a una festa selvaggia di trentenni e spero fortemente di tornare sbronza, appagata e di svegliarmi domattina scoprendo che i cellulari sono scomparsi dalla faccia della terra, ma le persone improvvisamente ricomparse.

6 maggio 2011

Un congegno che si spegne da sé.

Ma gli esseri umani mica dovrebbero funzionare così.
Mica ci si può  tagliare a vicenda le carni, affondarsi, bruciarsi, sprofondarsi, scavarsi e poi - OFF - ciao, beatamente ignorarsi (o quasi), fare finta di niente e - ON - riaccendere il bottone con qualcun altro. Così, come se non fosse successo. Come degli estranei. Che con gli estranei forse è più facile, chi lo sa, ma non è assurdo nella stessa misura.
Gli esseri umani non dovrebbero funzionare come giocattoli. Dovrebbero tenere traccia dei propri sentimenti, anche quando non sono sufficienti. Dovrebbero quantomeno proteggerli, crescerli, rafforzarli per quel che sono. E invece, - OFF - e tutto è circoscritto. Tutto è chiuso dentro a una bolla temporale. Al di fuori della bolla non esiste. Al di fuori della bolla, siamo altro e non ci coinvolgiamo. Siamo altro e non ci cerchiamo, non ci vogliamo. Non ci manchiamo.

Ecco, io tutto questo lo trovo disperato.
L'uomo non può essere davvero un congegno che si spegne da sé.
Eppure.

4 maggio 2011

Tag Cloud

Tra le parole che usano per me le persone che pur mi amano, non mancano mai le avversative.

Fiumi di lava

Comprendo ogni giorno di più - a fondo - quanto poco serva portarmi dietro a vita il groppone in gola sempre più grande, sempre più spesso, sempre più tangibile, come sono tangibili le parole, persino nel loro silenzio; e quando le pronunci acquisiscono l'esistenza che non dette si può solo immaginare, e io parlo, parlo, parlo, ma che avrò sempre da dire? Che cosa si può dire, poi, di così enorme da aprire porte come una chiave magica? Non c'è parola, non c'è spiegazione, che possa dare forma a quello che si ha dentro, è un magma e il magma si muove, cambia, si raffredda anche, ma dove passa brucia e impedisce di crescere, e io - ormai - sono molto stanca di lasciare fluire il magma e non ritrovare che macerie dopo, e mi chiedo che diamine di maledizione mi abbia colpita, ché dopo il passaggio della lava dovrebbero ricrescere fiori ma io non trovo fiori e germogli quando regalo fiumi di calore al prossimo, solo terra bruciata, silenzio, paura, e raccolgo solo delusione, profonda. Forse il problema sono io, d'altra parte sul magma la terra scivola, non si ferma mai. Però non posso essere diversa da me stessa. Io sono così: ho bisogno di conferme, dimostrazioni, radici, fronde piene di frutti nuovi. Altrimenti la vita è fuffa. Le persone, sono fuffa. Ho paura di scoprire la fuffa dentro cuori che ho sempre creduto di lava, come il mio.

3 maggio 2011

Eh.

La cosa peggiore dell'essere a dieta è che, quando vorresti metterti una corda al collo, non puoi neanche giocarti la carta della sbronza cosmica.

2 maggio 2011

Pelle

"... forse sei un congegno che si spegne da sé"


1 maggio 2011

Weird/Wired

Notte strana. Non esco di casa da mesi, per problemi di salute, se escludiamo il week end di Pasqua appena trascorso, passato nella mia Toscana.  Ieri sera sono stata in giro per un po'. È stato bello guardare Genova con occhi nuovi. Nella solitudine serale io ci sto bene. Mi perdo a osservare le persone, a immaginare dove stanno andando, chi stanno aspettando. Non si accorge nessuno di questo mio attento scrutare. Spesso i volti che passano sono sereni; altri incedono pensierosi. A volte qualcuno piange, seduto su uno scalino. A volte sento quasi di poter toccare quelle lacrime, mi hanno rigato il viso tante volte e il grembo della mia città le ha accolte nello stesso modo. Non ha sempre il cuore di un'istrice, la mia Genova. A volte ho l'impressione che il cielo scuro mi parli, che cerchi di rassicurare questo mio cuore un po' smarrito, che non sa ancora che fare di sé.
La notte appena trascorsa è passata soffiando sulla mia pelle: sembrava fatta di qualcosa di surreale, di attese eterne e di dolori sordi. Come se stesse cambiando tutto, all'improvviso, in modi che non ti aspetti. Come se ci stessero in mezzo degli addii che non hai preventivato. Come se stessi guardando un finale che so che mi lascerà l'amaro in bocca.
Eppure, ancora, sento questa strana connessione indistruttibile e irrazionale con qualcosa che sa di eterno.
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