7 febbraio 2011

Leggerezza

Mi dicono tutti che devo imparare a godere dell'attimo. Mia zia, in primis, che mi ritiene incapace di apprezzare la vita. Detto da lei che ama stare al mondo in un modo passionale, vivido, carnale, è davvero un colpo al cuore. Mi piacerebbe avere la testa leggera e dire "punto!" passando avanti senza contraccolpi, ma non sono fatta così; chi mi conosce sa che ho sete. Ho sete di vita, di esperienze, di battiti. Ma a che serve l'emozione se non puoi viverla ancora, ancora e ancora, se non la puoi ricreare, se non la puoi reiterare, se non la puoi perfezionare, se non la puoi migliorare ancora? Anche io voglio imparare. Voglio imparare e rivivere, riempire questo corpo vuoto che mi sento. Voglio andare avanti tutta, voglio sentire. Solo quando so di avere carta bianca non ho più remore, né freni.
È che non è mica facile che capitino situazioni così, o che possa sentirmi libera sapendo che non scoppiano bombe, che non cambia nulla, e tutto quel che invece c'è tra le righe è stata Vita, pura, vissuta. E nient'altro.

4 commenti:

  1. Leggerezza dell'anima non significa superficialità. Passare da un'esperienza all'altra senza farsi coinvolgere, anzi. Leggerezza è sogno, è poesia, è musica, è tutto quanto ti porta a sfiorare l'infinito.
    Claudia

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  2. ...è proprio quello che intendo. Ma chiudere a scomparti stagni... ecco non riesco.

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  3. Infatti non devi. Devi essere come l'aria: è leggera, è sempre in movimento, è brezza lieve ma può diventare vento impetuoso, è dovunque e non può essere inscatolata...
    Claudia

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  4. Claudia l'aria non si posa! Sfiora soltanto, e non ha memoria.

    ...il contrario di me, che peso, se ti finisco addosso ti uccido, e se ti sfioro prima o poi ti schiaccio. E mi ricordo TUTTO :D

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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