30 aprile 2011

Inshallah, così sia.

(Oriana Fallaci, Insciallah)












29 aprile 2011

Istrice



Lampioni e portici
è andata così
piccola istrice
dagli occhi bui

Quel bacio alcolico
rossetto e guai
è stato facile
e non lo è stato mai

Chi ci ricorderà
chi ti farà ridere
per chi ti smarrirai
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io dove sarò?

Tra il fiume e i portici
già buio alle sei
cuore selvatico
quanti anni hai
"non dirmi amore mai
ma incantami, dai
è così facile"
e non lo è stato mai

Chissà chi pungerai
chi ti farà piangere
chi ti addormenterà
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io dove sarò?

Nella città che ha il cuore di un istrice
ti cercherò in un traffico di anime qui...

Chi ci ricorderà
chi ti farà ridere
per chi ti smarrirai
chi userà lo sguardo tuo
chi lo fa al posto mio
io, dove sarò?

28 aprile 2011

E io, avrò cura di te

Oggi ho ricevuto una notizia che mi ha colpita e mi ha lasciata basita, e mi sono trovata a riflettere su quel che vale o meno, nella vita, la pena di essere.
Siamo abituati a pensare che, a meno che non si raggiunga un obiettivo predefinito e generalmente condiviso, le cose non abbiano valore.
Ma non è vero. Il vero sacrilegio non è dato dal non averle, ma dall' essere costretti a lasciarle andare.

Oggi ho compreso che il solo scopo di questo continuo sbattersi di qua e di là sta nel proteggere il poco che non si perde per strada. Proteggere quel che è prezioso. Salvaguardare quelle gemme che stanno dentro le persone che amiamo. Difendere i nostri sentimenti. Esserne orgogliosi, e non vergognarsene.

Io amo tantissimo poche persone e molto selezionate, che a volte mi fanno stare male ma  più spesso mi danno tanta gioia. Le amo a un livello ineffabile, con la profondità del mio cuore che ho scoperto essere più capiente di quel che credevo.

A volte sento di essere io la più coinvolta, me ne accorgo dal tipo di paranoie che mi faccio e dal bisogno di sentirle "addosso", che loro con me non hanno.

Però, preferisco continuare a non raggiungerle mai del tutto, piuttosto che perderle per sempre.

27 aprile 2011

Coming home

Avevo in mente di fare due post: uno serio, e uno di cazzugate. Ma farò solo quello divertente, perché le parole sono solo uno degli ingredienti di una complessa ricetta: esagerare con quelle potrebbe rendere il piatto pesante, poco digeribile, o soffocarne il sapore. E io invece voglio ricordarmi questi giorni appena trascorsi con leggerezza, affetto e un senso diffuso di serenità. Quel che avevo da dire l'ho detto senza lasciare briciole. E quel che le persone devono sapere, in fondo, lo sanno da sempre. :)

...Per cui, via alle cazzugate!
http://schizzidinchiostro.tumblr.com/post/4980396002/pikachu-dove-lhai-messa-la-pallina

26 aprile 2011

Riflessioni geniali.

Legàmi.
Légami.


La prima potrebbe essere uno scòpo.
La seconda, decisamente uno scópo.

19 aprile 2011

A ogni epoca, il suo feticcio.


La mia amica d'infanzia Ilaria, oggi collega dove lavoro (ma pensa te, la vita), mi ha portato gli ovetti di cioccolato per Pasqua. Ovviamente li ho aperti subito, e gliene ho offerto a piene mani. Mentre sgranocchiavamo e godevamo forte, le ho chiesto "secondo te, è meglio il cioccolato o il cazzo?... [Io sono single] mi sa che è meglio il cazzo". Lei, serissima e pensierosa: "io ho marito e figlio... dunque cioccolato, passa va'...".

Ah, le Madonne!!!

La prossima volta che leggo "Toro-Pesci accoppiata che funziona benissimo" mi prendo l'indirizzo di casa di chi l'ha scritto e vado a farmi giustizia da sola come La Sposa.

17 aprile 2011

Time for Jazz

Bisogna essere jazz, e bisogna esserlo dentro.
Avere uno spartito complesso, ma suonarlo con passione, con leggerezza.
Ho avuto una conversazione illuminante con un'amica che sento poco, ma che centra sempre il bersaglio.
Vuoi perché ci è passata, vuoi perché forse ha soltanto inquadrato bene me. A distanza di un anno dal suo "parli di libertà, ma secondo me sei solo tu a metterti sbarre su sbarre intorno", ora sto riflettendo sulla "teoria della disperazione", un po' ridendoci su, un po' perché potrebbe essere la malattia che mi affligge ora.
Sta di fatto che ha ragione su tutti i fronti: ho bisogno di capirmi prima di incazzarmi e poi, da sola, mettere le cose al loro posto. Non al posto che al momento è rimasto vuoto. Solo al loro posto, quello che hanno sempre avuto. Perché se sono sempre state lì, c'è un motivo e io lo conosco.
Capirsi non è facile, tantomeno quando dentro e fuori è il caos.
Però dai, ci si può provare.

