16 aprile 2011

Chiedo venia

Mi scuso se ultimamente vi sembro una lagna infinita: lo sono. Diciamo che ho i miei motivi ma che non esistono solo quelli, per cui dovrei anche un po' parlare d'altro. Sto tentando di finire (...o cominciare???) un lavoro importante che avevo abbandonato perché mi era sceso l'entusiasmo, e adesso mi tocca farmelo tornare, dunque sarò al lavoro già da oggi, a oltranza. Inoltre dovrei finire di leggere due libri, uno dei quali, "Una vita in più", di Antonella Boralevi, comparirà recensito su PepeNero. L'altro è "Nessuno si salva da solo" di Margaret Mazzantini (che a questo giro non è riuscita a catturarmi dalle prime pagine, ma ripeto, ho mollato tutto a metà tempo fa, non posso esprimermi ora, anche se lo farò presto).
Questo per dire che sono viva; non è un buon periodo, ma chi mi conosce sa che preferisco fasciarmi la testa quando è rotta, e non prima. Sono qui in silenzio e osservo. Prendo decisioni e cerco di cambiare ciò che della mia vita mi ha stufato. Sfascio e ricostruisco, ma cerco di non perdermi.

E a volte questo blog mi serve per capire che ci sono, e che va bene così, per il momento.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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