27 febbraio 2011

No Love.

Più vado avanti e più penso che non lo voglio, non lo voglio l'amore. Se non c'è fa male perché manca, se c'è ma non è ricambiato manca ancora di più, perché si fa sentire e poi si nega e se c'è fa paura perché potrebbe mancare da un momento all'altro. Non lo voglio, non lo voglio l'amore, restituitelo a chi l'ha inventato, perché ha miseramente fallito.

Silencio.

13 febbraio 2011

richiamo ancestrale


Ecco, se ci penso bene, la sete più forte che ho in questo momento, togliendo quella di indipendenza che rischia di mangiarsi tutto il resto, è quella di ARTE. Di contenuto, di persone che hanno cose da dire. Di opere che mi creino quella massa densa nello stomaco, che mi urtino, che mi smuovano, mi catturino e mi sgombrino il cervello per riempirlo solo di sé stesse. In quest'epoca di condivisione, non tutti fanno girare contenuti. Ma quando succede, dentro di me c'è un coro di Halleluja.

Seguite questo link.

(grazie Vale)

7 febbraio 2011

Leggerezza

Mi dicono tutti che devo imparare a godere dell'attimo. Mia zia, in primis, che mi ritiene incapace di apprezzare la vita. Detto da lei che ama stare al mondo in un modo passionale, vivido, carnale, è davvero un colpo al cuore. Mi piacerebbe avere la testa leggera e dire "punto!" passando avanti senza contraccolpi, ma non sono fatta così; chi mi conosce sa che ho sete. Ho sete di vita, di esperienze, di battiti. Ma a che serve l'emozione se non puoi viverla ancora, ancora e ancora, se non la puoi ricreare, se non la puoi reiterare, se non la puoi perfezionare, se non la puoi migliorare ancora? Anche io voglio imparare. Voglio imparare e rivivere, riempire questo corpo vuoto che mi sento. Voglio andare avanti tutta, voglio sentire. Solo quando so di avere carta bianca non ho più remore, né freni.
È che non è mica facile che capitino situazioni così, o che possa sentirmi libera sapendo che non scoppiano bombe, che non cambia nulla, e tutto quel che invece c'è tra le righe è stata Vita, pura, vissuta. E nient'altro.

6 febbraio 2011

Lagom.

Mi sento una barchetta in balìa dell'oceano, che dondola, dondola, dondola, senza fine, senza sosta, senza sapere dove andrà ad attraccare. Sul mio viso c'è un sole tiepido, che tuttavia mi scalda un po'; nel cuore nessuna domanda, per la prima volta, solo certezze.
L'amarezza è figlia della malinconia e di essa si nutre; ma al tempo stesso è una medicina necessaria per guarire.
Bisogna accettare che esistano stati d'animo cronici, come le malattie: non basta il tempo a scioglierli, probabilmente rimarranno gli stessi per tutta la vita. Ma accettarlo, riconoscerlo, è un primo passo per liberarsi dalle catene che generano, per sopportarne il carico, per affrontarne il ritorno. Quanto potesse contenere il cuore, ecco, non ne avevo idea: invece è profondo, ha molte stanze, e alcune di esse devono restare chiuse a chiave.

2 febbraio 2011

A true Soul Mate

Elizabeth Gilbert

















Bellissima definizione!

1 febbraio 2011

Connessioni

...E tu sei lì che non trovi le parole nemmeno per te stessa, e non sai come mettere d'accordo il cervello, che sa tutto, sa quali sono i percorsi, i perché e le risposte, e il cuore, che invece si fa proprio gli affari suoi e non ti considera, quando a un certo punto una completa sconosciuta, una che hai visto una sola volta e che leggi con piacere, sì, ma che non ti conosce, scrive qualcosa che - abracadabra - ti contiene, ti comprende, racconta una storia che è anche tua, e per un attimo il cervello riesce ad afferrare per il bavero il cuore, che questa volta tace: osserva le gocce d'inchiostro e capisce, si rivolge al cervello annuendo "sì, hai ragione, è così che stanno le cose, scusa". E tace. Silenzio. Sollievo.

Nuove dimore

Da oggi potete trovare i miei deliri anche qui: http://www.wordshelter.it/ 
Mai scritto tanto in vita mia, senza avere uomini per le balle a scatafasciarmi le gonadi.

A morte gli angioletti!
Viva gli esseri umani. Anche imperfetti.
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