16 aprile 2011

Chiedo venia

Mi scuso se ultimamente vi sembro una lagna infinita: lo sono. Diciamo che ho i miei motivi ma che non esistono solo quelli, per cui dovrei anche un po' parlare d'altro. Sto tentando di finire (...o cominciare???) un lavoro importante che avevo abbandonato perché mi era sceso l'entusiasmo, e adesso mi tocca farmelo tornare, dunque sarò al lavoro già da oggi, a oltranza. Inoltre dovrei finire di leggere due libri, uno dei quali, "Una vita in più", di Antonella Boralevi, comparirà recensito su PepeNero. L'altro è "Nessuno si salva da solo" di Margaret Mazzantini (che a questo giro non è riuscita a catturarmi dalle prime pagine, ma ripeto, ho mollato tutto a metà tempo fa, non posso esprimermi ora, anche se lo farò presto).
Questo per dire che sono viva; non è un buon periodo, ma chi mi conosce sa che preferisco fasciarmi la testa quando è rotta, e non prima. Sono qui in silenzio e osservo. Prendo decisioni e cerco di cambiare ciò che della mia vita mi ha stufato. Sfascio e ricostruisco, ma cerco di non perdermi.

E a volte questo blog mi serve per capire che ci sono, e che va bene così, per il momento.

11 aprile 2011

Poesia.

Era meglio restassi muto, cuore mio;
perché ora hai preso a rompere i coglioni 
tutti i giorni e a randellarmi,
oltremodo,
le gonadi?

10 aprile 2011

To Lo Someo.

Starò invecchiando, ma oggi mi sono davvero commossa tanto, e dire che volevo solo guardare un horror che non mi facesse sbadigliare dopo soli cinque minuti, come ultimamente spesso mi capita.
Eppure questo film a bassissimo costo, dal titolo che si pronuncia in un soffio, "Lo", mi ha profondamente commossa e colpita per la delicatezza e la dolcezza con cui parla di amore e diversità. Una storia semplice, senza grosse trame, vagamente anni '80, lineare e forse un poco prevedibile, ma ben strutturata, divertente e toccante. Il punto è uno: non importa chi sei, non importa quanto tu possa sentirti diverso. C'è sempre qualcuno in un angolo del mondo che potrebbe essere disposto ad amarti per ciò che sei.
Visto come vanno le cose al giorno d'oggi, l'ho accolto come un messaggio di speranza.
p.s. la colonna sonora di Scott Glasgow è bellissima.

6 aprile 2011

Io so chi sei.

Macerie sulle macerie

È il 6 Aprile: due anni fa la terra ha tremato negli Abruzzi. Per pareggiare la sfiga, oggi dovrebbe tremare un'aula di tribunale.

5 aprile 2011

Voglia

di libri, di mostre, di un viaggio da sola, di mare, di sole, dell'aria che respiri all'alba, di un posto che non conosco, di un bicchiere di vino al tramonto, di rumore di frasche, di cielo azzurro.

2 aprile 2011

(Tears are gonna fall, rolling in the deep)

Saturday morning live

foto: airdave.it

Il sabato faccio sempre il punto.

Ecco perché spesso me lo rovino già dal principio e arrivo alla sera pesante come un macigno.
Però non lo faccio apposta, a fare il punto.

Stanotte ho fatto un sogno così reale che mi sembrava vero, poi da sveglia ho realizzato che non ho fatto altro che sognare cose realmente accadute.
È stato strano.

Nel pozzo profondo dentro di me qualche volta pesco oggetti che mi precipitano in un mare di gioia o di sconforto, a seconda di quel che tiro fuori.
Oggi ho in mano delle foto, in testa un percorso, nel cuore una scelta. La stessa da tanto tempo.
E per quanto mi ripeta che è necessario andare oltre, per quanto sappia che è il lato sano del mio cervello che me lo impone, quello ebbro, che sogna e ama e si inebria di speranze, mi chiede continuamente "ma ci sarà un motivo, no? Ci sarà una ragione per cui succedono le cose, non è vero?"

E io non so proprio che rispondergli.



1 aprile 2011

Non posso più negare

Ho provato a nasconderlo, ma non posso più farlo. Non posso perché debbo essere coerente con me stessa, e smettere di non riconoscermi più davanti allo specchio. Giuro che ci ho messo tutta me stessa, ma le forze ormai mi abbandonano, e non posso più far finta che le cose stiano in modo diverso. Cambierà tutto, cambierà radicalmente. Il solo pensiero mi morde le viscere, non riesco a staccarmi dal passato e so che lo rimpiangerò per sempre. Però questa è la cosa giusta, è ciò che devo fare per non vivere con il senso di colpa di non avere detto la verità. Pensate sia facile mentire a chi si ama? Non è così. Anche quando è necessario, fa comunque male. È come avere una ferita sempre sul punto di aprirsi. Devo poter ritrovare il controllo e provare a cicatrizzarla, farmi avanti una volta per tutte. È l'unico modo per ritrovare la pace. È giunto il  momento di dire la verità.
















IO SONO CATWOMAN.

[cazzoni... ci siete cascati... Buon Pesce a tutti!]
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...