19 gennaio 2011

lo ZEN e l'illuminazione

Ragionavo sul fatto che noi donne non siamo capaci di attendere. Nessuna di noi. Siamo sempre lì che fremiamo, probabilmente da piccole ci infilano un frullino sotto il sedere e ci insegnano che "o tutto e subito, o niente". Poi ti svegli una mattina e capisci che non paga mettere il piede sull'acceleratore e nella tua vita non ha mai pagato, e che, anzi, affrettare è una cosa che fa male a tutto: al sesso, ai nervi, al lavoro, all'alimentazione, all'equilibrio, al sistema circolatorio... proprio a tutto, fa male. E capisci che se in passato tu, testa di ca**o immane, avessi preteso un po' meno che i tuoi ritmi in over invadessero anche gli altri, forse avresti ottenuto di più, se non proprio quello che volevi. Ho un amico molto zen, che continua a ripetere di aspettare, calmarsi e sublimare. Il rumore del frullino lo sento, eh. Ma voglio seguire i suoi consigli anziché correre come una pazza: vediamo che succede.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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